Cammini nella piccola stanza col soffitto a volta, le luci si spengono
automaticamente mentre ti siedi sulla comoda sedia verde. Un uomo biondo
attraversa il palcoscenico scuro ed una luce della ribalta colpisce il suo
viso, gettando ombre nette sui suoi lineamenti pallidi. Ti sorride, l'unico
cliente di questa sera di questo club molto esclusivo. "Uno spettacolo
privato?" domanda. Tu accenni col capo, attendi che lui annunci l'atto.
Il suo sorriso diventa più profondo mentre fa un passo indietro,
gesticolando verso la stanza che ti circonda. "Benvenuto! Stasera per
il suo divertimento e... piacere... abbiamo uno spettacolo molto speciale.
Per favore si sieda, prenda un drink e si goda lo spettacolo!" Le luci
improvvisamente si spengono e l'uomo scompare nell'oscurità improvvisa. I
tuoi occhi impiegano un momento per adattarsi ed anche quando lo fanno il
palcoscenico appare nero. La musica sale in sottofondo, un'orchestra
invisibile suona un tema sconosciuto, lento, controllato, ed in qualche modo
sottilmente erotico, lasciandoti con un'impressione di grande potenza,
incanalandoti in un'ambientazione di grande bellezza. Un faro dorato
colpisce il palcoscenico nudo, vicino alla ribalta, si muove lentamente
indietro, verso il centro del palcoscenico ed illumina un paio di stivali
neri. I tuoi occhi ed il faro risalgono gli stivali verso l'alto. Si
delineano stretti pantaloni neri, aderente a muscoli chiaramente definiti di
gambe lunghe, magre. I pantaloni non nascondono nulla. Carezzano cosce forti
ed anche strette prima di scomparire sotto una camicia blu notte di seta. La
camicia è molto sottile e sventola dolcemente nella brezza che cala
pigramente dal soffitto su questa notte calda. Sudi mentre segui la luce ed
una goccia di sudore scivola sulla tua clavicola cadendo nella fessura tra i
tuoi seni. Quasi ti dispiace di esserti vestita di nero stasera, nonostante
il vestito di chiffon leggero, fa caldo in questa piccola stanza. Prendi il
bicchiere sulla tavola e spingi indietro la testa facendo scivolare il
liquido fresco giù per la gola, senza togliere gli occhi dal palcoscenico.
Il faro è fermo, come in attesa che tu depositi il bicchiere, e non appena
lo fai si muove di nuovo verso l'alto e la musica ritorna piano piano. C'è
forza nelle spalle, nel torace, nelle braccia. La camicia è tutta
abbottonata e sopra vi è un panciotto nero anch'esso abbottonato. Ti
dispiace per l'uomo così coperto e senti il desiderio di alleviare il
suo... disagio. Tuttavia ti contieni ed il tuo unico movimento è quello del
battito del piede a tempo di musica. La luce rifiuta di muoversi sopra il
suo collo ma si espande verso il basso ad illuminare tutto il suo corpo, una
spada blu e nera illuminata da un bagliore d'oro. Le sue mani lentamente
salgono dai fianchi lati al bottone superiore del panciotto nero, comincia a
sbottonarlo, stranamente carezza ogni bottone, fa scivolare le mani sopra ed
intorno, lo circonda con la punta di un dito prima di farlo scivolare
nell'asola. I tuoi capezzoli si induriscono mentre guardi, spingono sulla
stoffa sottile malgrado il calore della stanza. Incroci le gambe, senti il
chiffon inumidirsi contro le tue cosce, intrappoli la stoffa tra le gambe.
Continua a battere il tempo della musica, il movimento di una gamba contro
l'altra segue lo stesso ritmo. Tutti e tre i bottoni seguono la stessa
sorte, lentamente eccitano. Fa uscire le spalle dal panciotto in uno
movimento lento, esperto, e poi lo lascia cadere sul pavimento dietro di
lui. Alza una mano per aprire il bottone superiore della camicia e quel
movimento ti fa rabbrividire. Lo vedi chiaramente anche se non puoi vedere
il viso. Piega un dito e fa un cenno verso di te. Viene. Cammina lentamente
lasciando il palcoscenico, scompare per un momento nell'oscurità. La musica
comincia a aumentare il ritmo, un cambio apprezzabile forse solo da un
musicista o concentrandosi molto. La stanza diventa ancora più buia. Poi il
bagliore di una candela verso di te, una grossa candela, bianca, benvenuto
per combattere l'oscurità. Lui cammina per la stanza, altre candele simili
sono appese alle pareti; poi ti porta la sua e la sistema sulla tavola
vicino al tuo bicchiere. Rimane in silenzio ed attende la tua volontà.
