| Una parte di me voleva che Alessandro fosse con me, ma l'altra
parte era contenta che lo stessi facendo da sola. Ho parcheggiato la macchina,
sono uscita nel caldo sole di luglio e mi sono avviata verso il piccolo negozio
che avevo trovato. Mentre mi avvicinavo ho pensato ad Alessandro. Era un buon
uomo, ma negli ultimi anni la nostra relazione si era afflosciata. Ne avevamo
parlato a lungo, in tutte le maniere, ma non posso dire che il nostro dialogo
avesse migliorato la situazione e in alcune occasioni avevo pensato a anche al
divorzio. I miei pensieri sono volati ad altro mentre entravo nella fresca ombra
del negozio. Cosa stavo facendo? Le casalinghe di mezza età non fanno queste
cose. "Perché no?" diceva una parte di me. "Perché no!"
asseriva l'altra parte di me. Avevo questa fantasia da molto tempo e ora che
sapevo che potevo farlo realmente, ero sicura che non mi sarei mai perdonato di
non averlo fatto. "Posso aiutarla?" Era Susy Bianchi, disegnatrice
della gioielleria ed era certamente vestita per una giornata calda. "Ad
Alessandro piacerebbe," ho pensato. Provavo un misto di seccatura ed
invidia osservando il poco che indossava, giusto un paio di jeans tagliati,
scoloriti, molto corti e due piccoli triangoli di pelle sui seni. "Sono
Elisabetta Arnaldi, abbiamo parlato per telefono," ho detto. Avevo preso il
suo biglietto da visita ad una mostra d'arte l'anno prima, dopo aver visto la
cavigliera che indossava. Era ciò che avevo sognato, un cerchio d'oro saldato
senza apertura. Avevo passato la maggior parte dell'anno a trovare il coraggio
di comporre il numero che c'era sul suo biglietto. "Ah," ha detto, e
mi ha fatto segno di seguirla. Il negozio era piccolo, con un'esposizione dei
suoi gioielli piuttosto eccentrici sui muri ed in grande espositore. Siamo
andate nella stanza sul retro, una via di mezzo tra stanza di lavoro e
magazzino. Abbiamo parlato di quello volevo. Mi ha mostrato le diverse taglie
che avremmo potuto usare, mi ha detto il prezzo e ha discusso i metodi si
lavorazione. Mi è venuto freddo quando mi ha spiegato la brasatura
dell'argento. Non era una saldatura, ma necessitava di una fiamma che avrebbe
potuto seccarmi la carne se fosse stata tenuta vicino al mio corpo. Mi ha
mostrato come fare la brasatura in sicurezza mettendo uno scudo anticalore sulla
sua coscia nuda e dirigendogli contro una torcia. Lo scudo era estremamente
semplice, un asciugamano di cotone asciutto sulla sua coscia, poi un foglio di
alluminio pesante, una barriera insuperabile, ha spiegato, poi un asciugamano
bagnato ed infine un foglio di rame. Dopo che ho selezionato il tipo che volevo,
un tubo ovale di un centimetro, l'ho guardata mentre lo curvava in un cerchio
della giusta misura usando alcune macchine rotanti, poi l'ha tagliato, ha pulito
le estremità ed ha infilato una barretta d'argento nelle giunture. Abbiamo
adattato il cerchio d'oro al mio collo, ho alzato i capelli e mi sono seduta su
di una sedia, chinata in avanti mentre lei apprestava la protezione fra il collo
ed il cerchio d'oro. Mentre lavorava mi spiegava quello che faceva. Ha impiegato
molto tempo a sistemare la protezione e saldare con l'argento gli estremi della
mia nuova collana, ma ha impiegato ancora più tempo successivamente, lavorando
con una lima ed altri attrezzi per levigare la saldatura. Ora aveva finito; ho
guardato il mio orologio e ho visto che era passata almeno mezz'ora. La cosa
migliore che posso dire per descrivere i miei sentimenti quando ha rimosso
l'asciugamano è che mi sono sentita grande. Ho lasciato ricadere i capelli e
poi siamo tornate nella parte anteriore del negozio perché potessi guardarmi
nello specchio. L'anello d'oro ancor caldo pesava più di un etto, ma stava
molto bene abbandonato alla base del mio collo. Non sarei riuscita a vedere la
saldatura di giunzione se non me l'avesse fatta osservare e prima di uscire ho
pagato il prezzo che avevamo concordato. Guidando verso casa, non potevo evitare
di toccare la mia collana nuova. Il suo contatto intorno al mio collo mi
affascinava al punto di essere quasi erotico. Era cominciata come una mia
fantasia privata, ma ora era molto reale. Cosa avrebbe pensato Alessandro? Cosa
avrebbero pensato i ragazzi? Mi sono fatta queste domande per la millesima
volta, ma questa volta non dovevo rispondere a me stessa. Non ha importanza.
