Si è appoggiato indietro sui gomiti e si è
allentato la cintura, mi sono alzata sulle ginocchia, le mani sulle
cosce, mi leccavo le labbra nervosamente, sebbene fossi sicuro che
il chiaro di luna mi faceva sembrare un gatto, mi leccavo le labbra
con gusto al pensiero della festa di crema che stava per venire.
Con un ghigno satanico ha sbottonato la patta e
ha alzato le anche per abbassare i jeans alle ginocchia. Mi sono
mossa per aiutarlo a liberargli le gambe, avendo cura di non
spargere i contenuti delle sue tasche sull'erba. Ho messo da parte i
jeans e mi sono spostata tra le sue gambe.
Per scaldarmi la mano ho passato la punta delle dita tra i peli
della sua pancia, scendendo sulla sua coscia e sopra il suo cazzo.
Con l'altra mano ho accarezzato i peli dello scroto e poi ho
afferrato le palle delicatamente, godendo della vista del sacco di
carne. Il suo cazzo ha cominciato a gonfiarsi, grato per le mie
attenzioni ai suoi compagni più bassi. Ho avvolto la grossa base
con indice e pollice e poi ho leccato verso l'alto, dal mio pollice
alla testa del suo cazzo.
Ho alzato lo sguardo al suo viso, mi ha
sorriso, allora ho chiuso gli occhi e l'ho lavorato nella bocca,
facendolo entrare fino alle tonsille, fino a che le mie labbra non
hanno toccato il mio pollice. Ho fatto una pausa per lasciare che la
mia gola si rilassasse, per non soffocare. Ho inspirato
profondamente attraverso il naso e poi ho iniziato ad alzare la
bocca strisciando la lingua sulla grande vena, manipolandogli anche
le palle con la mano. Quando ho raggiunto la cima, mi sono fermata a
leccare la fessura nella testa, i suoi occhi si sono aperti a
guardare lo spettacolo.
Mi sono bagnata le dita, delicatamente ho fatto
rotolare tra il pollice ed indice la pelle pendula dove lo scroto si
attacca al corpo e ho cominciato a pompare la bocca sopra il suo
cazzo.
Ho trovato il giusto ritmo e lui spingeva verso l'alto più che
poteva.
Le lacrime mi scendevano dagli occhi e
rotolavano lungo le mie guance, brillando al chiaro di luna. Le ho
asciugate e mi sono fermata a sorridergli per fargli sapere che
andava tutto bene. Non erano lacrime di gioia, solo una risposta al
soffocamento contro cui cercavo di lottare.
Ha sfruttato la sosta per alzarsi sulle
ginocchia, mi ha alzato e mi ha preso in braccio, la sua erezione
spingeva contro la mia pancia. Mi ha stretto ferocemente a se, poi
ha preso il mio viso nelle sue mani e mi ha baciato con forza sulla
bocca. Poi ha schiacciato le labbra sulle mie spalle in una muta
richiesta, un uomo di poche parole, promettente molta azione.
Mi sono lasciata cadere sulla pancia appoggiata
ai gomiti, incastrato tra le sue cosce aperte. Mi ha tirato la testa
fino a che la mia bocca non è stata intorno al suo cazzo e mi ha
tenuto così, dondolando avanti ed indietro a chiavarmi il viso con
un ritmo sostenuto, qualche volta tirava indietro attraverso le mie
labbra prima di riprendere con le spinte.
Ho inspirato più che potevo, aspirando
contemporaneamente il suo cazzo carnoso. Ho goduto dei suoi bassi
lamenti, del fischio del suo respiro mentre mi sondava le tonsille.
Ho tenuto la mano sulle sue palle, volevo sentirle contrarsi mentre
veniva. Con l'altra mano mi sono stuzzicata un capezzolo attraverso
la camicia.