Finalmente puoi vedere il suo viso, appena illuminato dalla luce della
candela. Pallidi occhi blu ardono su di un viso pallido, capelli biondi di
seta cadono in avanti coprendo uno occhio. Allunghi una mano sino ad
accarezzare i capelli, ti sporgi dalla sedia. Ti afferra il polso, sorride e
scuote la testa in un 'no' silenzioso. Ti rilascia la mano e tu ricadi sulla
sedia. Scivoli sulla camicia di seta, umida per il calore, spingi la tua
piccola mano contro la sua pelle attraverso la stoffa sottile. Scivoli
ulteriormente alla protuberanza nei pantaloni stretti neri, foggi a coppa la
mano intorno alla carne che rapidamente si indurisce. Fai correre le dita su
e giù lungo la parte interna della sua coscia, ti muovi sino ad
accarezzargli le palle poi una natica soda. Sta immobile e la sola cosa che
si può sentire è il respiro affrettato sopra la musica. Ti sporgi in
avanti e dolcemente soffi su quello spazia proprio all'interno dell'anca.
Allunghi la lingua, tracci un percorso sul suo cazzo duro, mordicchi
delicatamente attraverso la stoffa. La tua mano tra le sue gambe lo tira più
vicino e lo fa ondeggiare, tende una mano sulla tavola per sostenersi,
l'altra trova i tuoi capelli e tira la tua testa più vicino. Gli dai un
altro bacio e ti allontani. La sua mano è ancora nei tuoi capelli, non
esercita alcuna forza. Ti alzi, arrivi solo al suo torace e con intenzione
cominci ad aprirgli i bottoni. Uno, due, tre, quattro... usando quello
stesso movimento molto lento che ti ha insegnato dal palcoscenico. Il suo
torace è liscio, come tu preferisci, quasi senza peli. Ci strofini contro
la guancia mentre continui ad aprire i bottoni. Cinque, sei, sette... e
otto. Finito, gli fai scivolare la camicia dalle spalle. Scivola giù sinchè
non e fermata dai polsi, non hai aperto i bottoni dei polsini e lui è
intrappolato nella camicia. Lo lasci così. Cominci a lasciar cadere piccoli
baci sulla sua pelle seguendo un percorso lungo, lento sul suo braccio.
Pizzichi delicatamente il gomito mentre cerchi di prolungare nel tempo la
leccatura e succhiare ogni dito della sua mano. Ti piace immensamente,
circondi la punta delle dita con la tua lingua, le pungi delicatamente coi
tuoi denti, il fondo della tua gola ronza al ritmo della musica del cresce.
Poi lasci la sua mano e ritorni al suo bianco corpo. Ti fermi a succhiare
con forza la connessione delicata tra collo e clavicola fino a che non
compare un marchio rosso violento. Ti tiri indietro ad ammirare il tuo
lavoro, poi fai passare le tue unghie sul suo torace, abbastanza forte da
lasciare delineate linee rosse sulla sua pelle bianca. Torni a guardarlo e
lui sorride. Ritorni a baciargli il corpo, curva sul suo torace, scendi
sullo stomaco, la tua lingua lecca il rivestimento di sudore sulla sua
pelle. Gli mordicchi le costole e la sua destra, ancora afferrata ai tuoi
capelli, li tira con forza. La tua testa viene tirata indietro e sei forzata
a guardarlo brevemente. Lui scuote di nuovo la testa. Tu accenna col capo in
assenso e lasci la presa. Ora le tue dita aprono il bottone dei pantaloni e
la cerniera. Sotto non porta nulla ed il suo cazzo è eretto; lo afferri con
forza, lo tiri fuori dalla sua prigione portandolo all'aria aperta. Ora
l'aria nella stanza è più fresca, una brezza fredda soffia dalle travi ed
il sudore si raffredda rapidamente sul tuo corpo, raffredda la tua pelle. Ti
avvicini a lui e ti inginocchi, i tuoi capelli ti cadono intorno, sei
un'elegante linea nera, il tuo corpo una silouette alla luce della candela.
