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Zoccole Porche - Racconti Porno Erotici

Signore Porche Zoccole e Troie Dentro Fuori e Tutt'intorno Entra Adesso

Moglie Troia ed un Paio di tettone

Capitolo 1

Quando sono entrato in casa tornando dall'ufficio, ho visto mia moglie Carolina che stava preparando la cena. Carolina ha un corpo come un edificio di lusso con tutte le apparecchiature al luogo giusto. Quel giorno aveva un aspetto particolarmente eccitante con un top succinto ed un paio di pantaloncini che le circondavano il culo e mostravano le mutandine. Ho attraversato la stanza, mi sono messo dietro di lei, l'ho circondata con le braccia, le ho posato una mano su una tetta mentre con l'altra le accarezzavo il culo e le davo un piccolo morso sul lobo dell'orecchio. "Cosa c'è per cena?" Ho domandato mentre facevo scendere la mano dalla tetta per strofinarle allusivamente la fica. "Abbiamo compagnia" ha risposto. Ho sentito una voce che gridava "Vieni, il fuoco è acceso." Sono entrato nella stanza e Rodolfo, un nostro amico, si stava alzando da una poltrona con un drink in mano ed una protuberanza nella parte anteriore dei pantaloni. "Vecchio bastardo eccitato" ho detto "cosa diavolo fai qui?" "Sua moglie è fuori città ed era da solo, così gli ho detto di venire da noi per la cena." ha detto Carolina entrando nella stanza per portarmi un drink. Ho calciato via le scarpe e mi sono seduto sul divano, ho centellinato il mio drink e ho guardato Carolina che tornava in cucina, il suo culo si muoveva come due palloni in un sacco. Mentre pensavo a quello che avrebbe potuto essere, il mio cazzo ha cominciato a gonfiarsi e ho capito che Rodolfo probabilmente stava pensando alla stessa cosa quando sono venuto a casa. A cena Rodolfo non riusciva a tenere gli occhi lontano da Carolina, ogni volta che lei si chinava sulla tavola le tette si gonfiavano sotto il top ed i capezzoli spingevano contro la stoffa. Mi sono accorto che girando intorno al tavolo faceva in modo di sbattere il culo sia contro Rodolfo che contro me ed una volta ha strofinato la fica sulla spalla di Rodolfo. Dopo cena abbiamo preso dei drink freschi e siamo andati in salotto. Seduta sul pavimento di fronte al fuoco, Carolina ha steso le gambe e ha fatto correre lentamente una mano su e giù all'interno della coscia. Rodolfo ed io eravamo seduti ai suoi lati con i nostri drink e guardavamo il fuoco ardere, io pensavo a quanto avremmo potuto divertirci se solo lui non fosse stato lì. Quando l'alcol ed il calore dal fuoco hanno fatto effetto, ho circondato con un braccio le spalle di Carolina e ho lasciato cadere la mano sul suo davanti; lentamente le strofinavo e impastavo il capezzolo di una tetta e ho visto che Rodolfo le fissava il monte e si strofinava la protuberanza nei pantaloni. Ho incrociato il suo sguardo e ho accennato col capo al top di Carolina ed alla mia mano. Carolina ha inclinato indietro la testa e ha chiuso gli occhi, Rodolfo ha messo una mano sotto il suo top e ha cominciato a carezzarle l'altra tetta. Dopo che alcuni minuti lei ha cominciato a lamentarsi sottovoce ed a muovere il culo avanti ed indietro sopra il tappeto. Io ho aperto la cerniera posteriore del top, l'ho lasciato cadere, mi sono chinato e ho cominciato a succhiare e leccare il capezzolo della tetta di cui mi ero impossessato mentre Rodolfo ha cominciato a succhiare il capezzolo su cui stava lavorando. La mia azione ha fatto diventare il mio cazzo più grosso e più duro tanto che ho pensato che avrebbe rotto la lampo dei pantaloni. Alzando lo sguardo ho visto che Carol strofinava la protuberanza di Rodolfo e quando l'ho guardata, lentamente gli ha aperto la cerniera e ne ha tolto il cazzo da venti centimetri più duro che avessi mai visto. "Lasciami vedere cos'hai qui." ha bisbigliato Carolina girandosi verso di me e cominciando ad aprirmi i pantaloni. Vi è entrata e ne ha tolto la verga