Bussavano alla porta ed andai ad aprire ma già
sapevo chi era "entra Emi vieni" come tutti i pomeriggi
Emiliano veniva a casa mia a studiare dato che stavamo preparando
insieme l'esame di maturità. In realtà era da sempre che lui il
pomeriggio veniva a casa mia, eravamo vicini di casa e coetanei ed
avevamo fatto tutte le scuole insieme. Quindi per me era più che un
semplice amico, era quasi un fratello difatti tra me e lui non c'era
assolutamente nessun segreto. Devo dire che Emiliano è sempre stato
un ragazzo molto carino ma di un incredibile timidezza. E per questo
ha sempre avuto grosse difficoltà con le ragazze, magari con alcune
di loro ci è anche uscito insieme, ma il tutto si era sempre
limitato a poche chiacchiere e qualche timido approccio, così è
arrivato all'età di 19 anni ancora vergine. Devo dire che anche io
non è che abbia fatto molta più esperienza di Emiliano, si sono
uscita con qualche ragazzo ma niente di serio, anzi ogni volta che
qualcuno provava a toccarmi mi bloccavo completamente. Maledetta
timidezza. Io ed Emiliano soffrivamo molto di questa situazione
soprattutto quando lui parlava con i suoi amici che si vantavano di
avere avuto moltissime esperienze sessuali, ed io quando parlavo con
le mie amiche che mi facevano sentire una persona anormale solo per
il fatto di essere arrivata a 19 anni senza essere mai andata a
letto con un ragazzo. Io quel giorno come del resto tutti gli altri,
visto che eravamo in piena luglio e faceva un caldo da impazzire,
portavo solamente un paio di pantaloncini e un top che non è che
coprissero poi molto le mie forme. Ma con Emiliano ero assolutamente
tranquilla, certamente se ci fossero state altre persone mi sarei
completamente coperta anche a costo di scoppiare dal caldo, ma con
lui non avevo assolutamente di questi problemi. Anzi a volte mi
capitava di cambiarmi davanti a lui oppure di andare in bagno e di
lasciare la porta aperta. Erano circa le cinque del pomeriggio ed
erano già tre ore che eravamo completamenti immersi a studiare il
Purgatorio della Divina Commedia di Dante. Decidemmo di fare una
pausa ma neanche un sostanzioso caffè riuscì a svegliare le nostre
teste ormai completamente intorpidite dalla fatica per lo studio.
Allora gli proposi un oretta di riposo e lui fu più che entusiasta
di accettare la mia proposta. Andammo in camera mia e ci sdraiammo
sul mio letto a due piazze che la notte divido con mia sorella che
è due anni più grande di me. Il riposino del pomeriggio è un
abitudine che ci portiamo dietro da quando eravamo bambini, quindi né
per me né per Emiliano la cosa sembrava strana od insolita. Lui si
tolse i pantaloncini e la maglietta rimanendo solamente con un paio
di boxer scuri molto attillati mettendo in risalto un bel fisico
modellato in palestra nei lunghi pomeriggi invernali. Anche io feci
la stessa cosa e rimasi solamente con un reggiseno di pizzo nero e
relativo perizoma, mi guardai nel grande specchio sopra il comodino
e mi trovai piuttosto attraente, una leggera patina di sudore
rendeva ancora più lucente la mia pelle già resa dorata da un
ottima abbronzatura. Mi sdraiai accanto a lui e mentre già sentivo
che stavo per abbandonarmi nel sonno sentii Emiliano che si alzava
dal letto ricercando i suoi vestiti. Sorpresa gli chiesi dove stava
andando ma lui si limitò ad un semplice : "a casa" a quel
punto ero veramente curiosa di sapere il motivo di quella reazione e
lui mi disse che non era più possibile andare avanti così, che non
si poteva più dormire insieme o spogliarci uno di fronte all'altra.
Io dissi: "cosa c'è di strano lo abbiamo sempre fatto fin da
quando eravamo bambini" e lui mi rispose: "ecco appunto
ora non siamo più bambini io sono un uomo e tu una donna ed ognuno
di noi ha le proprie esigenze" con un rapido gesto della testa
si guardò nelle parti basse e sinceramente anche io notai una
notevole protuberanza stampata sui suoi boxer, evidentemente il
fatto di essermi spogliata davanti a lui e di avergli mostrato
biancheria intima particolarmente sexy lo dovevano avere eccitato
parecchio. Effettivamente negli ultimi tempi anche io avevo notato
che qualche volta lo sguardo di Emiliano cadeva o sul mio seno o
sulle mie gambe, ma pensai che era una cosa assolutamente normale
per un ragazzo della sua età, d'altronde anche a me a volte cadeva
lo sguardo sulle sue parti intime o sul suo sedere veramente ben
fatto e molto grazioso. Tentai di spiegare anche a lui che questa
era una cosa assolutamente normale per dei ragazzi della nostra età
ma evidentemente per lui questo cambiamento di atteggiamento nei
miei confronti, questo cambiamento di porsi e di guardarmi in
maniera diversa, cioè come si guarda una donna e non una semplice
amica di studio e di giochi, era una cosa particolarmente traumatica
e difficile da assimilare. Così senza neanche lasciarmi il tempo di
finire a parlare si rivestì in tutta fretta e se ne andò.
