Era l'inizio della primavera e si stavano preparando molte feste
all'università. Giacomo, un'altra matricola che avevo incontrato alle
lezioni d'ingegneria, dava una festicciola quella sera e mi aveva invitato a
parteciparvi. Quando sono arrivato la festa era già iniziata, metà dei
presenti stava bevendo coca cola e l'altra metà beveva birra. La stanza era
affollata e vi erano solo posti in piedi. Ho preso una birra e mi sono
seduto con la schiena appoggiata alla spalliera del letto a castello; lo
stereo suonava in sottofondo, ma pochi lo ascoltavano. "Sembri scomodo
laggiù" la voce di una ragazza è scesa dal letto sopra di me. Ho
alzato gli occhi e ho visto una cascata di capelli castani che
incorniciavano un bel viso ed un largo sorriso. "È un po' scomodo, ma
Giacomo non ha abbastanza sedie e c'è solo lo spazio di una
scrivania," ho detto, "Cosa stai facendo a quell'altezza?"
"H trovato un po' di spazio, perché non mi raggiungi"? "Mi
chiamo Sara." Mi sono alzato e l'ho guardata, la camicia a quadri era
leggermente aperta in alto e riuscivo a vedere una parte del seno sinistro
contenuto dal reggiseno. Era una ragazza di bell'aspetto, un po' in carne,
ma ciononostante attraente. Mi sono arrampicato sulla cuccetta superiore ed
abbiamo chiacchierato di come le nostre esperienze scolastiche si stavano
delineando, come andavano le lezioni, interrotti frequentemente dagli altri
partecipanti alla festa. Mentre continuavamo a divertirci, abbiamo
cominciato ad inclinarci di fianco per finire quindi sdraiati sul letto, poi
improvvisamente si è infilata sotto il copriletto ed io l'ho seguita mentre
continuavamo a conversare con gli altri studenti. Durante una sosta ho
posato una mano sulla sua anca. Sara non si è spostata e non ha neppure
spostato la mano, abbiamo continuato la nostra conversazione, ma dopo un
minuto ha lasciato cadere una mano ed ha cominciato a strofinare l'inguine
dei miei jeans ed in breve ero duro e pronto all'azione. Ha continuato a
stuzzicarmi per un'ora senza che nessuno si accorgesse di quello che la sua
mano mi faceva e nessuno si accorgeva di quello che facevo con le dita sulla
la parte posteriore delle sue cosce. Alla fine ne abbiamo avuto abbastanza e
lei mi ha suggerito di andare nella mia stanza per avere un po' di privacy,
grazie al fatto che il mio compagno era via per il fine settimana.
"Vivo in un pensionato dove non sono ammesse visite," ho
protestato. "Cosa! Significa che nessuno può venire da voi, neanche di
nascosto?", ha detto pensosamente. Come siamo usciti dalla porta ho
pensato che aveva ragione, la zona delle camere era deserta. Ci siamo
diretti alla mia stanza e ho chiuso a chiave la porta dietro di noi. Ho
attirato Sara contro di me per un bacio lungo ed appassionato. Si è
rilassata fra le mie braccia e si è abbandonata alle sensazioni erotiche
che attraversavano il suo giovane corpo. I suoi capezzoli erano eretti e
spingevano contro la stoffa del reggiseno, visibile nella camicia
parzialmente sbottonata. "Mmmm, che bello," ha mormorato mentre
prendevo nella mano il suo seno sinistro sentendo il capezzolo gonfiarsi
ancora di più sotto le dita. Ha strofinato l'inguine contro la mia coscia
facendo diventare ancora più duro il mio cazzo stretto nei jeans.