palpitante. Tornata a sdraiarsi sul divano ha preso il cazzo di Rodolfo con l'altra mano ed tenendo le due aste ha cominciato lentamente a stringerle e massaggiarle muovendo i pollici intorno e sopra le cappelle. Quando le nostre verghe sono diventate più dure e più grosse, ha ruotato il suo piccolo culo attraente seducentemente e ha detto con voce bassa e rauca "Che bel paio di joy sticks, non ne posso più di vedere quello che voi ragazzi ci farete." Continuando a succhiarle lentamente il capezzolo, ho infilato la mano nei suoi pantaloncini scendendo alla sua fessura, strofinando e carezzandole il monte ed il clitoride. Ho fatto scivolare un dito nella sua fica calda e sdrucciolevole e ho cominciato a farlo scorrere dentro e poi farlo scivolare fuori passando sul clitoride. "Oh merda, come mi tocchi bene." si è lamentata Carolina cominciando a masturbare sia Rodolfo che me. Tolta la mano di Carol dalla sua verga, Rodolfo le ha preso la testa con ambedue le mani e le ha dato un bacio con la lingua lungo e profondo, scandagliandole profondamente la bocca, poi lentamente le ha fatto chinare la testa al suo cazzo gonfio e palpitante. "Vieni, bimba, fammi un bel pompino, fai lavorare quelle belle labbra sul cazzo del vecchio Rodolfo." Ha supplicato. Mentre guardavo, Carolina si è messa in ginocchio, ha fatto correre la lingua intorno alla testa del cazzo leccandone ogni centimetro, lentamente ha preso quel grosso pungolo in bocca e ha cominciato a succhiarlo lamentandosi e spostando il culo avanti ed indietro. Mi sono messo in ginocchio dietro a Carolina e mentre la guardavo succhiare il cazzo di Rodolfo, che si era appoggiato allo schienale ad occhi chiusi e faceva passare le mani nei suoi lunghi capelli neri, pompando la verga dentro e fuori della bocca, lentamente ho cominciato a masturbarmi con una mano mentre con l'altra le abbassavo pantaloncini e mutandine alle ginocchia. Comprendendo quello che stava per accadere Carolina ha cominciato a succhiare sempre più velocemente alzando il culo in aria e lamentandosi. Strofinando su e giù la testa del mio cazzo nella fessura del suo culo, ho messo l'altra mano tra le sue gambe e ho cominciato a massaggiarle la piccola fica calda e sdrucciolevole, infilandole lentamente un dito e poi tirandolo fuori un po' spingendone leggermente la punta contro il clitoride, accarezzandolo avanti ed indietro finché non è stato ritto come una verga in miniatura. Lamentandosi e gemendo ha spinto il culo sempre più velocemente in aria e ha attaccato il cazzo di Rodolfo come una furia. Più velocemente gli succhiava il cazzo, più le strofinavo il culo con il mio e con più forza il clitoride. Rodolfo ha cominciato a roteare le anche, ha afferrato la testa di Carolina con ambedue le mani e gridando "Buon Dio, che bello" ha cominciato a fotterle la bocca mentre io le accarezzavo la fica sempre più velocemente. Nel frattempo la mia verga era diventata così dura che un gatto non sarebbe riuscito a graffiarla e pulsava per il desiderio. Le ho afferrato il culo con le due mani, le ho allargato le chiappe, le ho aperto la piccola micia e ho spinto ventidue centimetri di cazzo gonfio tanto profondamente nella sua fica che le mie palle le hanno colpito il culo. Ha alzato la testa dal cazzo di Rodolfo e ha implorato "Fottimi, fottimi forte, dannazione, dammi tanto cazzo" prima che Rodolfo l'afferrasse per i capelli e bloccasse la verga nella sua bocca. "Succhiami!" ha implorato Rodolfo "Succhiami il cazzo, cagna." Mentre cominciavo ad accarezzare la piccola fica stretta coi miei ventidue centimetri di cazzo, lei lavorava sulla cappella di Rodolfo come se volesse far durare il succhiotto per tutto il giorno. Lo faceva scivolare dentro e fuori dalla bocca mentre gli muoveva lentamente le dita sopra le palle, si lamentava "Dammi più cazzo" e spingeva il culo contro il mio stomaco. Rodolfo ha cominciato a muovere freneticamente le