La velocità dei suoi inserimenti carnosi è
aumentata ed il suo respiro è diventato più corto, le sue palle
hanno pulsato e ha seppellito il cazzo nella mia gola, trattenendo
la mia testa contro di se. Ho lasciato le palle e gli ho afferrato
il culo con ambedue le mani, ho affondato le dita nella carne e l'ho
tira contro di me mentre lui si vuotava nella mia gola.
Lui rabbrividiva per l'intensità della sua
liberazione ed io ho pompato le ultime gocce di sborra dal cazzo che
si ammosciava, leccando via ogni perlina che appariva. Quando si è
lagnato perché gli facevo il solletico, ho smesso e ci siamo
sdraiati fianco a fianco.
Ho aperto una mano e l'ho spostata leggermente
sopra il suo torace, senza abbracciarlo, ma tenendolo giù.
C'era tempo, oh, tanto tempo.
Sono rotolata sopra la schiena e ho ammirato la
luna, l'acqua, la brezza che mi carezzava il viso ancora umido per
lo sforzo di farlo venire con la bocca. Mi sono seduta e mi sono
tolta la camicia, ho allentato il reggiseno e sono tornata a
sdraiarmi sulla coperta.
Si è messo un braccio dietro il collo per
appoggiarci la testa, ha tolto il mio reggiseno dalla spalla più
vicina a lui con la destra. Il fresco della sera ha fatto ergere i
miei capezzoli, il contrasto del loro colore più scuro contro la
bianchezza delle mie mammelle li rendeva evidenti alla pallida luce
della luna.
Ha strofinato il pollice sul mio capezzolo
sinistro sorridendo. Ho guardato il suo viso assorto nello
spettacolo e gli ho chiesto di pizzicarlo. L'ha fatto rotolare tra
pollice ed indice, poi l'ha stretto.
La mia fica è diventata bagnata dei miei umori mentre inarcavo la
schiena e mi lamentavo col desiderio che cresceva nella mia pancia.
È rotolato su di un fianco e ha fatto
scivolare una mano sotto il nastro elastico dei miei pantaloni,
sopra l'ombelico, nella mia biancheria intima e fra i peli pubici.
Il suo dito medio è scivolato tra le labbra e ha spinto con forza
contro il clitoride. Dopo un paio di carezze circolari respiravo
affannosamente e spingevo contro la sua mano; la sua destra
continuava a pizzicarmi il capezzolo con forza.
"Dimmi cosa debbo fare" ha detto con
una traccia di allegria nella voce.
"Mi piacerebbe che tu mi abbassassi i
pantaloni alle caviglie, mi allargassi le gambe e mi fottessi bene e
con forza."
"Non così presto, non così presto...
abbiamo molto tempo e voglio che duri! Vediamo come ti piacciono le
mie dita..."
Si è alzato in ginocchio e mi ha tirato giù i
pantaloni esponendo il mio solco coperto di pelo all'aria della
notte. Ho sentito il profumo dei miei umori, vagamente simile a
quello del burro, quando mi ha allargato le labbra e ha fatto
scivolare due dita nel mio buco bagnato. Ho stretto contro la sua
mano ed un calore si è diffuso nel mio culon nella mia pancia e
nelle mie cosce mentre il mio corpo cominciava a rispondere al suo
tocco. Ha piantato il pollice sul mio clitoride, l'o faceva ruotare
e ha cominciato a pompare le dita dentro di me.
Ho scosso la testa da un lato all'altro, lui ha
cominciato alternativamente a pizzicare un capezzolo e poi l'altro
mentre continuava il ditalino tra le mie cosce. Ho stretto i pugni e
ho spinto le tette verso il cielo serale, ho trattenuto il fiato e
sono venuta e sono venuta. Le sue dita non hanno mai smesso... ne ha
inserito un terzo mentre io rantolavo ed io mi sono lamentata e
continuavo a venire. Mi ha succhiato il capezzolo sinistro ed io ho
singhiozzato di gioia. La mia pancia si muoveva su e giù come un
trampolino e mi passavo le dita tra i capelli sciolti, ho aggancia
le mani alla mia testa per tenerla alzata... che bello!
