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Zoccole Porche - Racconti Porno Erotici

Signore Porche Zoccole e Troie Dentro Fuori e Tutt'intorno Entra Adesso

Il suo Cazzo mi manda in Estasi

Si è appoggiato indietro sui gomiti e si è allentato la cintura, mi sono alzata sulle ginocchia, le mani sulle cosce, mi leccavo le labbra nervosamente, sebbene fossi sicuro che il chiaro di luna mi faceva sembrare un gatto, mi leccavo le labbra con gusto al pensiero della festa di crema che stava per venire.

Con un ghigno satanico ha sbottonato la patta e ha alzato le anche per abbassare i jeans alle ginocchia. Mi sono mossa per aiutarlo a liberargli le gambe, avendo cura di non spargere i contenuti delle sue tasche sull'erba. Ho messo da parte i jeans e mi sono spostata tra le sue gambe.
Per scaldarmi la mano ho passato la punta delle dita tra i peli della sua pancia, scendendo sulla sua coscia e sopra il suo cazzo. Con l'altra mano ho accarezzato i peli dello scroto e poi ho afferrato le palle delicatamente, godendo della vista del sacco di carne. Il suo cazzo ha cominciato a gonfiarsi, grato per le mie attenzioni ai suoi compagni più bassi. Ho avvolto la grossa base con indice e pollice e poi ho leccato verso l'alto, dal mio pollice alla testa del suo cazzo.

Ho alzato lo sguardo al suo viso, mi ha sorriso, allora ho chiuso gli occhi e l'ho lavorato nella bocca, facendolo entrare fino alle tonsille, fino a che le mie labbra non hanno toccato il mio pollice. Ho fatto una pausa per lasciare che la mia gola si rilassasse, per non soffocare. Ho inspirato profondamente attraverso il naso e poi ho iniziato ad alzare la bocca strisciando la lingua sulla grande vena, manipolandogli anche le palle con la mano. Quando ho raggiunto la cima, mi sono fermata a leccare la fessura nella testa, i suoi occhi si sono aperti a guardare lo spettacolo.

Mi sono bagnata le dita, delicatamente ho fatto rotolare tra il pollice ed indice la pelle pendula dove lo scroto si attacca al corpo e ho cominciato a pompare la bocca sopra il suo cazzo.
Ho trovato il giusto ritmo e lui spingeva verso l'alto più che poteva.

Le lacrime mi scendevano dagli occhi e rotolavano lungo le mie guance, brillando al chiaro di luna. Le ho asciugate e mi sono fermata a sorridergli per fargli sapere che andava tutto bene. Non erano lacrime di gioia, solo una risposta al soffocamento contro cui cercavo di lottare.

Ha sfruttato la sosta per alzarsi sulle ginocchia, mi ha alzato e mi ha preso in braccio, la sua erezione spingeva contro la mia pancia. Mi ha stretto ferocemente a se, poi ha preso il mio viso nelle sue mani e mi ha baciato con forza sulla bocca. Poi ha schiacciato le labbra sulle mie spalle in una muta richiesta, un uomo di poche parole, promettente molta azione.

Mi sono lasciata cadere sulla pancia appoggiata ai gomiti, incastrato tra le sue cosce aperte. Mi ha tirato la testa fino a che la mia bocca non è stata intorno al suo cazzo e mi ha tenuto così, dondolando avanti ed indietro a chiavarmi il viso con un ritmo sostenuto, qualche volta tirava indietro attraverso le mie labbra prima di riprendere con le spinte.

Ho inspirato più che potevo, aspirando contemporaneamente il suo cazzo carnoso. Ho goduto dei suoi bassi lamenti, del fischio del suo respiro mentre mi sondava le tonsille. Ho tenuto la mano sulle sue palle, volevo sentirle contrarsi mentre veniva. Con l'altra mano mi sono stuzzicata un capezzolo attraverso la camicia.

La velocità dei suoi inserimenti carnosi è aumentata ed il suo respiro è diventato più corto, le sue palle hanno pulsato e ha seppellito il cazzo nella mia gola, trattenendo la mia testa contro di se. Ho lasciato le palle e gli ho afferrato il culo con ambedue le mani, ho affondato le dita nella carne e l'ho tira contro di me mentre lui si vuotava nella mia gola.

Lui rabbrividiva per l'intensità della sua liberazione ed io ho pompato le ultime gocce di sborra dal cazzo che si ammosciava, leccando via ogni perlina che appariva. Quando si è lagnato perché gli facevo il solletico, ho smesso e ci siamo sdraiati fianco a fianco.

Ho aperto una mano e l'ho spostata leggermente sopra il suo torace, senza abbracciarlo, ma tenendolo giù.
C'era tempo, oh, tanto tempo.

Sono rotolata sopra la schiena e ho ammirato la luna, l'acqua, la brezza che mi carezzava il viso ancora umido per lo sforzo di farlo venire con la bocca. Mi sono seduta e mi sono tolta la camicia, ho allentato il reggiseno e sono tornata a sdraiarmi sulla coperta.