"Sdraiamoci e mettiamoci più comodi," ha detto tirandomi verso il
letto. Ho scalciato via le scarpe e sono salito sul letto. Sara mi ha
seguito allentando il bottone e la zip dei suoi jeans, si è distesa sul
letto accanto a me, mi ha fatto mettere una mano su una sua tetta e mi ha
succhiato la lingua nella sua bocca. Il capezzolo era duro quando ho
abbassato la bocca e l'ho succhiato attraverso il sottile reggiseno. Sara si
è lamentata e ha tirato la mia testa ancora di più contro la sua tetta. Ho
fatto scivolare una mano lungo la sua schiena sotto la camicia e ho
armeggiato un po' con l'apertura del reggiseno, poi sono riuscito ad aprirla
e i sui seni si sono presentati scoperti al mio sguardo concupiscente, alla
mia lingua bagnata ed alle mie labbra succhianti. Mentre le leccavo e
succhiato i capezzoli, ha cominciato a lamentarsi leggermente. "Oh,
Luca, mi piace il contatto della tua lingua sulle mie tette." "Se
ti piace sulle tette, aspetta che ti lecchi la micia," ho mormorato. Si
è lamentata di nuovo e ha messo una coscia tra le mie, strofinando il mio
cazzo duro ed il suo inguine coperto dai jeans contro la mia coscia. Ero
eccitato al massimo, così ho fatto scivolare sulle sue gambe i jeans e poi
i miei, questo ci ha fatti rimanere con le mutande e la mia protuberanza e
la sua piccola macchia di bagnato hanno dimostrato che tutti e due cercavamo
la stessa cosa (almeno così ho pensato). Ho spinto la mano sotto l'elastico
delle sue mutandine e ho fatto scivolare il medio sopra il monte di Sara e
giù nella fessura bagnata. Si è lamentata per il piacere ed infilatasi
nelle mie mutande, ha cominciato ad accarezzare il mio cazzo duro come una
roccia. "Hmmm, cos'abbiamo qui?" ha domandato tirando fuori il
cazzo dalle mutande e cominciando a pomparlo delicatamente. Ero sempre più
eccitato e ho cominciato affondare il dito nella sua micia bagnata.
"Fermati, sono vergine e non sono pronta per quello," ha esclamato
improvvisamente. Mi sono spaventato perché non avevo preso in
considerazione quella possibilità, ma non volendo forzare il problema, ho
detto "OK Sara, capisco, ma posso farti provare piacere." L'ho
baciata scendendo dal viso al collo, poi giù sui seni, con particolare
attenzione ai capezzoli eretti. Mi piace succhiare le mammelle e mi ha dato
piacere succhiarle e leccarle delicatamente, lei ha cominciato a lamentarsi
piano quando ho trovato il ritmo giusto. Il mio cazzo era durissimo ma per
il momento ero concentrato a far godere Sara. Abbassandomi dai suoi seni,
lentamente le ho baciato lo stomaco mentre altrettanto lentamente le facevo
scivolare le mutandine dalle anche, giù lungo le cosce. Il suo aroma mi ha
reso ancora più affamato; ho finito di tirarle giù le mutandine e lei ha
aperto le cosce per dare un accesso migliore alla mia lingua a suo monte
bagnato. Ho fatto correre la lingua sulla fessura bagnata, ha cominciato a
rantolare ed ha spinto le anche per portare la mia bocca in stretto contatto
con la sua micia. I suoi umori avevano un sapore eccezionale, le sue anche
hanno cominciato a muoversi ritmicamente sul letto, su e giù, su e giù. Ho
preso il ritmo dei suoi movimenti ed ho calcolato i tempi in maniera di
poter leccare la sua fessura succosa quando si alzava e far scivolare la
lingua sulla clitoride quando si abbassava. Sara si è lamentata un po' più
forte, io continuavo a leccare la sua micia gocciolante, lei iniziava a
muovere le anche più velocemente. "Oh, Luca, che bello! Non fermarti,
fammi venire!" ha pianto tirando la mia testa e il mio viso contro la
fessura gocciolante. "Sto venendo oh Dio sto venendo!" ha
strillato quando l'orgasmo l'ha presa. Ho leccato il meraviglioso liquido
che gocciolava dalla sua fessura e, dopo alcuni spasmi, si è sdraiata sul
letto e si è rilassato. "È stato meraviglioso, mi piace farmi leccare
la fica." "Sono contento per te. Ma ora guarda il mio
problema," ed ho indicato il mio pene rigido. "So come prendermene
cura," ha detto mentre mi baciava la pancia e scendeva sino ai peli
pubici. Ha preso il cazzo in una mano e ha abbassato la bocca sopra la
cappella; La sensazione era così meravigliosa che a momenti sborravo sul
momento, ma si è accorta di quello che stava accadendo e ha tolto la bocca.