Passarono alcuni giorni e la vita riprese a scorrere secondo i
soliti ritmi e con Emiliano tutti i pomeriggi continuavamo a vederci
per studiare per preparare l'imminente esame di maturità. Un
pomeriggio durante una delle nostre solite pause per cercare un po'
di refrigerio preparai un tè ghiacciato e distrattamente mentre lo
portavo verso la sala da pranzo dove mi aspettava Emiliano mi
rovesciai addosso l'intero contenuto della brocca. Feci per
spogliarmi e levarmi di dosso i panni bagnati ma mi ricordai quello
che Emi mi aveva detto alcuni giorni prima e me ne andai in bagno.
Entrai in bagno lasciando la porta socchiusa e cominciai a
spogliarmi quando, non senza sorpresa, dall'ombra riflessa sul
pavimento del bagno mi accorsi che Emiliano mi stava spiando. La
perplessità durò veramente pochi attimi lasciando il posto ad una
strana sensazione: non so perché ma il fatto di essere guardata di
nascosto mi provocò una forte sensazione di calore e una serie di
piccoli brividi che partendo dalla schiena si diffondevano lungo
tutto il mio corpo. Allora ripresi a spogliarmi ancora più
lentamente e in maniera piuttosto provocante, dopo aver tolto anche
il reggiseno e il perizoma mi misi seduta sul water per fare la pipì
poi mi alzai e mi infilai sotto la doccia. Lì inscenai un vero e
proprio spettacolino erotico per il mio unico spettatore che non
sapeva che io sapevo che mi stava guardando, con del bagno schiuma
cominciai ad insaponarmi tutto il corpo soffermandomi
particolarmente a massaggiare i miei seni, poi toccò alla mia micia
di essere insaponata, cominciai a strofinarmi il clitoride e molto
maliziosamente aiutata da un lubrificante come il sapone feci
scorrere un dito dentro di me. Non avevo ancora mai raggiunto un
orgasmo prima di allora e quindi non potevo conoscerne le sensazioni
ma ad intuito sentivo che il mio corpo quel momento gli si era
avvicinato come non mai mi era capitato nella vita. Decisi di non
andare oltre e mi fermai, uscendo dalla doccia infilai un
accappatoio ed uscii dal bagno mentre sentivo da fuori Emiliano che
si dannava in fretta e in furia per raggiungere di nuovo l'altra
stanza perché naturalmente non poteva farsi accorgere da me che mi
stava spiando. Difatti quando tornai nella sala da pranzo lo trovai
seduto su una poltrona mentre faceva finta di leggere un libro.
Adorabile bugiardo. Ma il colore rossastro del suo viso e
soprattutto il grosso rigonfiamento che i suoi pantaloncini non
riuscivano a trattenere non lasciavano alcun dubbio sul fatto che in
bagno mi stesse spiando. Ad un tratto disse: "Luisa tutto bene?
