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Zoccole Porche - Racconti Porno Erotici

Signore Porche Zoccole e Troie Dentro Fuori e Tutt'intorno Entra Adesso

Come una cagna in Calore!

Alice era stata biricchina. Marco era via per il fine settimana ed era annoiata. Quando Davide l'ha chiamata dicendole dei biglietti per il concerto, era incerta sul da farsi, ma tra la noia ed andare al concerto (e vedere Davide) ha scelto la seconda possibilità. Davide faceva tutto per tirarla su di giri, aveva preparato dei drink a casa sua, lei stava seduto nel padiglione del prato a bere vino. L'ha circondata con un braccio e non appena ne aveva l'opportunità la toccava, l'accarezzava, l'accarezzava, la massaggiava. Ha speso dieci minuti buoni a strofinarle gli avambracci mentre le parlava di quello che era successo in giornata. Ha indugiato più a lungo sulla schiena ed il bacio alla fine era sembrato così naturale. I tre che l'hanno seguito erano stati sempre più forti; lei non ha protestato quando la sua mano ha cominciato a strofinarle il seno... anzi le era piaciuto. Dirigendosi verso casa la sua mano era sotto il suo vestito, le stuzzicava il monte di Venere cosicché arrivati all'appartamento era bagnata ed eccitata come non ricordava di essere mai stata. L'avrebbe presa sul tappeto del soggiorno e poi più tardi nel grande letto. Ad Alice le cose stavano sfuggendo di mano... e le piaceva. Davide aveva continuato ad avere possesso dei suoi seni o del suo sesso mentre la guidava verso casa. Una volta entrati aveva cominciato a baciarla sul serio mentre la spogliava. La sua lingua l'aveva esplorata in modi che aveva sempre rifiutato a Marco. Davide aveva semplicemente insistito, aveva penetrato con la lingua la sua bocca profondamente, era sceso sul collo, le aveva leccato le orecchie. Alice aveva sempre fermato Marco quando aveva cominciato a farlo, la sensazione la disturbava; Davide l'aveva semplicemente ignorata. Questo l'aveva eccitata, il fatto di scoprire una nuova zona erogena sul suo corpo la faceva impazzire. Davide aveva continuato, era sceso con la lingua al seno ed invece di leccare e succhiare come faceva Marco, era andato sull'intera mammella o piuttosto su tutte e due, le baciava alla stessa maniera dell'altro ma un po' più volgarmente. Alice era eccitata profondamente. La prima volta nel soggiorno, sul tappeto, Davide non aveva aspettato che lei fosse completamente spogliata; le aveva tolto reggiseno e camicia, e poi le aveva strappato le mutandine. Con la gonna raccolta intorno alle anche l'aveva forzata a mettersi con lo stomaco sopra lo sgabello e l'aveva presa da dietro, cosa che lei aveva sempre rifiutato a Marco di fare. La sua incapacità di controllare Davide la faceva sentire terribilmente impudica mentre gli permetteva ogni libertà; era venuta quasi subito non appena lui l'aveva penetrata dal retro, con la gonna alzata, sulla testa. Davide la stava prendendo come una cagna, ha pensato, la parola "cagna" le è sembrato che la eccitasse ancora di più, se l'è ripetuta mentre il membro duro spingeva ancora e poi ancora. Quando Davide era venuto si era aspettata che si vestisse, invece l'aveva portata in camera da letto, le aveva tolto il resto dei vestiti e le voleva farle assumere delle posizioni sul letto. Quando lei aveva rifiutato, l'aveva semplicemente messa nella posizione che lui voleva. Mentre gliela mostrava, le accarezzava il monte, le strofinava i seni e in generale cercava di mantenerla eccitata. Aveva proseguito. L'aveva portata al punto di essere pronta a fare l'amore una seconda volta per poi leccarla. Alice aveva resistito, non aveva mai permesso a Marco di leccarla dopo che avevano fatto sesso, le sembrava una cosa così sporca. Davide l'ha ignorata ed è sceso su di lei leccandola con molta più energia di quanto faceva Marco e facendola venire due volte. Mentre lei raggiungeva quello stadio di orgasmo (la prima volta) quando si perde il controllo del corpo per alcuni secondi, lui aveva fatto scivolare un dito nel suo culo e poi aveva continuato a farlo correre dentro e fuori con un moto di fottuta e proseguiva a leccarle la fessura gonfia. Poneva più attenzione alla sua micia di quanto facesse Marco; le ha leccato tutta la fessura portando la lingua su e giù per tutta la lunghezza, di tanto in tanto la spingeva dentro e fuori