L'avevo fatto questo per me, non per lui! Fantasticavo di gioielli permanenti da
anni. L'idea era cresciuta sempre più, finché non avevo potuto resistere alla
tentazione. Talvolta mi domandavo se era una fantasia adatta ad una casalinga
borghese ma sapevo che i miei dubbi erano sciocchi. Finalmente ho deciso che le
domande che mi facevo erano sbagliate. Nessuna fantasia può essere inadatta e
le norme sociali che dettano quello che dovrebbe portare una casalinga borghese,
sono sciocche. Ben, ho dichiarato la mia indipendenza da quelle norme; era tempo
per me di condurre la mia vita a mio piacimento. Sono entrata nel passo carraio
della nostra casa vuota, ho parcheggiato la macchina mi sono diretta verso la
porta. Alessandro era al lavoro ed i ragazzi erano fuori, così potevo avere del
tempo per me stessa. Come sono entrata mi sono vista riflessa nello specchio
dell'atrio e mi sono fermata a guardare. Il cerchio d'oro intorno al mio collo
era bello, posava leggermente sulla mia clavicola, proprio dentro l'apertura del
collo della mia T-shirt. Mi piacevo allo specchio. In qualche modo, l'anello
intorno al collo mi faceva vedere in una maniera che non mi ero mai vista prima.
Mi vedevo come qualcosa di strano; vedevo una donna che avevo immaginato ma che
non avevo mai osato imitare. Mi piaceva quello che vedevo. La T-shirt e i
pantaloncini mostravano le mie braccia e le mie gambe in maniera elegante, ma
qualche cosa mi infastidiva, il reggiseno. Lo vedevo attraverso la stoffa della
T-shirt, e sebbene fosse quello che avevo sempre visto quando portavo una
maglietta, ho capito che non mi piaceva. Era meglio vedere i capezzoli nudi
attraverso la stoffa sottile che non vedere quella meraviglia di ingegneria che
è un reggiseno. Sono andata in camera da letto pensando al mio reggiseno. Ero
così abituata ad averlo che non ci avevo mai ragionato sopra. Perché dovevo
portarlo? L'abitudine non mi aveva mai fatto notare la sua scomodità, era
veramente scomodo! Si supponeva che servisse a sostenere le mie mammelle, ma i
miei seni non avevano bisogno di sostegno. Erano sempre state piccole, anche
quando allattavo i ragazzi. Portavo un reggiseno perché mia madre me l'aveva
fatto indossare quando le mie mammelle avevano cominciato a crescere; lo indosso
perché la convenzione sociale ha detto che le casalinghe della classe media
devono sempre portare un reggiseno e perché non ho mai voluto essere
identificata come una hippy e una feminista di quelle che qualche anno fa che
non portavano reggiseni. Nella camera da letto mi sono tolta T-shirt e
reggiseno, poi mi sono guardata nello specchio e ho ammirato ancora una volta il
cerchio d'oro intorno al mio collo. Era bello sulla mia carne nuda, molto meglio
di quanto non fosse sembrato con la T-shirt, e mi è sembrato naturale scivolare
fuori dai pantaloncini e dalle mutandine che portavo per vedere come appariva
posando nuda. Mi sono messa davanti allo specchio, le mani sulle anche nude, poi
ho messo una mano su di un seno ed ho sorriso fra di me. Penso di non aver più
guardato il mio corpo nudo da quando ero al liceo, e di nuovo era come se
guardassi un'estranea, una donna nuova. Era OK. La donna che vedevo aveva seni
che erano piccoli, ma non troppo piccoli, era sottile ma non magra. Ho visto una
donna che improvvisamente ho compreso potesse essere potenzialmente bella. Non
mi ricordavo di essermi sentita veramente bella, mai, ed era uno shock. Che