Ah scusa prima di ricominciare a studiare vado un attimo in bagno
d'accordo?" naturalmente gli risposi che per me non c'era
assolutamente nessun tipo di problema e si avviò verso il bagno. La
porta non poteva essere chiusa perché mancava la chiave quindi
l'accostò semplicemente, dopo pochi attimi che era chiuso in bagno
qualcosa dentro di me mi spinse a seguirlo. Arrivata vicino alla
porta mi abbassai per poter spiare dal buco della serratura e devo
dire che quello che si presentò davanti agli occhi era per me uno
spettacolo veramente insolito. Difatti Emiliano era in piedi vicino
allo specchio con il suo coso in mano e si masturbava. All'inizio
avevo qualche dubbio ma quando raccolse da terra il mio perizoma,
che avevo lasciato lì dopo la doccia, e se lo portò vicino al viso
per odorarlo meglio non ebbi più alcun dubbio sul fatto che si
stava masturbando pensando a me. Di colpo il mio corpo riprese
l'eccitazione che aveva lasciato uscendo dalla doccia, non so perché
ma il fatto di vedere Emiliano che si masturbava pensando a me mi
provocò un fortissimo stato di eccitazione, ma anche lui lo vedevo
sempre più preso da quello che stava facendo: il suo pene ora si
era notevolmente ingrossato e il suo glande era diventato gonfio e
paonazzo mentre il respiro si era notevolmente affannato. Ad un
tratto prese il mio perizoma e se lo portò vicino al pene da dove,
accompagnato da un lungo gemito, cominciarono a schizzare fuori
grossi fiotti di sperma che sembravano non finire mai a
testimonianza del fatto che dovevo averlo parecchio eccitato. Quando
ebbe finito, il fatto di ripulirsi il pene sul mio perizoma lo mandò
veramente in visibilio tanto che rimase sdraiato per alcuni minuti
sul pavimento a godersi ancora quel grosso orgasmo che aveva appena
avuto. Quando uscì dal bagno aveva l'aria un po' sconvolta e a dire
la verità anche un po' buffa ma per non imbarazzarlo feci finta di
niente e il resto della giornata trascorse tranquillamente. La notte
però feci uno strano sogno dove i contorni dei visi delle persone
erano sfumati tanto da non potermi permettere di riconoscerle ma in
compenso sentivo un calore fortissimo dentro di me che partiva dal
mio sesso e si propagava per tutto il corpo. La cosa più strana era
che più sentivo calore e più quella sensazione mi piaceva e ne
desideravo sempre di più. Mi svegliai di soprassalto tutta sudata e
notai anche che il mio perizoma era completamente bagnato dagli
umori della mia micia così andai in bagno a darmi una sciacquata.
Ero completamente nuda pronta per infilarmi sotto la doccia quando
il mio sguardo cadde su una cosa che mi turbò molto: il mio
perizoma che Emiliano aveva riempito con il suo orgasmo era ancora lì.
Non seppi resistere alla tentazione di prenderlo in mano l'odore
dello sperma era ancora molto forte e cominciai a passarlo su tutto
il mio corpo come fosse una spugna, i miei capezzoli erano
inturgiditi e il mio corpo scosso da piccole onde di piacere. Il
desiderio di toccarmi fu forte ma ancora una volta riuscii a
reprimere i miei istinti e dopo la doccia me ne tornai a letto. Il
giorno successivo decisi di riprendere con Emi quel discorso che
alcuni giorni prima avevamo lasciato in sospeso. Io gli spiegai che
era un comportamento normale e che non si doveva vergognare di nulla
nei miei confronti e anche lui si scusò con me per la reazione
esagerata che aveva avuto. Inoltre gli spiegai che per me lui era
importante e che non volevo perdere la sua amicizia per queste
barriere che si stavano frapponendo fra di noi. Una volta avevo
letto su un libro che il miglior modo per sconfiggere la vergogna e
le inibizioni sessuali era quello di affrontarle in modo diretto.
Parlano bene i libri. Oggi che ho 30 anni e sono una donna matura e
formata ci riuscirei benissimo ma allora ero ancora una ragazzina
piena di paure e complessi che si affacciava per le prime volte nel
complicato mondo della sessualità e quindi parlare di certi
argomenti con un ragazzo era enormemente più difficile di quello
che si potesse pensare. Allora gli dissi: "sai Emi forse
dovremmo vivere la nostra sessualità più apertamente essere più