Gli slacci gli stivali rapidamente, con crescente impazienza. Alza una gamba
alla volta per permetterti di strappargli gli stivali e lanciarli sotto la
tavola, le calze nere li seguono e ti fermi solo un momento per afferrare i
pantaloni neri facendoli scendere sulle gambe muscolose. Fa un passo per
uscirne e rimane vestito solo della camicia che gli pende dai polsi, una
mano è ancora impigliata nei tuoi capelli. È bello alla luce della
candela, incandescente leone d'oro. Ti alzi in piedi di nuovo e stai di
fronte a lui, ancora completamente vestita. Rabbrividisci nel freddo
crescente e ti sporgi a pigiare un casto bacio sulle calde labbra... ma il
bacio non rimane casto a lungo. Lui cattura la tua bocca nella sua ed il
bacio diventa quasi violento. La sua lingua sonda la tua bocca, la esplora,
mentre le sue mani agganciano la tua vita e ti tirano verso di se. Lui non
riesce ad abbracciarti completamente con le braccia legate, ma le sue dita
ti tengono con forza, il chiffon sottile non fa da barriera mentre le forti
mani scivolano alle tue anche, ti prendono le cosce e ti tirano a lui. Il
suo calore è benvenuto per combattere il freddo della stanza. I suoi occhi
blu ardono pallidamente alla luce della candela. Improvvisamente noti il
crescendo della musica e ti sembra di affondare nel lussureggiante tappeto
sotto di lui. Ora lui ti bacia ferocemente e tu ti lamenti, ti inarchi fino
a incontrarlo mentre le sue dita vangano sulle tue natiche. C'è un piccolo
rumore di stoffa strappata ed il suo braccio scivola improvvisamente sulla
tua schiena curva, si aggroviglia ancora una volta nei tuoi capelli,
graffiando la pelle scura che copre la tua spina dorsale. Dapprima il tuo
braccio è avvolto intorno al suo ma, quando scioglie i lacci del vestito
nero, lo lasci libero e gli permetti di far scendere la parte superiore del
vestito. Lui rapidamente slaccia il tuo reggiseno, libera i tuoi seni nel
freddo della stanza, i capezzoli scuri sodi ed eretti nell'aria fredda, ed
il tuo calore. Lascia cadere un ultimo rapido bacio sulle tue labbra e poi
comincia a stuzzicarti capezzoli con la lingua, traccia una spirale sulla
tua mammella finché non raggiunge quasi il capezzolo e poi improvvisamente
si porta sull'altra mammella, lasciandoti rantolante. Lo tolleri solo per
qualche minuto prima di alzarti e tirare la sua testa verso di te, c'è un
piccolo lamento mentre lo fai; non saprai mai se si tratta di te o di lui,
ma presto la sua bocca è calda e bagnata contro il tuo capezzolo destro,
succhia e tira e mordicchia delicatamente mentre fa rotolare il sinistro tra
le dita. Comincia a mordicchiare la pelle del tuo stomaco, le tue costole,
spinge verso il basso il vestito finché non ti copre solo le anche e può
assaggiare la pelle salata avvicinandosi al tuo osso iliaco. I tuoi lamenti
sono quasi coperti dalla musica che cresce. Ti contorci sotto di lui ora,
implori ansimando che per favore ti fotta ora, fai scivolare le gambe ai
suoi fianchi così lo chiffon sale sulle tue cosce. La stoffa si muove verso
l'alto finché non sei in grado di strofinare finalmente la tua fica contro
la sua pelle, carne nuda contro carne. A questo punto lui sembra esplodere
ed alza la testa dal tuo corpo abbastanza a lungo per guardarti un'altra
volta, poi fa scivolare le mani verso il basso, dapprima sembra voglia
toglierti il vestito, ma poi ci scivola sopra, lo solleva più in alto ed
immerge improvvisamente dentro di te il suo lungo cazzo duro che tu avvolgi
nella tua calda umidità. Ora la musica si gonfia in un grande crescendo e
la stanza si riempie di echi mentre lui si muove avanti ed indietro dentro
di te; le tue gambe lo avvolgono e lo tiri più vicino, usi il tuo corpo per
tirarlo più profondamente e con più forza. Malgrado il freddo sudate, i
corpi scivolano l'uno contro l'altro ed i tuoi lunghi capelli neri
svolazzano come colpiti da un ventilatore. Si curva ancora una volta su di
un seno e lo morde mentre le tue dita sono immerse profondamente nelle sue
spalle. Le tue gambe sono strette contro il suo corpo cercano di tenerlo
contro di te ma lui continua a martellare più profondamente e più
velocemente e tu gridi improvvisamente sopra la musica ed ambedue vi
inarcate in un arco che all'improvviso si blocca; dalla ribalta
improvvisamente cade su tutti e due una cascata bianca accecante, voi
collassate in un mucchio di crema e cioccolato, la tua testa riposa sulla
sua spalla, un assolo di flauto segna il finale. Mentre la luce della
ribalta si affievolisce, un applauso contenuto proviene dalla galleria,
l'applauso si gonfia mentre la maggior parte del pubblico vi si unisce, fino
a che nella sala non tuona l'applauso. Ti rilassi, finalmente soddisfatta.