genere di abbigliamento dovrebbe portare questa donna? Non ero sicura, ma si era
fatto strada in me il pensiero che era il genere di donna che qualche volta
poteva anche non portare niente del tutto. Ero nella mia casa, i ragazzi erano
via per un fine settimana lungo, non aspettavo visite, ed era bello sentire la
calda aria dell'estate sulla mia pelle. Mentre mi passavano questi pensieri per
la mente, il telefono ha squillato e sono corsa in soggiorno per rispondere. Era
un venditore che cercava di piazzare dei nuovi prodotti di bellezza, così ho
riattaccato rapidamente e solo allora mi sono accorta che le tende erano
spalancate e che stavo in piedi davanti alla finestra senza indossare
assolutamente nulla. Una parte di me voleva chiudere le tende o scappare in
un'altra stanza, ma l'altra parte domandava perché. Cosa farebbe questa donna
nuova? Ho capito che la risposta era "niente". Mi sono girata davanti
alla finestra e ho guardato fuori. Era una giornata limpida e la vista fuori,
verso la valle, era spettacolosa. Non c'era nessuno sul prato che potesse
guardare dentro e la strada era vuota. Ma anche se ci fosse stato qualcuno, non
penso la donna nuova se ne sarebbe curata. In qualche modo non era il tipo da
lasciarsi infastidire da quel genere di cose. Mi sono seduta sul divano e,
mentre guardavo fuori dalla finestra, sentivo la superficie liscia e dura
dell'anello intorno al mio collo. Non mi ero mai seduto nuda sul divano prima di
allora ed il cuoio dei cuscini contro la mia pelle dava una sensazione fresca e
sensuale. Ho toccato il cerchio d'oro intorno al mio collo e poi mi sono
appoggiata indietro, sopraffatta da ciò che avevo fatto. Cosa penserebbe
Alessandro? Volevo Ale. Non volevo la sua approvazione, volevo lui, volevo il
suo corpo maschio. Volevo che mi toccasse, toccasse il mio gioiello nuovo,
accarezzasse il mio corpo con le sue grandi mani, ma non era in casa. Mentre mi
rilassavo sul divano e guardavo fuori dalla finestra verso la valle, ho fatto
scivolare le dita dal cerchio d'oro al mio torace. I miei capezzoli sono sempre
stati grandi e sensibili, buona compensazione alle piccole dimensioni dei seni.
Come li ho toccati si sono induriti e hanno spedito segnali di desiderio al mio
inguine. Erano passati quindici anni da quando avevo allattato un figlio, ma non
dimenticherò mai il piacere simile all'orgasmo dell'allattare. Mentre lo
ricordavo una mano è scivolata verso la mia coscia ed ho aperto le gambe, ho
separato le labbra per far scivolare dolcemente la punta di un dito nello spazio
creatosi. Tutto il mio mondo era lì, ero il capezzolo ed il clitoride, ed
allora sono venuta. Sentivo il rossore apparire sopra il mio corpo, sentivo il
mio nuovo gioiello fresco sulla mia pelle, e continuavo ad accarezzarmi, facevo
scivolare due dita nella fessura umida tra le mie gambe. Il mio corpo era sempre
più ansioso, i miei capezzoli desideravano ardentemente di essere toccati, la
mia vagina voleva essere riempita, il mio clitoride voleva essere strizzato fra
pollice ed indice, e sono venuta di nuovo. Sono rimasta sdraiata per un po'
guardando fuori dalla finestra senza vedere, rilassata nel limbo calmo che segue
l'orgasmo, e poi ho sorriso. Cosa mi era successo? Cosa facevo? Non pensavo di
aver mai avuto due orgasmi così ravvicinati, mai nella mia vita. Non mi sono
mai masturbata molto dagli anni della mia adolescenza, e quando lo facevo mi
sentivo sempre un po' colpevole. Perché ora la cosa non mi aveva infastidito?