Ha guardato verso di me e mi ha sorriso innocentemente mentre faceva uscire
la lingua e leccava la goccia di pre eiaculazione che gocciolava dalla punta
del cazzo. "Sara, devi stare attenta o verrò subito, mi hai eccitato
tanto che posso trattenermi appena." Ha risposto "Non resistere,
spara la tua sborra nella mia bocca," e ha ripreso a succhiare. La
saliva che scendeva lungo l'asta, le leccate sulla cappella ed il rumore
delle sue succhiate hanno fatto gonfiare al massimo il mio cazzo. "Oh,
Sara, sto per venire!" Ho gridato mentre il primo spruzzo di sperma
entrava nella sua bocca. Ha mormorato qualcosa intorno al mio cazzo che
continuava a schizzare sperma appiccicoso nella sua bocca, ha lasciato che
le uscisse dalle labbra e cadesse sui peli pubici, mentre la lingua
continuava a leccare la parte inferiore della cappella. Ciascuna leccata
provocava un piccolo sobbalzo del mio cazzo ed un po' di succo d'amore ne
usciva. Ha aspirato delle gocce di sborra con le labbra e mi ha guardato
leccandosi le labbra, "Ti è piaciuto?" Il sorriso sul viso mi ha
detto che sapeva già la risposta, e lo sperma colava dalle sue labbra e dal
mento. L'ho baciata profondamente, estraendo la mia sborra dalla sua bocca.
Ci siamo scambiati le posizioni, lei era con la testa sul mio torace ed una
gamba sopra le mie cosce, eravamo così soddisfatti che ci siamo abbandonati
al sonno in quella posizione. Come ogni giorno è arrivata la mattina e con
essa l'"erezione mattutina," quella che ti fa pensare a cosa stavi
sognando. Sara si è svegliata e ha sentito la durezza pulsante contro le
sue cosce, ha cominciato a strofinare la micia contro la mia coscia mentre
cercava la mia bocca. Ho strofinato le dita sulle labbra della micia ed ho
scoperto che erano già bagnate fradice di umori. "Luca, vuoi fottermi?"
mi ha domandato. "Pensavo che tu volessi aspettare" "Ho
aspettato abbastanza," ha detto spostandosi a sufficienza per far
strofinare la mia cappella su e giù lungo la fessura gocciolante. Sentivo
rumori eccitanti quando la testa del mio cazzo strisciava contro la sua
fessura e lei diventava sempre più bagnata. "Sii gentile e muoviti
lentamente" "Ti insegnerò il ritmo giusto, voglio che ti piaccia
quello che stai per fare," ho risposto dopo di che lei ha cominciato a
far scivolare la testa del cazzo nella micia. Era così stretta che ho
pensato che non sarei mai riuscito ad entrare. Sara si è lamentata, ha
tirato fuori il mio cazzo e l'ha strofinato più volte contro la clitoride.
L'espressione sul suo viso è divenuta più intensa quando è tornata a far
scivolare il cazzo nella micia, spingendo un po' di più ogni volta. Quando
ha incontrato resistenza ha spinto con forza le anche ed il mio cazzo ha
perforato la sua verginità. "Ahi, dannazione, che male," si è
lamentata mentre smetteva di muovere le anche. "Rilassati e andrà
tutto bene" ho detto, "sarà proprio eccezionale." Ci siamo
sdraiati così per un po', poi Sara ha cominciato a muoversi di nuovo.
Appena un centimetro dapprima e la sua micia ha afferrato il mio cazzo con
le sue calde pareti. Dopo che altri baci e manipolazioni dei seni hanno
portato la sua attenzione agli aspetti piacevoli del fare l'amore, ha
ricominciato a mandare avanti il mio cazzo. Lentamente, centimetro dopo
centimetro, il mio cazzo è scivolato profondamente nella sua micia
incredibilmente stretta. "Oh Dio, che bello! Non posso credere che ci
possano essere queste sensazioni," ha gridato mentre agitava le anche
per migliorare la penetrazione. "Non ho mai pensato che fosse così
bello, così bello, ohhhhh vengo!!" Questo era troppo anche per me, era
così calda e bagnata e stretta che non potevo resistere più a lungo. Il
mio cazzo ha dato una scossa ed un fiotto di sperma è sgorgato, schizzando
profondamente nella sua micia. "Vengo," ho gridato ed i muscoli
della micia si sono contratti facendo gonfiare ulteriormente il mio cazzo
prima che emettesse 3 o 4 altri getti di sborra profondamente dentro di lei.
"È stato meraviglioso," ho detto dopo che le sensazioni sono
diminuite. "È vero e non posso aspettare fino alla prossima
volta!"