Si è messo un braccio dietro il collo per appoggiarci la testa, ha tolto il mio reggiseno dalla spalla più vicina a lui con la destra. Il fresco della sera ha fatto ergere i miei capezzoli, il contrasto del loro colore più scuro contro la bianchezza delle mie mammelle li rendeva evidenti alla pallida luce della luna.

Ha strofinato il pollice sul mio capezzolo sinistro sorridendo. Ho guardato il suo viso assorto nello spettacolo e gli ho chiesto di pizzicarlo. L'ha fatto rotolare tra pollice ed indice, poi l'ha stretto.
La mia fica è diventata bagnata dei miei umori mentre inarcavo la schiena e mi lamentavo col desiderio che cresceva nella mia pancia.

È rotolato su di un fianco e ha fatto scivolare una mano sotto il nastro elastico dei miei pantaloni, sopra l'ombelico, nella mia biancheria intima e fra i peli pubici. Il suo dito medio è scivolato tra le labbra e ha spinto con forza contro il clitoride. Dopo un paio di carezze circolari respiravo affannosamente e spingevo contro la sua mano; la sua destra continuava a pizzicarmi il capezzolo con forza.

"Dimmi cosa debbo fare" ha detto con una traccia di allegria nella voce.

"Mi piacerebbe che tu mi abbassassi i pantaloni alle caviglie, mi allargassi le gambe e mi fottessi bene e con forza."

"Non così presto, non così presto... abbiamo molto tempo e voglio che duri! Vediamo come ti piacciono le mie dita..."

Si è alzato in ginocchio e mi ha tirato giù i pantaloni esponendo il mio solco coperto di pelo all'aria della notte. Ho sentito il profumo dei miei umori, vagamente simile a quello del burro, quando mi ha allargato le labbra e ha fatto scivolare due dita nel mio buco bagnato. Ho stretto contro la sua mano ed un calore si è diffuso nel mio culon nella mia pancia e nelle mie cosce mentre il mio corpo cominciava a rispondere al suo tocco. Ha piantato il pollice sul mio clitoride, l'o faceva ruotare e ha cominciato a pompare le dita dentro di me.

Ho scosso la testa da un lato all'altro, lui ha cominciato alternativamente a pizzicare un capezzolo e poi l'altro mentre continuava il ditalino tra le mie cosce. Ho stretto i pugni e ho spinto le tette verso il cielo serale, ho trattenuto il fiato e sono venuta e sono venuta. Le sue dita non hanno mai smesso... ne ha inserito un terzo mentre io rantolavo ed io mi sono lamentata e continuavo a venire. Mi ha succhiato il capezzolo sinistro ed io ho singhiozzato di gioia. La mia pancia si muoveva su e giù come un trampolino e mi passavo le dita tra i capelli sciolti, ho aggancia le mani alla mia testa per tenerla alzata... che bello!

Ho brancolato con la mano sinistra, cercavo di trovare il suo cazzo e ho incontrato un'erezione, gli ho accarezzato le palle meglio che potevo, gli ho preso delicatamente il manico e l'ho munto con le dita. Si è irrigidito apprezzabilmente ed è diventato duro come una roccia quando l'ho implorato di fottermi.
Ha interrotto il suo assalto e si è tolto la camicia.

Ho sentito il rumore del pacchetto di preservativi che veniva aperto.

"Però!" Ho riso "Non sapevo che tu fossi un boy scout tanto ottimista!"

"Sono un esploratore " ha risposto in maniera buffa. "Ora gli farò scivolare sopra uno di questi ed inizierò a sondare."

"Permettimi" ho detto con un tono basso ed insistente di voce.

"Cara ragazza, sono ai tuoi ordini... fai di me quello che vuoi." ha sospirato aprendo le mani e lasciando cadere sulla coperta il pacchetto di preservativi.

Ho strappato il contenitore e poi mi sono curvata sul suo cazzo per assicurarmi che fosse abbastanza rigido. Gli ho accarezzato le palle, gli ho pompato la spina un'ultima volta e poi ho tolto il preservativo dall'involucro. La luce della luna era fioca ma sono riuscita a farlo scivolare sulla sua cappella carnosa in attesa, poi l'ho dispiegato lungo la verga sino a che la mia mano non ha incontrato la sua pancia ed i suoi peli pubici non mi hanno solleticato le dita.

"Vedi la bandiera?" ha ridacchiato e vedevo la sua pancia tesa per l'eccitazione vibrare sotto la risata.

"Sì, e non è a mezz'asta" gli ho detto di ritorno firandogli la schiena con finta indignazione.

"Ah, bene, allora cominciamo."

Ha fatto scivolare la mano tra le mie gambe per sentire la mia fica umida, l'ha mosso in avanti per strofinare il mio bottone per un momento e poi ha strofinato la testa del suo cazzo rinfoderato contro il mio clitoride. Quasi sono saltata fuori della pelle per il freddo del lubrificante, ma la pressione era piacevole, mi faceva desiderare che lo inserisse di più.

Impaziente ho detto "Basta, basta, ti voglio dentro di me!"

"Come desideri" ha detto e ha fatto correre il cazzo in cerchi intorno alle mie labbra.

