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Zoccole Porche - Racconti Porno Erotici

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Che Inculata!

Ho capito che tutto andava bene quando mi sono incontrato con mia moglie, Marzia, ieri al ristorante. Prima di tutto non era in ritardo come di solito; infatti era arrivata prima di me ed era già seduta. Mi è piaciuto il separè che aveva scelto; Marzia sceglie sempre il separè che preferisce, dice che fa parte del suo diritto di essere cliente del ristorante.
In ogni caso il separè era in fondo al ristorante; immediatamente sulla sinistra c’era una finestra enorme che dava su di un parco; la finestra era al molto vicina alla nostra tavola, così avevamo una vista eccellente dei fiori del parco e di qualche jogger che passava.
Ho notato immediatamente che c’era qualche cosa di strano nel suo comportamento ma non ci ho fatto caso e ho cominciato ad analizzare il menu.
Ho sentito qualche cosa strisciare sul pavimento e poi, con sorpresa, ho sentito il piede di Marzia salire lungo l’interno della mia coscia finché non ha incontrato la protuberanza del mio cazzo. L’ho guardata ma lei si è limitata a sorridere e ha continuato a studiare il suo menu. Le dita del piede hanno spinto leggermente sul cazzo dandomi ulteriore sconcerto. In quella situazione non potevo concentrarmi sul menu.
È venuto il cameriere, un giovane latino americano di circa venti anni e ci ha chiesto se eravamo pronti ad ordinare.
"Sì" ha detto Marzia e ha scelto gamberetti ed una piccola bistecca. Il cameriere ha accennato col capo scarabocchiando l’ordine senza togliere lo sguardo dai seni di Marzia. Ero abituato, Marzia aveva il genere di tette che anche le donne ammirano, non faceva niente per celarle ed anzi vestiva in maniera da enfatizzarle. Anche i miei occhi non lasciavano quelle tette coperte dalla camicia mentre il cameriere le guardava. Marzia continuava a toccarmi il cazzo sotto la tavola con la punta del piede quando il cameriere si è ricordato della mia presenza e mi ha chiesto cosa desideravo mangiare. Incapace di pensare, ho detto che volevo quello che aveva scelto Marzia.
Ha accennato col capo e se n’è andato. Ho tentato di guardare fuori della finestra, ma Marzia ha sollevato la scollatura della camicia e si è ventilata come se avesse caldo.
Non potevo fare a meno di tornare a guardarla e sapevo che lo stava facendo per catturare la mia attenzione.
Con mia sorpresa ha aperto la camicia sbottonandola dall’inizio alla fine e se l’è abbassata sulle spalle. Ho fissato le sue tette incredulo di quello che stavo vedendo. Non indossava mai reggiseno ed oggi non era un’eccezione. Mentre guardavo, le sue dita carezzavano la sua pelle vellutata ed accarezzavano i capezzoli duri. Alla luce del sole che filtrava dalla finestra le sue tette sembravano veramente incredibili; erano forgiate perfettamente e, anche se molto piene, puntavano verso l'alto.
La punta delle dita di Marzia continuava ad accarezzare le colline dorate. Sapevo che amava i suoi seni, forse anche più di chiunque altro.
Ha fatto rotolare i capezzoli tra la punta delle dita e li ha tirati un poco. Ha spinto leggermente indietro ed avanti i capezzoli, poi ha fatto scivolare le mani sotto i seni e li ha accarezzati alzandoli.
Faceva tutto questo senza guardarmi, fissava fuori della grande finestra, i suoi pensieri sembravano lontani, ma sapeva che guardavo le sue mani affascinato, un piccolo sorriso appariva sulle sue labbra rosa. Le dita del piede continuavano a ballare sul mio cazzo, ed io mi domandavo se non sarei venuto presto.
Stavo per afferrarle i seni, incapace di frenarmi, ma lei ha alzato improvvisamente la testa, come se sentisse qualche cosa, ed velocemente ha chiuso la camicia. L'ha abbottonata, ma non completamente, fermandosi quando il
cameriere è apparso. L’arrivo del cibo mi ha deluso.