Perché non correvo a lavarmi le mani? Questo fatto della donna nuova capivo che
era un nonsenso. Ero ancora Elisabetta Arnaldi, moglie di Alessandro e madre di
Sara e Nicola. Il pensiero dei ragazzi mi ha dato una scossa riportandomi alla
realtà. Cosa avrebbero pensato nel vedere la loro mamma nuda sul divano che si
masturbava? In qualche modo la domanda mi ha fatto ridere. Solo il giorno prima
penso che sarei balzata dal divano e mi sarei affrettata a coprirmi, ma ora,
tutto quello che facevo era ridacchiare. Il mio stomaco borbottava e quando ho
gettato uno sguardo all'orologio sono rimasta sorpresa di vedere che era già
passata l'una. La mattina faccio colazione di buon'ora con la mia famiglia e
quindi avevo fame. Mi sono alzata e sono andata in cucina, pensando ancora a
quello che avevo fatto. Chi era questa donna nuova che avevo trovato dentro di
me? Era una parte di me, questo era chiaro, ma agivo in una maniera in cui non
avevo mai agito prima. Cosa mi era successo? Perché un anello d'oro attorno al
collo deve provocare una tale differenza? Mentre centellinavo un bicchiere di
latte e mi mangiavo un panino, continuavo a pensare a quello che era accaduto
Ripensavo a quando ero al liceo, almeno vent'anni fa, ed ero sicuramente una
tradizionalista, ma, riguardando il passato, la maggior parte delle mie azioni
erano dettate dalla reazione al clima che mi circondava. Il problema era che ero
rimasta tradizionalista troppo a lungo. Ora era tempo di reagire e cominciare a
vivere. Mentre rassettavo la cucina ho pensato a cosa avrei potuto fare il resto
del pomeriggio. Era estremamente bello avere ragazzi abbastanza grandi da
passare il week end con gli amici; questa volta erano andati ad un concerto. A
causa della siccità il prato non aveva bisogno di essere tagliato e le erbacce
non crescevano nell'orto. C'era però da lavare, così sono andata in cantina
per iniziare un carico di lavatrice. L'aria fresca della cantina rinfrescava la
mia pelle nuda e mi sono accorta di essermi dimenticata completamente di non
avere indosso nulla. La vista di alcuni miei vestiti fra la biancheria sporca,
hanno portato il mio ragionamento su come questa donna nuova avrebbe dovuto
vestirsi. Alcuni dei i miei vestiti erano semplicemente pratici, adatti da
portare per lavoro o sport, ma molti sembravano fuori moda. Dopo aver caricato
la lavatrice sono tornata alla camera da letto pensando a cosa mi aveva spinto a
comprare ciò che riempiva l'armadio. Non erano belli, non erano pratici, ma era
il genere di abbigliamento che si supponeva dovesse portare una madre di mezza
età. Ero tentata di passare il pomeriggio a distruggere il contenuto del
guardaroba, ma il senso comune si è impossessato di me e ho deciso che prima di
cominciare a lanciare i vestiti dalla finestra dovevo decidere cosa volevo
indossare veramente. Certamente non volevo vestirmi come una versione adulta di
mia figlia Sara. Per contro non volevo vestirmi come quando avevo la sua età.