anche, spingeva la verga dura come la roccia sempre più velocemente nella bocca di Carolina mentre grugniva "uuhhh... uuhhh sto venendo, oh merda sto venendo." Ha tirato fuori dalla bocca il cazzo palpitante, l'ha afferrato, l'ha pompato e ha eruttato schizzando lo sperma sul viso di Carolina, poi ha dato una scossa alle anche avanti ed indietro strofinando la verga sopra le labbra e le guance di mia moglie che ne ha leccato il fianco succhiando le ultime gocce di sborra. Mentre guardavo Rodolfo sparare il suo sperma sul viso di mia moglie, spingevo con forza i miei ventidue centimetri di carne nella sua fica, spingendoli così profondamente che le mie palle le schiaffeggiavano il culo ad ogni colpo che facevo. Carolina improvvisamente ha seppellito il viso nei peli pubici di Rodolfo, il suo corpo si è teso e mentre roteava selvaggiamente il culo ha urlato "Merda, sto venendo. Oh merda, dammelo, dammelo, spingimelo dentro forte, Ohhhh meeerdaaa!" Mentre scuoteva il culo, la piccola micia ha cominciato a contrarsi intorno all'asta del mio cazzo, si contraeva e allentava come se cercasse di mangiarmi il cazzo con la fica. Ho spinto sempre più velocemente il cazzo dentro di lei fino a che con un grande spasmo la mia schiena si è irrigidita e l'ho spinto dentro completamente sino alla radice mentre si contraeva ed espandeva schizzando sborra nella sua pancia. Dopo molti spasmi lo sperma era tutto intorno alla mia verga, gocciolava dalle labbra della micia e le scendeva per le cosce. Con un sospiro finale mi sono abbattuto sul pavimento mentre Carolina, col viso ancora seppellito nell'inguine di Rodolfo, si è lasciata cadere sulle ginocchia e la sborra cadeva sulla mia faccia. "Così questo è quello che succede quando sono via!" ha detto una voce. Ho alzato gli occhi e ho visto Giulia, la moglie di Rodolfo, che stava sulla porta con le mani sui fianchi. "Avrei dovuto sapere che voi sporchi bastardi stavate festeggiando." ha detto. "Bene, vi ho scoperti ed ora si riprenderà a festeggiare, anche con me questa volta." ha ripreso dirigendosi verso di noi

Capitolo 2

Mentre parcheggiava la macchina Giulia aveva notato che la casa era scura benché la macchina di Rodolfo fosse nel box. "Rodolfo deve essere da Claudio e Carolina" ha pensato spegnendo il motore e aprendo la porta. Si era avvicinata alla porta dei vicini e stava per suonare quando si era accorta che la porta era socchiusa. Era entrata e stava per chiamare quando aveva sentito qualcuno gridare "Succhiami il cazzo, cagna." "Mi sembra la voce di Rodolfo" aveva pensato e lentamente si era avvicinata alla porta del salotto. Ferma davanti alla porta aveva visto suo marito sdraiato sulla schiena con Carolina inginocchiata accanto a lui che lavora sul suo cazzo con le labbra e la lingua, mentre Claudio, in ginocchio dietro di lei, grugniva di passione e sbatteva i ventidue centimetri di cazzo nella sua fica. Senza fiato Giulia è rimasta sulla porta a guardare Carolina grugnire e lamentarsi, spingendo il culo sulla verga di Claudio e con le due estremità riempite. Ha sentito che la sua micia si riscaldava mentre i capezzoli sotto il vestito si indurivano ed ergevano; aperti i bottoni ha lasciato scivolare il vestito dalle spalle facendolo cadere sul pavimento. Sotto non portava niente ad eccezione della giarrettiera che le assicurava le calze nere, ha abbassato una mano alla fica e ha cominciato a far correre la punta di un dito sul clitoride mentre con l'altra mano si strofinava ed accarezzava le tette. Il clitoride è diventato più duro, la micia è diventata gonfia di passione ed il caldo, scivoloso succo d'amore fluiva attraverso le labbra della fica e giù per le cosce. Giulia, lamentandosi di piacere, ha fatto scivolare un dito nella fessura e ha cominciato lentamente a fottersi mentre guardava gli altri in azione. Quando il dito è stato coperto del suo succo, l'ha alzato alla bocca e vi ha