dal buco; sapeva quando farlo e quando il secondo orgasmo si è avvicinato si è mosso per darle maggior piacere accoppiando ogni colpo di lingua ad uno di dito nel culo vergine. Quando è venuta per la seconda volta Davide ha aspettato che si rilassasse e poi è stato in lei in meno di due secondi. Era venuta immediatamente, di nuovo. Si era preparato per una lunga chiavata, le aveva spinto le ginocchia fino al torace, le aveva allungato le gambe e se le era messe sulle spalle. Le aveva girato le anche di fianco mentre continuava a fotterla. Davide era venuto per la seconda volta e le aveva permesso di riprendere fiato prima che le dita si seppellissero nella fessura. "Mi tratta come una cagna!" Ha pensato e il pensiero l'ha eccitata. Aveva suonato il suo corpo come un violino, tenendola sull'orlo dell'orgasmo per interi minuti. Quando aveva avuto il quarto orgasmo dalle sue dita, aveva presentato l'organo molle davanti al suo viso. Lei sapeva quello che voleva e ha guardato disperatamente dall'altra parte. Era scesa di testa su Marco (e con altri due ragazzi prima di lui), ma mai dopo aver fatto sesso. Non si preoccupava di attaccare un cazzo pulito, ma leccarne uno che aveva appena... Era troppo. Ma questo era Davide e doveva ammettere che ciò che la infastidiva, lui riteneva una cosa eccellente; aveva abbassato la testa su di lei e poi le era venuto dentro. Alice ha fissato l'organo. Davide l'ha presa dietro la testa e le ha diretto la bocca al cazzo. Alla fine era più facile succhiare il cazzo che rifiutare. La verga di Davide era cresciuta rapidamente alle primitive dimensioni. Alice era perlomeno sicura che lui non si aspettasse che lo lasciasse eruttare nella bocca. Quando è diventato durissimo ha continuato a succhiarlo, muoveva la bocca su e giù, prendeva il ritmo. Alice aveva cominciato a preoccuparsi quando lui l'aveva tirato fuori. Davide l'ha fatta girare mettendola sulle mani e sulle ginocchia. Aveva preso due guanciali dal letto e glieli aveva messi sotto le braccia per sostenerla. L'aveva circondata con un braccio e le toccava la fenditura da dietro. Incapace di resistere aveva spinto il culo contro il cazzo, voleva sentirlo dentro di lei e, stranamente, rabbrividiva ad essere di nuovo sulle mani e sulle ginocchia. La frase, "Come una cagna!" continuava a frullarle per la testa mentre spingeva il suo didietro per ricevere la verga. Davide l'aveva penetrata lentamente, sembrava volerlo fare molto lentamente, per fare durare i colpi il più possibile. Dopo quattro colpi l'aveva tolto ed aveva messo il pene, ora ben lubrificato, contro il bocciolo di rosa del buco del culo. Prima di smettere di spingere per riprendere la verga dentro di se, la cappella l'aveva già penetrata. Davide l'aveva tenuta su di un fianco per impedirle di respingerlo, contemporaneamente continuava a strofinarle la clitoride per non permetterle di decidere se era doloroso o molto eccitante. Ha continuato, con piccoli colpi, a spingere il cazzo più profondamente nel culo. Lei l'aveva preso tutto. "Come una cagna!" Ha pensato. Era entrato sino all'elsa e si era fermato un momento prima di cominciare a fottere. "Come una cagna!" ha pensato Alice. L'aveva fatta venire con la duplice pressione della mano sulla clitoride e della verga nel culo. "Vengo, come una cagna!" ha pensato mentre il suo orgasmo eruttava. Davide aveva resistito per quasi tre minuti prima di venire, con le mani la teneva ferma per evitare che il ruotare del culo lo facessero venire prima del tempo. Alla fine il suo sprizzare nel culo della ragazza aveva posto fine alle cose ed i due erano caduti in un semi deliquio sul grande letto. Mezz'ora più tardi Alice si era messa la gonna e la camicia, la biancheria intima l'aveva cacciata in borsa. Davide l'aveva fatta scendere davanti a casa sua alle due di mattina, l'aveva baciata nella macchina ed era tornato sui suoi passi verso casa sua sentendosi molto confuso e molto soddisfatto. La vista di Marco seduto in soggiorno le aveva quasi fermato il cuore. Il vestito di Alice era sciupato da morire. Anche se aveva usato il bagno di Davide, il solo vestito era sufficiente per mostrare cosa era successo. Marco si era alzato e le aveva domandato se c'era qualche posto dove avrebbe potuto andare. Alice era scoppiata in lacrime. La vista di Marco era stata un colpo, ma era