Sarei stata influenzata dalla moda sciocca di quegli anni, e mi sarei vestita
come uno pensa che ci si debba vestire, e non con l'abbigliamento che veramente
si desidera. Mi sono guardata di nuovo nello specchio, tastando il bel cerchio
d'oro intorno al mio collo, mettendomi in posa e tentando di valutare
criticamente il mio corpo e l'abbigliamento che richiedeva. Cosa mi metto? Deve
proteggermi dalle intemperie, deve essere una superficie pulita su cui sedersi e
deve essere modesto. Non mi sentivo particolarmente modesta. La lavatrice ha
ronzato, segno che avevo passato mezz'ora davanti allo specchio, così sono
scesa in cantina, ha messo la biancheria nell'asciugatrice e poi sono tornata ai
miei pensieri di abbigliamento. Quello che cercavo era qualche cosa che mettesse
in risalto ciò che possedevo e che, senza scoprire troppo, attirasse
l'attenzione sul mio corpo. Avevo alcune camicette del genere da portare sotto
una giacca o sopra un corpetto; quando ne ho provata una con sotto nulla, mi è
piaciuto ciò che ho visto. Non era il periodo dell'anno adatto a maglioni
girocollo, ma ne ho provato uno e ho visto che, una volta abbassato il collo del
maglione sotto il cerchio d'oro, l'effetto era splendido. Era bello vedere il
cerchio adagiato sulla maglia rossa e, senza un reggiseno sotto, la maglia mi
aderiva e mostrava chiaramente le forme dei seni e dei capezzoli. In quel
momento ho sentito il rumore di una macchina che arrivava. Ho messo via la
biancheria pulita e mi sono vestita. Mentre Ale veniva verso la casa, mi sono
diretta alla porta indossando una gonna lunga di cotone ed una grande sciarpa di
seta. Avevo impiegato un po' d'inventiva per studiare come drappeggiare la
sciarpa. Dopo aver scartato alcune idee avevo pensato farla passare dietro il
collo e portarne i lembi alle le ascelle per coprire i seni e mettendo in
evidenza la nuova collana. Avevo messo un paio di piccoli cerchi d'oro come
orecchini. La sciarpa scendeva tra i seni e ne ho infilato l'orlo nella cintura
della gonna prima di abbottonarla al minimo indispensabile per non urtare la
decenza. Ho baciato Ale sulla guancia quando è entrato, poi lui allora ha fatto
un passo indietro e si è fermato. "Wow," ha detto, dopo una pausa
lunga. I suoi occhi erano sull'ombra dei miei seni, appena visibili attraverso
la sciarpa quasi trasparente e mi ha fatto piacere l'attenzione. "Come sta
la collana nuova?" Ho domandato. "Yup," ha detto e ho visto i
suoi occhi salire al cerchio d'oro intorno al mio collo. "Oro?"
"Vero oro," ho detto e poi l'ho baciato tirandolo a me e forzandogli
la lingua tra le labbra. E' sembrato sorpreso, ma ha risposto. Alessandro è
indietreggiato sempre abbracciandomi. "Mi sembri piuttosto eccitata,"
ha bisbigliato, e poi si è inginocchiato a baciare tra i miei seni. Non sono
stati necessari preliminari, era come se tutta la mia giornata fosse stata un
preliminare. Lo volevo ora e quando le sue labbra hanno toccato la pelle morbida
tra i miei seni, ho capito che volevo sentire le sue labbra più in basso sul
mio corpo. L'ho spinto in basso allontanandolo e si è seduto sul tappeto del
soggiorno, guardava in su verso di me con un'espressione confusa sul viso. Mi
sono inginocchiata dietro di lui e ho cominciato a massaggiargli le spalle, poi
ho lasciato che si sdraiasse indietro contro di me; ho cullato la sua testa
sulle mie cosce mentre mi chinavo su di lui e facevo scivolare le dita su e giù
per il suo torace coperto dalla camicia. Mi sono chinata a baciarlo mentre era
sempre appoggiato al mio grembo, e le sue mani si sono alzate ad accarezzare i
miei seni attraverso la sottile sciarpa che indossavo. I miei fianchi dolevano
per le sue attenzioni e, senza pensarci, ho aperto le gambe dietro la sua
schiena lasciando cadere la sua testa sul pavimento tra le mie cosce. Se avessi
progettato la cosa non avrei potuto far meglio. La gonna si è sbottonata
aprendo i due lembi e mi sono trovata a gambe divaricate sulla sua testa; allora
mi sono chinata in avanti, ho aperto di più le gambe e ho allargato con le mani