Con un schiocco impercettibile e la bella sensazione della gomma sulla pelle, ha spinto dentro di me, l'ha tolto un po' e poi ha spinto di nuovo finché non mi ha riempito. Ho sentito la sensazione come se fossi già prossima all'orgasmo, poi ha tolto e ha cominciato le sue spinte ritmiche.

Gemevo quietamente ogni volta che la sua pancia veniva contro il mio culo, sentivo la mia pancia contrarsi, la pelle d'oca sulle braccia e sulle gambe, i miei seni rabbrividivano ad ogni spinta dondolando liberamente.

Dopo alcuni minuti di questo divino movimento si è chinato in avanti con tutto il suo peso sulla mia schiena, il suo cazzo sempre piantato profondamente dentro di me, mi ha circondato con le braccia e ha cominciato a schiacciarmi i capezzoli, a baciarmi tra le scapole. Mi alitava sulla nuca ed io ho inarcato la schiena per il piacere. Ha messo una mano sul mio mento e ha fatto scivolare un dito nella mia bocca, l'ho succhiato, gli ho baciato il palmo.

Ha fatto scivolare ambedue le mani sotto le mie spalle e mi ha tirato indietro sopra di lui, così ero inginocchiata tra le sue gambe, il culo sul suo grembo, il mio peso mi impalava sul suo cazzo. Lui mi muoveva delicatamente e poi ha cominciato a pizzicarmi i capezzoli.

"Voglio che tu ti fotta col mio cazzo" mi ha bisbigliato nell'orecchio.

Mi sono alzata, così infilzata come ero, fino a che la corona del suo cazzo non è rimasta appena dentro di me, la sua meravigliosa asta si è raffreddata un po' all'aria della sera. Ho abbassato le anche con un movimento circolare, stringendo la bocca della mia fica e poi rilassandola, lasciando che i miei umori fluissero a migliorare la lubrificazione del preservativo. Il suo parlare sporco mi aveva fatto bagnare e ne stavo facendo il miglior uso possibile.

Ho cominciato un buon ritmo, stringendo e poi immergendo il cazzo dentro di me, ma non è durato a lungo. Era troppo bello per continuare a stuzzicarci; ben presto stavo scopando con forza spingendo le mie labbra in basso a schiaffeggiare le sue cosce ad ogni collisione. Ho stretto più che potevo la mia fica intorno alla sua rigidezza, finché non mi ha afferrato per la vita e mi ha tirato con forza contro di lui, la mia testa sulla sua spalla.

Mi ha baciato e ha spinto la lingua nella mia bocca. Mi sono lamentata per il piacere di essere tenuta così. L'umidità dell'erba aveva bagnato la coperta dove le miei ginocchia la schiacciavano sul terreno. Una leggera brezza ha riportato rigidi i miei capezzoli. Li ho pizzicato, li ho tirati e torti, sapevo che voleva vedermi gioca con le tette tanto crudelmente.

"Gawd, voglio fotterti le tette! Mi sembrano abbastanza grosse." ha osservato respirando affannosamente sul mio collo.

"Perché non andiamo alle docce? Potremmo usare dello shampoo o qualche lozione. Una lozione sarebbe meglio, così potrei succhiare e leccare il tuo cazzo mentre mi fotti le tette e prendere il tuo sperma in bocca quando sborrerai." Gli ho detto.

"Mi piace l'idea, mi piace un sacco" ha risposto. "Ora sdraiati sulla schiena, voglio darti la mia sborra mentre sei con le gambe in aria."

"Oooooh, sai che mi piace!" Ho bisbigliato e con impazienza sono rotolata sulla coperta.

Gli ho offerto una gamba come sostegno mentre si alzava dalla posizione seduta. Si è spostato tra le mie gambe e, appoggiandosi ad una gamba per mantenere l'equilibrio, ha assaltato il mio clitoride col cazzo bagnato, coperto dal preservativo.

Ho inarcato la schiena in risposta, offrendogli la mia fica bagnata ed aperta, implorandolo silenziosamente di riempirmi.

Ha messo la punta della sua verga fra le mie labbra, poi ha afferrato l'altra mia gamba alla caviglia, ha spinto indietro le mie gambe esponendo il mio culo e parte della mia schiena all'aria della notte e mettendo le mie caviglie sopra le sue spalle. Si è sporto in avanti e mi ha tirato con forza i capezzoli sopo di che ha spinto il cazzo dentro di me.

Ha investito la micia più volte, lasciandomi sbalordita, stupita, senza fiato e ho iniziato a venire di nuovo; mi ha piegato le gambe e ha messo le mie caviglie contro le sue anche, le mie ginocchia spingevano in avanti. Ha usato le mie ginocchia come braccioli di una sedia ed io ho alzato le mani ad allacciare le miei dita con le sue mentre lui pompava dentro me. Le nostre dita erano ancora allacciate, il suo corpo ha rabbrividito mentre la sua sborra riempiva il preservativo sprofondato dentro di me.
Sono rimasta distesa sulla schiena e ho sorriso nel cielo serale. Vita, mi sono detta, come sei bella!

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