sinceri l'una con l'altro. Per esempio tu ti masturbi mai?" a
questa domanda il suo viso divenne rosso fuoco e quasi sottovoce
rispose: "si. A volte. E tu ti tocchi mai?" non potevo
vederlo ma credo che anche il mio viso avesse cambiato
repentinamente colore e gli risposi: "sai a volte ho delle
strane sensazioni di calore ed una specie di solletico ehm
…proprio lì capisci dove no? E magari a volte quando sono sotto
la doccia ed il mio corpo è più rilassato ed aiutato dal sapone e
dall'acqua calda riesco a toccarmi più facilmente…però conosco
ancora poco delle sensazioni che il mio corpo può darmi e conosco
ancora di meno del corpo maschile…" Oddio credo che sto per
svenire dalla vergogna. E lui mi risponde: "a chi lo dici! Io
non so neanche come è fatta una ragazza e anche se la vedessi nuda
certamente non saprei neanche da che parte cominciare…sono proprio
un imbranato!" ci vorrebbe qualcuno o qualcosa che ci
insegnasse delle cose sul sesso ma chi? Io aggiunsi: "magari
potremmo vedere uno di quei film…ehm…porno con tutti quegli
attori così esperti forse potremmo imparare qualcosa anche
noi" Idea balorda. Emiliano mi rispose che ne poteva avere uno
in prestito da un suo amico e che il pomeriggio successivo lo
avremmo potuto vedere insieme approfittando del fatto che eravamo
soli in casa visto che erano ancora tutti al lavoro come di consueto
a quell'ora. Tentavamo di avere tutti e due un'aria più tranquilla
e disinvolta possibile ma io come credo anche lui eravamo
semplicemente terrorizzati e nervosi. Infilammo la cassetta nel
videoregistratore e il film partì. Era una di quelle produzioni
tedesche con degli attori e delle attrici non molto belle e di certo
poco affascinanti. Dopo i sorrisini che mal celavano un forte
imbarazzo e mentre sullo schermo scorrevano delle immagini di un
rapporto orale tra un uomo e una donna, capimmo entrambi che era
arrivato il momento più difficile per noi. Cioè quello di
spogliarsi nudi una di fronte all'altro. Cominciai io ma quello che
per una vita ci era sembrata la cosa più naturale del mondo ora era
diventata un ostacolo insormontabile, io stessa mi accorsi che non
mi stavo spogliando con la stessa naturalezza e la stessa
disinvoltura di quella volta nel bagno con Emi che mi spiava da
dietro la porta. Mi sentivo rigida. Un pezzo di legno. Anche lui se
ne accorse subito perché quando rimase completamente nudo il suo
pene era notevolmente più piccolo e meno duro di quella volta che
lo spiai mentre si masturbava nel mio bagno. In breve anche io
rimasi completamente nuda ma più che sexy od eccitati ci sentivamo
piuttosto ridicoli e fuori luogo. Provammo tutti e due a
masturbarci, ma su di lui che la cosa non funzionasse gli effetti
erano piuttosto evidenti ma anche io ogni volta che provavo ad
infilarmi un dito dentro sentivo dolore invece che piacere. Ad un
tratto mi alzai e spensi il video registratore mentre due uomini
erano in piena attività per riempire una donna davanti e dietro,
oltretutto strillavano come dei pazzi e più che godere sembrava il
mattatoio dove si uccidono gli animali. Ci alzammo tutti e due dalle
poltrone in cui eravamo seduti e mentre ci stringevamo in un forte
abbraccio scoppiammo entrambi in una fragorosa risata che ebbe un
immediato effetto liberatorio. Eravamo molto sudati e gli proposi un
bagno, certamente non avevamo imparato ancora nulla del sesso ma
almeno avevamo vinto la vergogna e l'imbarazzo fra di noi. Emiliano
si diresse subito in bagno dove si infilò nella vasca io invece
indossai di nuovo il mio completino intimo nero di pizzo e degli
zoccoletti col tacco molto alto. Presi due birre ghiacciate dal
frigo e accesi lo stereo mettendo musica rock a tutto volume poi mi
diressi verso il bagno. Mi spogliai completamente e dissi:
"posso entrare anche io?" lui mi disse: "certo!"
che bello io e Emi senza più segreti e vergogne tra di noi, per un
momento mi sembrò di ritornare bambina. Eravamo di nuovo noi stessi
finalmente. La nostra musica preferita accompagnata da una birra
fredda, quasi neanche ce ne accorgemmo che eravamo tutti e due nudi
nella stessa vasca con i nostri corpi quasi che si sfioravano.