Ho brancolato con la mano sinistra, cercavo di
trovare il suo cazzo e ho incontrato un'erezione, gli ho accarezzato
le palle meglio che potevo, gli ho preso delicatamente il manico e
l'ho munto con le dita. Si è irrigidito apprezzabilmente ed è
diventato duro come una roccia quando l'ho implorato di fottermi.
Ha interrotto il suo assalto e si è tolto la camicia.
Ho sentito il rumore del pacchetto di
preservativi che veniva aperto.
"Però!" Ho riso "Non sapevo che
tu fossi un boy scout tanto ottimista!"
"Sono un esploratore " ha risposto in
maniera buffa. "Ora gli farò scivolare sopra uno di questi ed
inizierò a sondare."
"Permettimi" ho detto con un tono
basso ed insistente di voce.
"Cara ragazza, sono ai tuoi ordini... fai
di me quello che vuoi." ha sospirato aprendo le mani e
lasciando cadere sulla coperta il pacchetto di preservativi.
Ho strappato il contenitore e poi mi sono
curvata sul suo cazzo per assicurarmi che fosse abbastanza rigido.
Gli ho accarezzato le palle, gli ho pompato la spina un'ultima volta
e poi ho tolto il preservativo dall'involucro. La luce della luna
era fioca ma sono riuscita a farlo scivolare sulla sua cappella
carnosa in attesa, poi l'ho dispiegato lungo la verga sino a che la
mia mano non ha incontrato la sua pancia ed i suoi peli pubici non
mi hanno solleticato le dita.
"Vedi la bandiera?" ha ridacchiato e
vedevo la sua pancia tesa per l'eccitazione vibrare sotto la risata.
"Sì, e non è a mezz'asta" gli ho
detto di ritorno firandogli la schiena con finta indignazione.
"Ah, bene, allora cominciamo."
Ha fatto scivolare la mano tra le mie gambe per
sentire la mia fica umida, l'ha mosso in avanti per strofinare il
mio bottone per un momento e poi ha strofinato la testa del suo
cazzo rinfoderato contro il mio clitoride. Quasi sono saltata fuori
della pelle per il freddo del lubrificante, ma la pressione era
piacevole, mi faceva desiderare che lo inserisse di più.
Impaziente ho detto "Basta, basta, ti
voglio dentro di me!"
"Come desideri" ha detto e ha fatto
correre il cazzo in cerchi intorno alle mie labbra.
Con un schiocco impercettibile e la bella
sensazione della gomma sulla pelle, ha spinto dentro di me, l'ha
tolto un po' e poi ha spinto di nuovo finché non mi ha riempito. Ho
sentito la sensazione come se fossi già prossima all'orgasmo, poi
ha tolto e ha cominciato le sue spinte ritmiche.
Gemevo quietamente ogni volta che la sua pancia
veniva contro il mio culo, sentivo la mia pancia contrarsi, la pelle
d'oca sulle braccia e sulle gambe, i miei seni rabbrividivano ad
ogni spinta dondolando liberamente.
Dopo alcuni minuti di questo divino movimento
si è chinato in avanti con tutto il suo peso sulla mia schiena, il
suo cazzo sempre piantato profondamente dentro di me, mi ha
circondato con le braccia e ha cominciato a schiacciarmi i
capezzoli, a baciarmi tra le scapole. Mi alitava sulla nuca ed io ho
inarcato la schiena per il piacere. Ha messo una mano sul mio mento
e ha fatto scivolare un dito nella mia bocca, l'ho succhiato, gli ho
baciato il palmo.
Ha fatto scivolare ambedue le mani sotto le mie
spalle e mi ha tirato indietro sopra di lui, così ero inginocchiata
tra le sue gambe, il culo sul suo grembo, il mio peso mi impalava
sul suo cazzo. Lui mi muoveva delicatamente e poi ha cominciato a
pizzicarmi i capezzoli.
