Tramonto sull'Atlantico, che magnifica vista! I
raggi dietro di me, che stavo guardando l'acqua, luccicavano
debolmente sopra le onde. Ero seduto sotto il portico della mia casa
sulla spiaggia sorseggiando, ironia della sorte, un Tequila Sunrise
ed ascoltando un CD della mia musica favorita degli anni '60.
Probabilmente avevo il volume troppo alto ma nessuno si lagnava, così
ho continuato nella stessa maniera. Ho sentito qualche cosa sulla
spiaggia sotto di me e ho guardato oltre la ringhiera; una bella
signora di poco più di trent'anni ballava da sola al suono del mio
Hi Fi. Era decisamente una buona ballerina ed evidentemente si
divertiva al suo solitario ballo, inconsapevole del fatto che
qualcuno stesse guardandola. Si muoveva ed ondeggiava al suono di
con la musica oni di "When a man loves a woman" di Percy
Sledge, persa nei suoi pensieri. Quando le note finali si sono
affievolite, ho detto, "Lei balla divinamente, mia cara."
Ha girato la testa, cercando chi stava parlando; era spaventata, poi
si è girata, ha alzato lo sguardo verso di me e ha perso
l'equilibrio cadendo a terra con un grido di dolore quando la
caviglia le si è torta nella sabbia instabile. Le sono corso vicino
"Mi dispiace, non volevo spaventarla. Tutto bene?"
"No, mi sono distorta di nuovo quella maledetta caviglia"
ha risposto con una smorfia. "Non è colpa sua, me la sono
slogata alcuni giorni fa ed avrei dovuto sapere che sarebbe stato
meglio non ballarci sopra così presto." "Riesce a
camminarci sopra?" "Non penso, devo metterci sopra del
ghiaccio." "Lascio che l'aiuti ad entrare in casa mia; ho
del ghiaccio per fare degli impacchi, è il minimo che possa
fare." Si è alzata appoggiandosi alla gamba sana, ha messo un
braccio intorno alla mia spalla e ha cercato di salire i gradini.
Era evidente che gli faceva male, così l'ho sollevata e ho fatto
gli scalini. Era bello sentirla tra le mie braccia e mi piaceva
sentire il suo seno contro il mio torace. L'ho portata dentro e l'ho
depositata sul divano; le ho appoggiato la caviglia danneggiata su
un guanciale e sono andato a prendere il ghiaccio. Quando sono
ritornato ha spostato il piede sano per permettermi di sedermi ed
occuparmi della sua caviglia. Delicatamente le ho messo il ghiaccio
sul piede e ho fatto scorrere gli occhi sulle sue gambe nude fino
all'inguine coperto da jeans corti. Aveva le gambe aperte e riuscivo
a vedere alcuni peli di seta che spuntavano dal suo sesso. Ho
provato a non guardarla ma non riuscivo a resistere, i miei occhi
hanno continuato a salire e ho visto che non portava reggiseno sotto
la T-shirt stretta. O era eccitata o aveva freddo perché i
capezzoli erano duri come rocce e tendevano la stoffa della
maglietta. Quindi sono salito ai più begli occhi che avessi visto
da lungo tempo e stavano sorridendo leggermente. "Ti piace la
vista?" "Ah, uh, beh, uh. Vuoi qualcosa da bere?" Ho
balbettato, imbarazzato per essere stato scoperto.