Restammo lunghissimi minuti così a parlare di musica a raccontarci
storie divertenti o qualunque altra cosa ci venisse in mente quel
momento. Ad un tratto involontariamente nel tentativo di allungare
una gamba gli toccai il pene con un piede. Non rimasi neanche
sorpresa più di tanto a sentirlo duro ed eccitato, perché per
prima cosa anche io lo ero e poi avevo finalmente capito che per
certe cose ci vuole l'atmosfera e la situazione giusta e credo
proprio che quella lo fosse. Lui questa volta non si tirò indietro
e non abbassò neanche lo sguardo anzi guardandomi negli occhi mi
fece capire chiaramente che aveva piacere che io continuassi a
toccarlo. Io lo feci, sentivo il suo pene che a contatto con il mio
piede diventava sempre più duro, lui appoggiò la testa indietro
sul bordo della vasca mentre io sentivo il mio corpo che cominciava
a ribollire per l'eccitazione. Ad un tratto lui mi disse di uscire
dalla vasca e così facemmo e ci andammo a sdraiare tutti e due nudi
e ancora bagnati sul mio letto. Lui mi disse: "voglio conoscere
ogni particolare del tuo corpo. Ti desidero e voglio scoprire tutto
di te" ed io risposi: "a patto che poi tu lascerai fare a
me la stessa cosa con il tuo corpo" Mi sdraiai sul letto con le
gambe leggermente divaricate lui mi si avvicinò e con il palmo
della mano iniziò ad accarezzare la mia pelle. Avvicinò le sue
labbra alle mie erano morbide e sensuali e provavo piacere a
baciarle, poi quasi involontariamente tirai fuori la lingua
mettendola nella sua bocca e lui rispose immediatamente facendo la
stessa cosa nella mia. La sua bocca abbandonò il mio viso e passò
a baciarmi il collo e le spalle. Neanche sembrava che Emiliano fosse
uno completamente inesperto, il che sta chiaramente a significare
che quando arriva il momento giusto le cose avvengono da se. Gli
spiegai che quella che stava baciando era una delle zone più
erogene del corpo di una donna, difatti ormai ero completamente
eccitata e sentivo che nel mio basso ventre cominciavano a fluire i
miei succhi organici. Dal collo si spostò verso il basso dove
incontrò il mio seno e dove cominciò a baciarmi e succhiarmi i
capezzoli alternando momenti dolci a momenti di grande foga che mi
procuravano un leggero dolore al seno ma che risultava comunque
piacevole. Mentre la sua bocca era impegnata a far godere i miei
capezzoli la sua mano scese lungo il mio ventre dove prima si fermò
ad accarezzare l'ombelico e poi scese sempre più giù fino ad
immergersi nella folta peluria del mio pube. Quando le sue dita
arrivarono a sfiorare il mio clitoride ebbi un sussulto di piacere
poi aiutato dai miei liquidi fece scivolare un dito dentro di me
spingendolo sempre più in fondo fino a che dalla mia bocca uscì un
gridolino misto di dolore e piacere, lui si bloccò immediatamente
preoccupato di avermi causato dolore, ma io lo rincuorai
spiegandogli che visto che ero ancora vergine era normale che
sentissi un po' di dolore e che non aveva nulla di che preoccuparsi.
Continuò a giocherellare con la mia micia ancora per un bel po'
finché le sue mani non si bagnarono completamente di me. Lui
guardava incuriosito quel liquido che aveva sulle mani ed io gli
spiegai che serviva a lubrificare la vagina di una donna prima di
avere un rapporto. Con un gesto delizioso si portò le dita alla
bocca e prima con un certo timore e poi sempre più avidamente le
leccò a fondo assaporando per bene il mio sapore. Continuò per dei
minuti a toccare ed accarezzare il mio corpo proprio come fa un
bambino davanti ad un nuovo giocattolo, ma io ero impaziente di
aspettare il mio turno e lo feci sdraiare. Il suo corpo era solido e
definito ed il suo pene era già lungo e duro da ormai parecchi
minuti. Mi sdraiai sopra di lui facendo pressione con il mio seno
sul suo petto mentre con la bocca cercavo la sua. Le nostre lingue
si unirono in un vorticoso gioco di movimenti sembravano volessero
disegnare delle splendide figure astratte. Poi la mia lingua si
spostò verso il lobo della sua orecchia e lo cominciai a stuzzicare
con dei piccoli morsetti oppure facendoci vibrare sopra la mia
lingua. Scesi ad accarezzargli e baciargli il petto zona che non
pensavo potesse avere un potere eccitante anche per gli uomini. Ma
la mia mano cercava il suo sesso, lo voleva lo desiderava. Cominciai
ad accarezzarlo ma lui mi spiegò che il movimento giusto da fare
era un lento su e giù dopo averlo impugnato fermamente ma con
dolcezza nella mia mano. Lui ebbe una reazione simile alla mia,
difatti il suo liquido seminale spinto dall'eccitazione cominciava
ad uscire dal piccolo orifizio posto in cima al glande. Se
lubrificata la mia mano scorreva meglio per tutta la lunghezza del
suo pene, che ad occhio non mi sembrava così lungo come quello
degli attori nel film porno ma era molto largo e cosa più
importante era di Emiliano, così per renderlo ancora più
lubrificato mi misi della saliva sulla mano. Sembrò apprezzare
molto il gesto: il suo pene si contraeva in preda a piccoli spasmi
di piacere. Ad un tratto si alzò e baciandomi teneramente sulla
bocca e guardandomi fissa negli occhi mi disse: "voglio fare
l'amore con te" ed io gli risposi: "non aspettavo
altro" Era arrivato il momento. Quello giusto. In realtà
Emiliano rimase un attimino sorpreso quando accettai immediatamente
la sua proposta. Forse come la maggior parte dei ragazzi della sua
età credeva che una ragazza prima di accettare di voler fare
l'amore con il ragazzo che le piaceva avesse dovuto aspettare chissà
che cosa. Mi sentivo veramente impaurita ma allo stesso tempo ero
molto eccitata e pienamente convinta della mia scelta e quindi
assolutamente determinata ad arrivare fino in fondo. Con Emi non
avevamo certo bisogno di chissà quali protezioni visto che eravamo
completamente sicuri l'una dell'altro. Solamente che quel pomeriggio
dimenticammo che con un rapporto sessuale si può avere anche una
gravidanza non desiderata, ipotesi che fortunatamente non si verificò.