"Voglio che tu ti fotta col mio cazzo"
mi ha bisbigliato nell'orecchio.
Mi sono alzata, così infilzata come ero, fino
a che la corona del suo cazzo non è rimasta appena dentro di me, la
sua meravigliosa asta si è raffreddata un po' all'aria della sera.
Ho abbassato le anche con un movimento circolare, stringendo la
bocca della mia fica e poi rilassandola, lasciando che i miei umori
fluissero a migliorare la lubrificazione del preservativo. Il suo
parlare sporco mi aveva fatto bagnare e ne stavo facendo il miglior
uso possibile.
Ho cominciato un buon ritmo, stringendo e poi
immergendo il cazzo dentro di me, ma non è durato a lungo. Era
troppo bello per continuare a stuzzicarci; ben presto stavo scopando
con forza spingendo le mie labbra in basso a schiaffeggiare le sue
cosce ad ogni collisione. Ho stretto più che potevo la mia fica
intorno alla sua rigidezza, finché non mi ha afferrato per la vita
e mi ha tirato con forza contro di lui, la mia testa sulla sua
spalla.
Mi ha baciato e ha spinto la lingua nella mia
bocca. Mi sono lamentata per il piacere di essere tenuta così.
L'umidità dell'erba aveva bagnato la coperta dove le miei ginocchia
la schiacciavano sul terreno. Una leggera brezza ha riportato rigidi
i miei capezzoli. Li ho pizzicato, li ho tirati e torti, sapevo che
voleva vedermi gioca con le tette tanto crudelmente.
"Gawd, voglio fotterti le tette! Mi
sembrano abbastanza grosse." ha osservato respirando
affannosamente sul mio collo.
"Perché non andiamo alle docce? Potremmo
usare dello shampoo o qualche lozione. Una lozione sarebbe meglio,
così potrei succhiare e leccare il tuo cazzo mentre mi fotti le
tette e prendere il tuo sperma in bocca quando sborrerai." Gli
ho detto.
"Mi piace l'idea, mi piace un sacco"
ha risposto. "Ora sdraiati sulla schiena, voglio darti la mia
sborra mentre sei con le gambe in aria."
"Oooooh, sai che mi piace!" Ho
bisbigliato e con impazienza sono rotolata sulla coperta.
Gli ho offerto una gamba come sostegno mentre
si alzava dalla posizione seduta. Si è spostato tra le mie gambe e,
appoggiandosi ad una gamba per mantenere l'equilibrio, ha assaltato
il mio clitoride col cazzo bagnato, coperto dal preservativo.
Ho inarcato la schiena in risposta, offrendogli
la mia fica bagnata ed aperta, implorandolo silenziosamente di
riempirmi.
Ha messo la punta della sua verga fra le mie
labbra, poi ha afferrato l'altra mia gamba alla caviglia, ha spinto
indietro le mie gambe esponendo il mio culo e parte della mia
schiena all'aria della notte e mettendo le mie caviglie sopra le sue
spalle. Si è sporto in avanti e mi ha tirato con forza i capezzoli
sopo di che ha spinto il cazzo dentro di me.
Ha investito la micia più volte, lasciandomi
sbalordita, stupita, senza fiato e ho iniziato a venire di nuovo; mi
ha piegato le gambe e ha messo le mie caviglie contro le sue anche,
le mie ginocchia spingevano in avanti. Ha usato le mie ginocchia
come braccioli di una sedia ed io ho alzato le mani ad allacciare le
miei dita con le sue mentre lui pompava dentro me. Le nostre dita
erano ancora allacciate, il suo corpo ha rabbrividito mentre la sua
sborra riempiva il preservativo sprofondato dentro di me.
Sono rimasta distesa sulla schiena e ho sorriso nel cielo serale.
Vita, mi sono detta, come sei bella!