fatto scivolare intorno la lingua leccandone via il liquido prima di farlo ritornare nella fica e continuare a fottersi. Improvvisamente Rodolfo ha tolto il cazzo dalla bocca di Carolina e le ha sborrato sul viso mentre Carolina gridava "Oh merda merda, sto venendo. Dammelo" e spingeva il culo con sempre maggior forza e velocità per infilarsi sul palo di Claudio. Mentre Claudio continuava ad accarezzarle la micia col cazzo palpitante, Giulia rantolava e pompava il dito dentro e fuori della sua fessura Alla fine Claudio ha spasimato, ha gridato e ha cominciato a pompare sperma nella fica di Carolina mentre Giulia rantolava; la sua fica era contratta e contorta ed un brivido tremendo le ha percorso il corpo, avanguardia di un orgasmo violento. I tre sul pavimento sono crollati in una massa di corpi aggrovigliati e Giulia continuava nel suo ditalino, appoggiata allo stipite. Un momento dopo ha detto "Così questo è quello che succede quando sono via!. Avrei dovuto sapere che voi sporchi bastardi stavate festeggiando." " Bene, vi ho scoperti ed ora si riprenderà a festeggiare, anche con me questa volta." Iniziando a camminare verso di noi. Giulia era una donna alta e magra, con lunghi capelli biondi che le scendevano alla vita. Mentre si dirigeva verso di noi si è tirata i capelli sulle spalle facendoli ricadere sui seni e coprendoli parzialmente, lasciando che solo i capezzoli induriti sporgessero. Non portava mutandine, il biondo cespuglio pubico si stagliava contro la cornice nera delle giarrettiere e delle calze; la piccola fica brillava di umidità e desiderio mentre si avvicinava a Claudio. Con un seducente movimento delle anche si è avvicinata a Claudio che sedeva sul pavimento, e ha messo le gambe sopra le sue spalle ponendo la piccola fica scivolosa e calda davanti al suo viso. Ha preso i suoi lunghi capelli biondi e li ha avvolti intorno alla testa di Claudio che lentamente ha appoggiato la bocca alla fessura. "Claudio, dolcezza" ha bisbigliato "Ho visto Carolina fare un terrificante pompino a mio marito. Come posso rendere il favore col mio piccolo culo eccitato?" Mentre bisbigliava ha cominciato a muovere le anche facendo scivolare la micia sopra il viso di Claudio, imbrattandogli di succo d'amore le labbra. Vogliosamente la lingua di Claudio si è scagliata fuori a solleticare il clitoride eretto e ha penetrato la fessura avvolgendole e succhiandole e labbra. Lui succhiava il miele ed il suo cazzo, gonfio ed eretto, pulsava di desiderio; ha messo un braccio intorno al culo di Giulia, ha tirato la sua fica più vicino alla sua lingua, mentre con l'altra mano ha cominciato a strofinare e massaggiare la verga. Osservando la moglie che veniva leccata, Rodolfo si è seduto dietro a Carolina e le ha tirato la schiena tra le sue gambe, l'ha abbracciata e ha cominciato a strofinarle e carezzarle le mammelle gonfie con una mano mentre con l'altra le scandagliava delicatamente la fica; il suo cazzo ha cominciato ad indurirsi e crescere spingendo contro la schiena della donna. Palpitante di passione ha inclinato le anche e ha fatto scivolare l'erezione sulla spina dorsale di Carolina. Sentendo quell'attizzatoio al calor rosso sulla schiena, Carolina ha alzato le anche per permettergli di far scivolare più in profondità nella scatola di miele le dita avide. "Oh Dio, come mi tocchi bene" ha cantilenato contraendo i muscoli della micia intorno alle dita di Rodolfo. "Sono una cagna!" ha esclamato Giulia spingendo la fica sulla lingua rigida che lavorava dentro di lei e tirando il viso di Claudio sempre più vicino al suo inguine, torcendosi e dimenando il culo per prendere tutta la lingua. Giulia gli scopava il viso con la fica e Claudio ha cominciato a far correre una mano sopra il suo pungolo rigido, quindi, incapace di resistere, ha cominciato a masturbarsi e senza smettere di leccare e succhiare tutte le caramelle dalla fessura di Giulia, con un'eruzione