le mie labbra mentre mi mettevo sopra la sua faccia. Senza parlare le sue mani
hanno preso le mie anche mentre le sue labbra raggiungevano il mio corpo. Ho
sentito la sua lingua toccare dolcemente il mio clitoride, ma non era
sufficiente. Mi sono abbassata ancora di più su di lui, spingendo il suo mento
contro il mio clitoride mentre inseriva la sua lingua dentro di me. Il mio
clitoride ed i miei capezzoli erano tutto, la mia tensione aumentava e poi ho
sentito come una liberazione, una contrazione profonda nel mio inguine e mi sono
rilassata, non ero più eccitata intensamente, ma mi divertiva ancora
l'attenzione sognante di Ale. Dopo un po' mi sono tolta ed ho sorriso verso di
lui mentre lui teneva ancora la testa tra le mie cosce. Lui guardava stralunato
ed io non potevo aiutarlo ma ridacchiavo mentre guardavo l'espressione sulla sua
faccia. Non lo avevo avvisato di quello che avrebbe trovato tornando a casa.
"Cosa ti è successo?" ha domandato. "Cosa importa?" Ho
domandato, sorridendogli. "Non so," ha detto. "è qualcosa che
non hai mai fatto prima. Intendo dire, trovarti vestita in un certo modo, non
indossare le mutande, fare l'amore sul pavimento del soggiorno, mio Dio!"
Ha guardato la finestra. "Le tende non sono tirate." "Cosa c'era
da vedere?" Ho detto. "Voglio dire, non siamo spogliati, ed il fatto
che facciamo l'amore non è un segreto." Si è seduto e si è girato verso
di me agitato, con uno sguardo quasi adirato. "Cosa significa?" Non
potevo aiutarlo ma ridevo. "Voglio dire che siamo sposati. La gente si
aspetta che facciamo l'amore. Voglio dire che abbiamo due ragazzi e non credo
che siano prodotti dell'immacolata concezione." "Penso ad ogni modo
che nessuno abbia visto," ho detto gettando uno sguardo fuori.
"Vieni," ho detto, "finché i ragazzi sono via, andiamo fuori e
festeggiamo." L'ho baciato ed improvvisamente questo mi ha colpito, mai
prima di allora l'avevo baciato così presto dopo il sesso orale. Sentivo me
stessa sulle sue labbra e sentivo il mio odore sulla sua pelle. Alessandro è
andato in bagno a lavarsi mentre io mi sedevo sul divano meravigliata di quello
che era accaduto. Il pensiero di baciare subito dopo il sesso orale mi avrebbe
disgustato solo il giorno prima e mi meravigliavo che ciò non mi avesse
infastidito. D'altra parte mi sono meravigliata del fatto che in passato mi
avesse infastidito. Ho un cattivo sapore? Ho un cattivo odore? Il mio sapore
sulle labbra di Ale non era sembrato cattivo, ma l'esperienza era stata così
breve che non ne ero sicura. Sentendo il rumore dell'acqua che veniva dal bagno,
ho compreso quanto poco sapessi di me stessa. Alessandro ed io avevamo fatto
raramente sesso orale, e quando lo facevamo, erano sempre le sue labbra sulla
mia vagina. Certamente lui conosceva il mio sapore, ma io no. Sapevo che sarebbe
stato facile avere di che assaggiare, ma in tutta la mia vita non mi era mai
accaduto di provarlo. Mentre ero seduta sul divano, ho fatto scivolare un dito
tra le cosce e dentro di me. Ero ancora molto bagnata ed ho sentito piacere
quando mi sono esplorata con il dito. Mi era piaciuto tanto che, dopo aver
leccato ed annusato il mio dito, giudicando criticamente il sapore e l'odore,
l'ho fatto scivolare dentro di nuovo ruotandone la punta intorno all'osso pubico
e spingendo sul clitoride. Il sapore non era molto diverso dal sudore, meno
salato, un po' più acido. Il profumo muschiato era un po' più forte, ma
improvvisamente mi ha colpito il fatto che il muschio mi ricordava un po' alcuni
profumi che conoscevo. Erano attraenti perché il loro profumo era simile a
quello dell'inguine di un donna? Ho riso al pensiero, ma la mia attenzione era
focalizzata sulla sensazione delle mie dita mentre fissavo il giardino senza
vederlo. Toccarmi era un piacere così semplice. Perché l'avevo evitato per così
tanti anni? Quando sono venuta, non è stato un grande orgasmo, ma mi ha
sorpreso, venire così presto dopo che Alessandro mi aveva soddisfatta. Proprio
allora l'acqua ha smesso di scorrere nel bagno e ho sentito la porta aprirsi.