"Sicuro" ha risposto con un sogghigno. "Del vino
bianco se ne hai." Mi sono alzato per andare in cucina e mi
sono girato rapidamente per nascondere la mia erezione crescente. In
cucina mi sono riaggiustato il cazzo. "Non è bene che ti alzi
ora, ragazzo" gli ho detto velocemente. "Questo signora
non sta bene e questa sera non è il caso di farci qualcosa, così
calmati e sta giù." Ma, come sempre, non mi ha ascoltato,
aveva una volontà propria ed era indipendente, ma almeno non era
così evidente dopo che l'avevo sistemato. Sono ritornato nel
soggiorno con i beveraggi e mentre camminavo verso di lei, lei mi
fissava l'inguine. Ha liberato un po' di spazio e ha accarezzato il
divano accanto a se per invitarmi a sedermi. "Non hai risposto
alla mia domanda" ha detto dopo aver bevuto un sorso. Mi ha
guardato con grazia da sopra l'orlo di suo bicchiere. "Se mi
piace quello che vedo? Sicuro che mi piace. non posso fare a meno di
guardare quando sono vicino a qualcuno tanto bello" ho
risposto. Mi ha preso la testa e l'ha tirata verso la sua. "Sei
molto dolce" ha detto e mi ha baciato. "Grazie per
prenderti cura di me." "Il piacere è mio." "Non
lo è ancora" ha detto e mi ha baciato di nuovo spingendo la
lingua profondamente nella mia bocca e lamentandosi sottovoce. Ci
siamo baciati appassionatamente per alcuni minuti, poi io ho
interrotto il bacio. "Se non stai attenta la situazione sfuggirà
di mano e non voglio farti male al piede." "Al diavolo
quel piede maledetto, te lo dirò io se mi farai male, puoi esserne
certo!" E così dicendo ha afferrato l'orlo della sua T-shirt e
se l'è tirata sulla testa. Ha scosso i capelli castani e ricci
mentre la maglietta veniva tolta e finiva sul pavimento. Mi ha
afferrato la testa e se l'è portata ai seni. Ho fatto sguazzare il
mio viso in quei gloriosi tumuli di carne, leccandoli e baciandoli
dappertutto. Ho fatto correre la lingua intorno ai capezzoli, prima
uno e poi l'altro, facendoli diventare sempre più duri, se fosse
stato possibile. È sembrato che si gonfiassero e crescessero
davanti ai miei occhi mentre li succhiavo ancora e poi ancora.
Mentre succhiavo ed aspiravo le sue mammelle, mi ha sbottonato la
camicia, ha fatto passare le dita attraverso il peli del torace e mi
ha fatto scivolare la camicia dalle spalle. Sono risalito e l'ho
baciata profondamente, il mio torace spingeva contro i capezzoli
caldi e bagnati. Mi ha spinto indietro e ha trafficato con la fibbia
della mia cintura. Mi sono alzato per facilitarla, ha slacciato la
cintura, ha slacciato i pantaloni e li ha abbassati con la
biancheria intima, rivelando la mia virilità palpitante. Ho fatto
un passo per uscire dai miei vestiti mentre lei afferrava il mio
cazzo e lo tirava a se. Ha sporto la lingua e ne ha toccato la
testa, leccando via la goccia di liquido pre seminale e facendosela
correre sulle labbra. "Mmmmmmmmm" si è lamentata.
"Ne voglio di più!" e ha spinto il cazzo tra le labbra,
sentivo la sua lingua muoversi intorno al glande, poi giù alla
parte inferiore sensibile; mi ha tirato profondamente nella sua
bocca, i miei peli pubici le spazzolavano il mento mentre il cazzo
sprofondava nella sua gola e la lingua lo carezzava squisitamente.
Le mie gambe hanno cominciato a cedere per il piacere, così ho
appoggiato le ginocchia al divano per evitare di urtarle il piede.
Mentre mi succhiava e leccava il cazzo fiammeggiante, ho infilato
una mano nei suoi jeans e ho fatto scivolare il medio nella sua
fessura. La micia già era molto bagnato e ho lasciato la punta del
dito dentro la fica inzuppata. L'ho tirato indietro e l'ho lasciato
scivolare sul clitoride. Si è lamentata rumorosamente intorno al
cazzo infilato nella sua bocca e le vibrazioni quasi mi hanno fatto
sparare subito la sborra giù per la sua gola! Le ho slacciato i
jeans e li ho aperti facendoli scendere il più possibile sulle sue
belle gambe mentre il cazzo continuava a restare nella sua gola. Ha
allargato il più possibile la gamba sana ma i jeans la stringevano.