Incoscienza giovanile. Ma in fondo è anche bello per questo avere
19 anni. Lui venne sopra di me e io divaricai per bene le gambe,
perché sapevo che più le gambe si tengono strette e più il pene
fa fatica a penetrarti. Emiliano era veramente buffo nel tentativo
di infilare il suo pene nella mia vagina, ma era proprio quest'aria
da imbranato che lo rendeva dolcissimo e amabile. Lo aiutai io e
prendendo in mano il suo sesso lo adagiai per farlo entrare nel mio.
Nonostante che fossi ben lubrificata sentii un leggero dolore quando
cominciò a spingere, quindi mi rilassai ancora di più
abbandonandomi alle affettuose carezze ed ai dolci movimenti di Emi.
Pian piano lo sentivo sempre più dentro di me sempre più in fondo,
ora la mia micia non opponeva più nessuna resistenza allo scorrere
avanti e indietro del pene di Emiliano, anzi…cominciavo finalmente
a godere di quello splendido atto sessuale. Sentivo la punta del suo
pene che andava a toccare i punti più stimolanti all'interno della
mia vagina che all'unisono con il ventre era impegnata in una
continua operazione di contrazione e rilassamento. Emi alternava dei
momenti in cui mi penetrava con dolcezza ad altri decisamente più
violenti. Con lo scorrere del rapporto avvertivo sempre di più il
bisogno di colpi sempre più veloci e potenti, e con l'aumentare di
questi aumentava anche l'intensità dei miei gemiti e il mio respiro
si faceva sempre più affannoso. Lui avvertì questo mio bisogno ed
evidentemente sempre più eccitato dai miei lamenti cominciò a
darmi dei colpi sempre più veloci e più potenti. Io oramai non
capivo più nulla la mia testa era in un subbuglio assurdo di
emozioni e di sensazioni il mio corpo era scosso da interminabili
scosse di piacere e sentivo dentro di me una forza incredibile che
cercava in tutti i modi di liberarsi e di uscire fuori. Ad un tratto
non ce la feci più a resistere e urlando: "dai Emi ancora
dai…spingi più forte…ahhh…siiiii" raggiunsi il primo
orgasmo della mia vita. Di colpo il mio corpo cominciò a rilassarsi
ero sdraiata con gli occhi chiusi per non perdere neanche un attimo
di quel delizioso momento, i battiti del mio cuore lentamente
tornavano alla normalità ed ero contenta che Emi mi stesse
stringendo fra le sue braccia. Passammo alcuni minuti tentando di
descriverci a vicenda le nostre reciproche sensazioni ma fu tutto
inutile. A volte le parole non servono a nulla. La mia voglia di lui
non era certamente finita lì e anche Emi la doveva pensare come me
infatti il suo pene era ancora grosso e duro come quando era dentro
di me. Ricominciammo a baciarci e lui fece di nuovo per tornare
sopra di me, ma io lo bloccai: "eh no bello stavolta tocca a me
condurre il gioco" e pronunciando queste parole montai a
cavalcioni su di lui, appoggiandomi il più delicatamente possibile
con il mio sesso sopra il suo. La mia micia era ancora bagnata per
l'orgasmo precedente quindi non trovai nessuna difficoltà a
immergermi completamente dentro di lui. Mentre mi muovevo lentamente
su e giù mi osservai al grande specchio sopra il comodino: io che
mi muovevo sopra di Emi e lui che mi teneva tenendo le mani sotto le
mie natiche mentre una goccia di sudore scendeva giù nel solco fra
i due seni, per la prima volta mi vedevo come una vera donna
impegnata ad amare il proprio uomo. Di tanto in tanto mi abbassavo
su di lui per potergli permettere di baciarmi i capezzoli, cosa che
aumentava a dismisura il piacere che già stavo provando. Inoltre
questa volta ero io che potevo gestire la situazione e appena mi
resi conto che il mio corpo aveva bisogno di qualcosa di più
aumentai il ritmo dei miei colpi finché non esplosi in un altro
incredibile e poderoso orgasmo. Dopo alcuni attimi necessari a
riprendersi dissi: "ora voglio far godere anche te".