"Vuoi uscire?" ha detto Alessandro mentre mi alzavo. "Dove? E
vuoi realmente farti vedere vestita così?" Mi sono girata verso di lui.
"Non vuoi vedermi vestita così?" Mi ha guardato e allora
l'espressione sulla sua faccia si è addolcita. "Sono sorpreso, ma penso
che mi piaccia. Realmente non ti preoccupa se altra gente ti vede con un vestito
come quello?" "No, andiamo. Hai i soldi? Cosa ne dici di quel posto in
quella vecchia fabbrica vicino al fiume, non ne ricordo il nome." La cena
era stata buona, ma Alessandro sembrava intimidito e non aveva molto da dire.
Considerando la situazione non lo biasimo, ma era una cosa deludente. Gli ho
chiesto del suo lavoro e lui mi ha risposto, ma è stato tutto ciò che ci siamo
detti mentre mangiavamo. La maniera in cui guardava e si comportava mentre era
seduto all'altro capo della tavola mi ha ricordato i nostri primi due
appuntamenti, un individuo attraente ma goffo. I problemi sono venuti a galla in
macchina sulla via del ritorno. "Tutto ad un tratto mi sembra di non
conoscere più mia moglie," ha detto Alessandro mentre guidava. Non sapevo
veramente cosa dire. "Voglio dire, vengo a casa e trovo una donna vestita
come non ho mai visto prima, bella ma così sexy da farmi quasi paura, ed poi tu
mi violenti" Non vedevo ciò che avevo fatto sotto questa luce, e la parola
"violentare" mi aveva infastidito. "Spero che non ti
spiaccia," ho detto debolmente. Ha gettato brevemente uno sguardo verso di
me e ha sorriso. "No, e spero di fare un buon lavoro, ma ciò mi ha
lasciato un po' frustrato. Spero che tu rimanga molto tempo di questo
umore." Ho attraversato lo spazio tra i sedili e ho appoggiato una mano
sulla sua coscia. "Non preoccuparti, lo sarò." Un sobbalzo provocato
dalla strada sconnessa casuale ha riportato la mia attenzione all'anello al mio
collo e ho cominciato a percorrerlo con un dito mentre nella mia testa correvano
molti pensieri relativi corpo di Alessandro. Le mie dita sono scivolate giù
alla sottile sciarpa che copriva i miei seni ed ero di nuovo eccitata. La mia
lunga gonna era ancora sbottonata sin quasi all'inguine ed era semplice per me
portare la mano al mio grembo e far scivola un dito nella calda umidità tra le
mie gambe. Mentre cominciavo a scandagliarmi, pensavo pigramente a ciò che
stavo facendo masturbandomi con Alessandro seduto accanto a me. Avrebbe visto?