Ho tirato fuori il cazzo dalla sua bocca e ho fatto scivolare giù
pantaloni e mutandine, avendo cura di non farle male alla caviglia
dolorante. Ha aperto di nuovo le gambe e potevo vedere le labbra
bagnate della micia farmi l'occhiolino. Mi sono lasciato cadere
sulle ginocchia accanto a lei e ho seppellito il viso nella sua
micia. Il dolce odore della micia calda ed eccitata era come
profumo. Le ho aperto le labbra a rivelare la clitoride dura, che si
protendeva rosso verso di me. L'ho mordicchiato delicatamente
facendola strillare di piacere, ho fatto correre le unghie
leggermente sui suoi capezzoli mentre le leccavo la fica. A quel
punto li ho presi tra le dita e li ho tirati leggermente mentre la
mia lingua correva profondamente nella sua fessura calda e leccava
affamata i suoi succhi. Ho posato la lingua piatta contro il
clitoride e gli ho dato una lunga, lenta leccata mentre abbassavo la
destra, facevo scivolare il pollice nella fica e le altre dita nella
fessura del suo piccolo culo attraente. Il mio pollice era
abbastanza lungo e l'ho pigiato contro il fascio speciale di nervi
nella sua micia mentre continuavo ad avvolgere il clitoride con
lunghe, lente carezze. Ha cominciato a spingere contro la mano e la
lingua, la sua passione stava arrivando alla vetta. Quando ha
cominciato a venire ho tolto il pollice e ho inserito profondamente
tre dita dentro di lei mentre il suo orgasmo cresceva. Ho continuato
ad avvolgere e pungere il clitoride con la lingua mentre spingevo le
dita dentro e fuori della sua micia gocciolante, sempre più
velocemente. Ha afferrato un cuscino, se l'è pigiato sulla bocca e
ha gridato di piacere mentre veniva a ripetizione. Anche se il
guanciale smorzava le sue grida, avevo paura che i vicini di casa
pensassero che si stava perpetrando un assassinio. Si è contorta
contro la mia lingua e le mie dita mentre io diminuivo la velocità
con la quale la stimolavo e lei scendeva dalle altezze dell'estasi.
Quando ha smesso di venire, dopo 15 o 20 secondi, ho lasciato che le
miei dita delicatamente scivolassero fuori da lei. Mi sono seduto
sulle anche e le ho massaggiato il tumulo leggermente mentre mi
leccavo l'altra mano, bevendo i suoi umori gustandone la dolcezza ed
il sapore pungente; quindi mi sono chinato e l'ho circondata con un
braccio stringendola teneramente mentre si crogiolava negli ultimi
bagliori di piacere. Quando ho alzato lo sguardo non volevo credere
ai miei occhi: durante tutto quel trambusto non aveva mosso la
caviglia ed il ghiaccio era ancora dove l'avevo messo! Dopo poco ha
sbattuto le palpebre e mi ha rivolto un bel sorriso. "È stato
fantastico!" ha detto. "E non mi hai fatto male al piede!
Ora voglio che tu mi fotta, fottimi con forza, profondamente e
riempimi la fica con la tua sborra, mischia la tua sborra con la
mia, baby." Ha portato la gamba buona al torace e l'ha aperta
il più possibile. Con un piede sul pavimento e l'altro ginocchio
sul divano tra le sue gambe, ho posizionato il mio cazzo
all'ingresso della sua micia e l'ho fatto scivolare dentro
lentamente. La fica era molto calda e sdrucciolevole per i suoi
umori e molto stretta a dispetto del serio ditalino che le avevo
fatto. La fica ha afferrato il cazzo e l'ha spremuto mentre la
fottevo. Ha appoggiato il piede sano alla mia schiena e mi ha tirato
con più forza dentro la micia fumante che mi stringeva mentre
aumentavo velocità e forza. Ho appoggiato i palmi delle mani ai
suoi capezzoli e gli ho schiaffeggiato i seni mentre martellavo il
cazzo dentro di lei. Aveva gli occhi ermeticamente chiusi e ha
afferrato di nuovo il guanciale, così ho capito che stava venendo
di nuovo. Ho sentito la sborra bollire nelle mie palle, ma mi sono
trattenuto finché lei non ha cominciato a venire; allora ho spinto
e martellato il cazzo dentro di lei furiosamente mentre lo sperma
fluiva dalla testa del mio cazzo, riempiva la sua micia di sborra
contemporaneamente ai suoi umori che avevano cominciato di nuovo ad
allagarle la micia. I nostri fluidi d'amore fluivano insieme e
correvano dalla sua micia alla fessura del suo culo, scendendo sul
divano tra le sue gambe. Sono crollato su di lei, ansimando
pesantemente per lo sforzo. Quando ci siamo ripresi ci siamo stretti
e coccolati, baciandoci dolcemente e bisbigliandoci paroline dolci.
Ha messo una mano tra di noi e ha detto "ho paura che abbiamo
macchiato il tuo bel divano." "Non ti preoccupare,
cara" ho risposto. "Lo smacchiatore è stato inventato per
questo!" "Oh, dolcezza, allora posso venire anche domani e
distorcermi la caviglia di nuovo?"