Restando sempre sopra di lui tirai fuori il suo pene dalla mia micia
e cominciai a masturbarlo. Sul suo membro c'era una specie di
liquido biancastro, erano i miei succhi che testimoniavano i miei
due orgasmi. Lui ne fu piuttosto incuriosito e infilando un dito
dentro di me raccolse un po' di quel liquido e poi se lo portò alla
bocca dicendo: "ha un sapore strano ma buono, è un misto fra
qualcosa di dolce e di salato" io feci la stessa cosa e con il
dito prima gli tolsi i miei liquidi dal pene e poi cominciai a
leccarmi la mano. Ma era arrivato il momento che anche lui godesse.
Che io lo portassi al piacere così come aveva fatto lui con me.
Cominciai a muovere velocemente la mia mano e seguendo le sue
indicazioni mentre con una tenevo il suo pene con l'altra
massaggiavo gli i testicoli, avvertivo che stava per arrivare
all'orgasmo ed in breve fu proprio così. Dal suo pene cominciarono
ad uscire grossi fiotti di sperma che atterrarono sul mio ventre e
sui peli del mio pube. Ne schizzò fuori veramente tanto come quel
giorno in cui lo vidi masturbarsi nel mio bagno. Il contatto sulla
pelle di quella crema densa e calda mi provocò una piacevole
sensazione e mentre Emiliano si era ormai completamente abbandonato
al suo orgasmo a me sembrò un gesto del tutto naturale, spalmare
sul resto del mio ventre tutto il suo sperma e assaggiarne un po'
direttamente dalla mia mano. Fu bellissimo. Era la testimonianza di
un piacere che io gli avevo fatto provare e quindi non provai
assolutamente nessuno schifo a differenza di quello che avevo sempre
sentito dalle mie amiche che facevano venire i loro ragazzi solo nei
fazzoletti o nei preservativi. Sinceramente avevo già di nuovo
voglia di rifare l'amore ma Emiliano mi spiegò che mentre le
ragazze potevano rifarlo quasi subito i ragazzi necessitavano di un
po' più di tempo per riprendersi. Allora proposi di farci una bella
doccia insieme. Ci avviammo verso il bagno ma prima di entrare in
doccia sentii un forte stimolo di fare pipì. Mi sedetti sul water e
osservai che Emiliano nel vedermi fare pipì si stava eccitando di
nuovo. Probabilmente era il fatto di dividere una cosa così intima
con me che lo eccitava parecchio. Quando ebbi finito entrammo tutti
e due nella spaziosa doccia e ci unimmo in un tenero abbraccio. Le
nostre bocche e le nostre lingue non riuscivano a tenersi lontane le
une dalle altre. Si cercavano. Si volevano. Ci avvinghiammo
completamente sentivo il suo sesso di nuovo duro e gonfio premere
con forza sul mio pube mentre io cercavo il contatto tra i miei
capezzoli e il suo torace. Lui mi prese in braccio e io mi
avvinghiai con le gambe intorno alla sua vita ed ero felice perché
sapevo che stavamo di nuovo per fare l'amore. Mi appoggiò addosso
al muro e il contatto con le fredde piastrelle mi provocò un
brivido di piacere che corse lungo tutta la mia schiena. Mi adagiò
delicatamente in terra e si sdraiò sopra di me. Mentre un rivolo di
acqua calda cadeva dalla doccia sui di noi i suoi baci cominciarono
ad impossessarsi del mio corpo. Languidamente prese a leccarmi i
capezzoli facendo scorrere poi la lingua per tutta la lunghezza del
mio ventre soffermandosi a giocare con l'ombelico. Da lì scese
bruscamente fino ad arrivare alle mie caviglie da dove ricominciò
lentamente a risalire. Si soffermò molto sull'interno delle cosce
forse voleva aumentare ancora di più la mia eccitazione. Ad un
tratto gli dissi chiaramente: "si fallo!" e lentamente si
avvicinò alla mia micia baciandola e leccandola contemporaneamente.
Gli spiegai che il clitoride è il punto in cui si concentrano le
maggiori terminazioni nervose che possono portare piacere sessuale
ad un a donna. Con due dita feci per aprire le labbra della mia
vagina per potergli permettere di arrivarci meglio con la lingua.