enorme ha sparato per aria la sua sborra verso il culo dell'amica. Contemporaneamente Carolina ha emesso un gemito, si è voltata sulla schiena e ha tirato Rodolfo tra le sue cosce tremolanti alzando le gambe sulle sue spalle; Rodolfo ha preso il suo uccello duro e ne ha passato la testa gonfia sui peli della fica ed intorno al clitoride. Sentendolo Carolina gli ha afferrato il culo e ha tirato la testa nella calda fica bagnata; è scivolato tanto in fondo alla piccola guaina calda e lei ha gemuto "Oh merda, mi piace questo cazzo. Dio, mi piace fottere, per favore dammelo, per favore." Quando Giulia ha sentito la sborra di Claudio sul suo culo, lentamente ha tolto la micia dalla sua bocca e, spintolo sulla schiena, ha fatto scivolato in giù il suo corpo finché non è riuscita a prendere in bocca il cazzo che stava ancora masturbando. L'ha leccato e succhiato e la verga ha cominciato a diventare più grossa nella sua bocca, si è gonfiata completamente finché non ha raggiunto i ventidue centimetri di lunghezza. Facendo scivolare le labbra giù per l'asta è arrivata a leccargli le palle gonfie e delicatamente le ha prese in bocca, facendoci rotolare intorno la lingua mentre con le dita carezzava la cappella. Claudio si è lamentato e ha agitato le anche, la sua verga gonfia si è contratta nell'aria, Giulia si è alzata e si è messa a cavalcioni sul membro duro, abbassandoci sopra la fica bruciante. Penetrata la fessura, Claudio ha tirato a se l'amica e, presagli in bocca una tetta, ha cominciato a succhiare e mordicchiare un capezzolo rigido mentre la sua carne le devastava la fica. Carolina stava ancora col culo in aria, le gambe sopra le spalle di Rodolfo che aveva una tetta per mano; quando le ha schiacciate facendo rotolare i capezzoli, ha sbattuto il cazzo nella micia con tanta forza da farla grugnire di passione e scivolare sul tappeto ogni volta che lui spingeva. "Dammene di più, dammi altro cazzo!" implorava sgroppando ed agitando il culo. "Oh, ti fotto!" ha gridato Rodolfo spingendo la verga in fondo alla guaina, le ha schiacciato le tette con le due mani e ha sparato un carico di sborra nella fica. A quel colpo Carolina, con un lungo gemito, ha cominciato a scuotere selvaggiamente il culo e contrarre la micia intorno alla verga rigida. "Oh merda, sto venendo, sto venendo!" ha esclamato tirando Rodolfo verso di se e spingendo la lingua nella sua bocca per baciarlo appassionatamente mentre l'orgasmo eruttava dentro di lei. Udito che Carolina era venuta, Giulia ha mosso la fica sul grande palo di Claudio sempre più velocemente fino a che, con un forte la rantolo, ha dato una scossa al culo bruciante facendolo scendere e seppellendo il cazzo di Claudio sino alla radice e contraendo la fica calda e scivolosa, quindi ha spasimato e ha cominciato a contorcersi violentemente. Sprofondata nell'estasi di un orgasmo Giulia muoveva lentamente le anche sull'inguine di Claudio quando questi, gridando "Aaahhh caaazzoooo", ha cominciato a pompare freneticamente la sua verga pulsante nella fessura. Con un'eruzione enorme il cazzo di Claudio si è scosso, versando il carico di sperma nella stretta fica pulsante, che si è contratta e ha spremuto le ultime gocce di sborra. Giulia si è lasciata cadere sopra il torace di Claudio e, rotolatagli al fianco, gli ha preso in bocca il cazzo e ha cominciato a succhiarne lo sperma; mentre puliva la verga Rodolfo e Carolina si sono avvicinati e lui ha messo la testa tra le cosce di Giulia leccandone dalla fessura la sborra di Claudio. Carolina ha fatto scivolare la fica sul viso di Claudio e poi ha preso la spina di Rodolfo per farci passare la lingua lungo l'asta e amorevolmente sulla cappella per succhiarne i succhi. Alzata la testa dal cazzo ed interrotta temporaneamente l'azione, Giulia ha detto "La prossima volta sarà meglio che tu aspetti il mio ritorno."

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