La cosa l'avrebbe infastidito? Lo avrebbe fatto eccitare? In qualche modo,
invece di fermarmi, queste domande avevano aumentato la mia eccitazione. Ero al
climax quando Alessandro ha fermato la macchina. Eravamo a casa, e mentre uscivo
dalla macchina e chiudevo la portiera, mi dispiacevo di essere già arrivata.
Tutto il mio corpo voleva un orgasmo. Quando Alessandro ha aperto la porta, i
miei desideri si sono spostato su di lui. Lo volevo dentro di me!
"Alessandro," ho detto, sganciando la sciarpa dall'anello intorno il
collo, "Ti voglio a letto ora!" "OK," ha detto e poi si è
curvato a baciarmi sul capezzolo, facendomi rabbrividire. "Non so cosa ti
sia successo, ma mi piace." Ho tolto la gonna mentre mi avviavo verso la
camera da letto e ho calciato via i sandali mentre Ale cominciava a spogliarsi.
Quando ha abbassato i calzoni, esponendo il pene eretto, l'ho toccato. Si è
seduto a togliersi la camicia, ma ero troppo impaziente per aspettare, così mi
sono arrampicata nel suo grembo e mi sono seduta su di lui. C'è stata
brevemente un'espressione sorpresa sul suo viso quando l'ho preso dentro di me,
ma poi mi ha sorriso e si è appoggiato indietro alle sue mani. Era bello
sentirlo profondamente nel mio corpo mentre ero seduta là, spingendo il mio
clitoride contro il suo osso pubico. Mi sono chinata in avanti e l'ho baciato
dolcemente sulle labbra e nel mio stato di eccitazione, la stimolazione aggiunta
alla pressione mi ha spinto sopra l'orlo di un orgasmo, piccolo ma molto
piacevole. Sono rabbrividita, poi ho interrotto il bacio e ho cominciato a
sbottonargli la camicia mentre era là seduto e mi sorrideva. "non credo di
essere eccitato come te," ha detto. "E' un po' una sorpresa anche per
me," ho detto togliendo la camicia dal suo torace e facendo scivolare le
punte delle mie dita su di lui. "Cos'è che ti ha fatto cambiare?" ha
domandato. "Penso questo," ho detto tastando il mio nuovo anello da
collo. "Veramente?" ha domandato. "Come si fa a toglierlo? Voglio
guardarlo." "Non viene via," ho detto, chinandomi a baciarlo. La
pressione del suo osso ubico sul mio clitoride, quel semplice movimento era
sufficiente a provocarmi un altro orgasmo. "Cosa vuoi dire?" ha
domandato interrompendo il bacio. Ho ripreso fiato prima di rispondere.
"Quello che ho detto, non viene via. E' permanente, è saldato, un solido
anello d'oro." Ero ancora fra le nuvole con la sensazione del suo pene
eretto profondamente dentro il mio corpo e mentre parlavo ha cominciato a
muovere le anche, guidandomi ad un altro orgasmo . La sua faccia aveva uno
sguardo intenso ma ingenuo e ho capito che l'avevo portato sull'orlo di un
orgasmo. Brevemente ha toccato l'anello, poi ha portato le mani ai miei seni
prima di tirarmi violentemente contro di se. Onde di contrazioni hanno pulsato
attraverso il mio inguine mentre venivo ancora e poi ancora; ho galleggiato in
un limbo, sentivo che mi si avvicinava mentre il suo braccio ha tirato il mio
corpo contro il suo e la sua lingua è entrata tra le mie labbra. Era il climax
di cui avevo bisogno, il climax che cercavo da anni e se non fossimo stati
stretti in un bacio, so che mi sarei lamentata in estasi. Siamo rimasti
abbracciati a lungo mentre io ero ancora seduta sul letto sul suo grembo. E'
passato del tempo prima che la tensione dell'orgasmo mi abbandonasse. Ho sentito
il suo pene restringersi lentamente rimpicciolirsi dentro di me ed allora
Alessandro ha posto fine al nostro lungo bacio postorgasmico, si è appoggiato
indietro guardandomi criticamente. "Ora spiegami di questa collana,"
ha detto. |