Il cameriere ha guardato ancora i seni di Marzia e si è bloccato quando si è accorto che la camicia era parzialmente sbottonata.
Dal mio angolo non potevo capire cosa vedesse il cameriere, ma dall’espressione sulla sua faccia, un’espressione di chiaro desiderio, ero sicuro che fosse in grado di avere una visione completa e perfetta.
Lei ha alzato la forchetta e si è girata verso il cameriere sorridendogli raggiante.
"Grazie" ha sospirato.
"Grazie" ha risposto rapidamente lui dando un ultimo sguardo.
Ho notato che si è diretto subito verso il gabinetto, era chiaro cosa avrebbe fatto nei minuti seguenti.
Marzia, nel frattempo ha aperto di nuovo la camicia, di quel tanto per mettere in mostra completamente un seno. Il capezzolo marrone puntava verso di me mentre tentavo di mangiare, ma con Marzia che continuava a carezzarmi il cazzo col piede, la cosa era quasi impossibile.
Marzia ha finito rapidamente il suo pasto ed una cameriera le ha portato un sacchetto per mettervi i resti per il cane, dopo di che vi ha introdotto ciò che non ero riuscito a mangiare. Dopo essersi rimessa i sandali ed aver controllato la camicia, mi ha condotto alla cassa.
Il nostro primo cameriere è apparso sulla porta del bagno, aveva il viso rosso e guardava tristemente Marzia che usciva dal ristorante. Una volta in macchina, ho avviato e sono quasi finito contro un muro quando ho visto Marzia alzarsi dal sedile, alzare la gonna e far scivolare giù le sue mutande rosse.
"Cosa stai facendo?" Ho ansato stupito.
"Mi stringono un po’" ha detto Marzia facendo le fusa e calciando via il piccolo indumento col piede. Ha abbassato la gonna e si è appoggiata di nuovo comodamente a ginocchia aperte.
Respirando profondamente sono uscito dal parcheggio ed ho evitato di guidare dietro ad autobus ed autocarri sapendo che i passeggeri avrebbero avuto una visione completa del monte biondo e delle labbra piacevolmente sporgenti di Marzia.
Ho notai che faceva passare le sue unghie dipinte tra i ricci morbidi di peli della sua micia, ma quando ho tentato di accarezzare i peli di seta con le mie dita, le sue mani hanno spinto via dolcemente le mie.
"Stai concentrato sulla guida, Giorgio" mi ha sgridato infilandosi la punta delle dita nella fessura bagnata e tirandone fuori un chiaro succo muschiato. Io a quella vista mio sono accarezzato il cazzo tentando di alleviare la tensione.
Lei ha strofinato gli umore sulle labbra e si è accarezzata velocemente la pelle intima.
Il mio respiro è diventato affannoso mentre anche il suo lo diventava e guidando l’ho vista masturbarsi sino all’orgasmo. Non potevo più resistere e ho guidato il più rapidamente possibile verso casa nostra. Ho messo la macchina nel box e ho fatto per scendere per andare ad aprire la portiera di Marzia, ma mentre stavo per uscire le sue dita mi hanno toccato. Mi sono girato impaziente di raggiungere la nostra camera da letto, ma i pensieri di camere da letto si sono dissolti completamente. Marzia era seduta di fianco sul sedile con le gambe che penzolavano fuori della macchina; la sua gonna era completamente alzata e stava piegata come se stesse cercando qualche cosa che aveva lasciato cadere sul pavimento del garage. Il suo culo stretto era completamente nudo ed aperto, in attesa di ricevermi. Con le mani l’ho fatta inarcare un po’ di più e poi ho immerso il mio cazzo pulsante nel suo buco posteriore.
"Non dovresti..."
Troppo tardi... il mio uccello era immerso fino all’elsa e lentamente ho cominciato il mio movimento avanti ed indietro. Le pareti del suo condotto mi stringevano e mi davano un piacere indescrivibile. Marzia ha cominciato a gemere di piacere ed il mio respiro è diventato ansante. Le palle hanno cominciato a contrarsi ed in breve un torrente di sperma si è riversato negli intestini di mia moglie.
Mentre la mia verga era ancora dentro di lei, si è voltata e mi ha baciato.
"Non avresti dovuto... ma per questa volta ti perdono... "

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