Stimolato dalla sua bocca il mio clitoride ebbe una specie di
piccola erezione diventando più gonfio e rosso del solito. Da lì
scese a penetrarmi nel buchino con la lingua per poi sostituirla con
due dita. Stimolata nel clitoride dalla lingua e internamente dalle
due dita sentivo che il mio corpo stava nuovamente per riavvicinarsi
ad un nuovo orgasmo. In più questa volta sapevo che lì sotto c'era
la bocca di Emiliano che aspettava impazientemente i miei liquidi e
questo mi faceva impazzire dall'eccitazione. Il mio corpo si
protrasse in un ultima contrazione e poi accompagnato da un lungo
gemito arrivò uno splendido orgasmo. Rialzò la testa e notai che i
contorni della sua bocca erano inumiditi dai miei sapori e lo baciai
profondamente e appassionatamente. Poi gli dissi: "anche io ti
voglio baciare lì…voglio farti un…ehm…come lo chiamate voi
maschietti?" lui si alzò in piedi davanti a me mentre io
rimasi in ginocchio. Lui mi spiegò che per farlo godere dovevo fare
con la bocca la stessa cosa che avevo fatto prima con le mani. Lo
vedevo davanti ai miei occhi duro e gonfio e mi ci avvicinai con le
labbra. In quel momento zero pensieri e zero preoccupazioni. Solo
voglia. Di lui. Cominciai ad assaporarlo con la punta della lingua
poi arrivai ad appoggiarlo sulle labbra fino a che non scomparve per
buona parte nella mia bocca. Alternavo movimenti regolari con le
labbra a sinuosi colpi di lingua sul glande, poi memore della
precedente esperienza cercai di lubrificarlo il più possibile
gettandoci sopra della saliva, e quando questa scendeva tutta lungo
il pene con un abile movimento della lingua la riportavo in alto per
ricominciare una specie di altalena che stava letteralmente mandando
in visibilio Emiliano. Lo sentivo crescere e pulsare dentro la mia
bocca e sapevo che presto sarebbe arrivato all'orgasmo. Nella mia
bocca. Non volevo altro. Ad un certo punto prese la mia testa con
entrambe le mani e la accompagnava nel suo movimento. Inequivocabile
segnale che voleva che aumentassi il ritmo perché era vicino
all'orgasmo. Ma io mi fermai e decisi di stupirlo egli domandai:
"ti ha eccitato prima guardarmi fare la pipì?" lui un po'
imbarazzato mi rispose che gli piaceva guardarmi in un momento così
intimo, lo faceva sentire ancora più legato a me. Senza segreti né
vergogne. Io aggiunsi: "e vorresti vedermela fare di nuovo
mentre ti masturbo con la bocca?" alla sua ovvia risposta
affermativa ripresi ciò che poco prima avevo interrotto. Ero in
ginocchio davanti a lui con le gambe aperte e il suo membro nella
bocca ed era talmente tutto tanto bello che non riuscivo
assolutamente a sentirmi sporca ero solo eccitata e felice di quello
che stavo facendo. Dal mio buchino cominciarono ad uscire prima
alcune gocce di pipì poi sempre di più. Emiliano non resistette più
e iniziò a venire ancora di più della volta precedente. Di
staccarmi o di coprirmi dai suoi schizzi neanche ci pensai; anzi il
primo fiotto di sperma raggiunse direttamente la mia gola e lo
ingoiai immediatamente il secondo e il terzo li lasciai nella mia
bocca mentre gli altri andarono ad infrangersi sul mio viso altri
ancora alcune mi finirono anche sull'occhio o nei capelli. Avevo
l'odore ed il sapore del suo sperma ovunque ed era bellissimo.
Quello che mi era rimasto in bocca lo feci colare di nuovo sul suo
pene per poi riprendermelo ancora per farlo poi cadere
definitivamente lungo i miei seni. Ripulii per bene il suo membro
leccandone avidamente anche le goccioline più piccole, continuando
a masturbarlo ancora molto lentamente sia con la mano che con la
bocca per rendere il suo orgasmo ancora più lungo. Il suo cuore
batteva ancora all'impazzata e non c'era modo di tranquillizzarlo.
Ci alzammo in piedi che io ero ancora piena di sperma, eravamo
sfiniti ma felici. Si felici. E non perché avevamo fatto del sesso
ma perché ci eravamo amati. Noi da sempre ci siamo amati solo che
non lo sapevamo. O facevamo finta di non saperlo. Ma quel pomeriggio
di luglio a casa mia cambiò le nostre vite, fu lì infatti che
cominciò ufficialmente la nostra storia che ancora oggi che sono
passati più di dieci anni continua benissimo, visto che oramai ci
siamo sposati e ci amiamo ancora più di prima, e cosa ancora più
importante la nostra vita sessuale non ha perso quella gioia e
quella intensità di quando non eravamo ancora ventenni…