servita a chiarirle le idee, era Marco che voleva e gliel'aveva detto. "Marco, so che mi sono comportata male, ma ti amo. Farò qualsiasi cosa per farti restare." Marco si era fermato. "Realmente? Qualsiasi cosa?" "Sì. Qualsiasi cosa." Alice aveva fatto in modo che vi fosse sia dolore che sfida nella sua voce. "Se rimango," aveva cominciato Marco, "voglio che finiscano tutte le tue inibizioni sessuali, se mi vuoi avere ancora intorno" "Non so cosa..." Alice aveva cominciato ma poi si era fermata. "Dovrai smettere di dirmi che certe cose sono sporche." Aveva continuato Marco. "Questa è la prima cosa." "Va bene Marco ma non mi lasciare." "Secondo, passerai il resto del week end a mostrarmi che hai girato pagina." "Marco." "Terzo, devi pagare per stasera, in qualsiasi maniera io voglia." Alice aveva pensato a quello che sapeva di Marco ed aveva deciso che avrebbe potuto sopportare qualsiasi cosa gli fosse venuto in mente. "Qualunque cosa tu pensi va bene, Marco. Ricordati solo che ti amo." "Lo vedremo, togliti i vestiti." Alice aveva avuto paura di questa richiesta; la frase, "Come una cagna." ora aveva un significato nuovo per lei. Aveva girato la schiena a Marco e si era tolta la camicia, l'aveva appesa su di una sedia, grata che Davide non fosse stato troppo violento. Si era tolta la gonna a pieghe con maggior trepidazione, Marco sapeva che non sarebbe mai uscita senza mutandine. "Girati." Alice aveva cercato di mantenere un contegno. Era difficile. Non solo era nuda, ma fresca di chiavata com'era, c'era ancora traccia di sborra di Davide su di lei... e sgocciolava fuori. Alice avrebbe desiderato ferventemente per un minuto solo di andare in bagno. Non osava domandarlo. "Vieni qui." Alice di era diretta lentamente verso di lui. "Sdraiati in grembo a me." Alice aveva pensato che volesse fotterla, una sculacciata non le era passata per la mente, poteva a mala pena ricordarsi l'ultima sculacciata. Era alle medie e sua madre aveva usato la spazzola sul suo giovane culo dopo aver saputo che si era accapigliata a scuola. Con della vera paura Alice si era sdraiata sul suo grembo. Marco non aveva cominciato subito la sculacciata. Prima le ha aperto le gambe e ha sentito l'umidità appiccicosa. Alice è arrossita per la vergogna di avere un marchio che denunciava la sua infedeltà. Alice ha cercato di trattenerlo mentre le dita di Marco seguivano le gambe verso il suo sesso, il dito è proseguito sul monte e, dopo un secondo, era nel suo buco ben fottuto. Era stato mentre Alice tentava di non reagire alla vergogna di un tale esame che Marco le aveva schiaffeggiato il culo per la prima volta. "Conta." "Uno." E così è proseguito sino a venticinque. Ad ogni ceffone il dito di Marco esplorava di più la sua fica. Poi, con le dita nel buco ed il pollice sulla clitoride, Marco aveva cominciato l'indagine. Aveva insistito su ogni dettaglio di quello che aveva fatto, omettendo solo il nome del partner. Alice era così sollevata che non aveva taciuto a lungo. Ad ogni nuovo atto che rivelava cercava di nascondere quanto facilmente aveva permesso a Davide di farlo. Ogni rivelazione comportava un nuovo turno di sculacciate, ma anche un nuovo livello di sensazioni sulla clitoride. Alle quattro, debole per gli orgasmi, Alice gli aveva detto ogni dettaglio, salvo uno. Non gli aveva detto che gli aveva fatto un pompino dopo che lui l'aveva fottuta. Alle quattro e mezza Marco le aveva permesso una breve tregua. "Devo dirti qualcosa." aveva cominciato Marco "Io credo che tu voglia stare con me e che mi ami. Credo che cercherai di cambiare, e lascerò che le tue azioni della settimana parlino da sole. So anche che nascondi ancora qualche cosa, lo vedremo domani notte. Sono troppo stanco." Alice era strisciata su dal suo grembo e l'aveva baciato a ripetizione. Non era mai venuta tante volte in una sola notte prima d'allora. "Un'ultima cosa " aveva continuato Marco, "Mi hai eccitato ed averti così nuda e non fare niente sarebbe uno sciupio." L'aveva condotta in camera da letto, aveva accatastato guanciali in mezzo al letto e vi aveva posizionato sopra Alice, dopo di che si era spogliato. Il sollievo di Alice quando lui si era immerso nella sua micia è stato breve perché lui l'aveva tolto ed aveva fatto scivolare il cazzo ben lubrificato nel culo.

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