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L'alfabeto degli amori

Gunnar

Gallerie Porno Gratis: Gay"Ancora un piccolo sforzo" ha gridato Gunnar continuando a scalare la ripida roccia dietro a me. Henrik era già alcuni metri più avanti ed era arrivato pressoché in cima.
Fratelli gemelli, Henrik e Gunnar Bergstròm erano i leader delle guide, mi erano stati raccomandati dall’azienda di turismo per la loro grande conoscenza della regione di Finnmark. L'azienda però non mi aveva detto quanto erano dure le loro spedizioni. Io mi ritenevo abbastanza sportivo, ma loro mi avevano fatto sembrare e sentire una patata. Mentre io avevo lottato per tutta la scalata, loro sembravan0 farla senza sforzo, erano costruiti per quel tipo d'attività, alti un metro e novanta per novanta chili di veri muscoli norvegesi; il mio metro e ottanta per ottanta chili erano poca cosa al loro confronto. Avevano un’ereditaria resistenza al freddo, mentre il mio sangue latino non tollerava temperature sotto i trenta gradi. Mentre lottavo con la roccia mi chiedevo cosa mi era passato per la testa di accettare quell’incarico.
Quando siamo arrivati alla meta e ho avuto la mia prima vista senza ostacoli del mondo, ho trovato la risposta. La tortura della scalata è stata completamente giustificata. Dalla vetta lo sguardo poteva stendersi per miglia sulle pianure e potevo vedere un piccolo gregge di renne al pascolo. La stessa cresta era una meraviglia da vedersi: un grande blocco di granito, bilanciato precariamente tra due colonne di pietra. Tutta la struttura sembrava poter crollare in ogni momento, ma ha sostenuto i nostri quasi trecento chili.
Un semplice, "Wow" è stato tutto ciò che sono riuscito ad emettere.
"Bello, non è vero?" ha chiesto Henrik. "Gunnar ed io l’abbiamo scalato un centinaio di volte e non ci siamo ancora stancati."
Io ero là fermo a fissare silenziosamente quell'oceano bianco.
"Forse ora dovresti fare le tue fotografie" ha suggerito Gunnar dandomi leggermente di gomito.
"Huh? Oh, sì... le foto" ho detto armeggiando nella borsa per cercare la macchina fotografica.
Ho consumato rapidamente tre rullini; almeno uno l’ho usato per i magnifici fratelli Bergstròm. Coi loro fisici potenti, dalle caratteristiche maschili, ed i capelli biondi, incarnavano il fascino e la leggenda di vichinghi. Erano decisamente fotogenici, la macchina fotografica li amava e loro l'amavano.
"Pensi che le nostre foto compariranno sulla tua rivista?" ha chiesto Gunnar.
"Sicuramente" ho risposto.
"Hai sentito Henrik, diventeremo delle celebrità!"
Ho riso e gli ho fatto un’altra fotografia. Ho ritratto altri panorami dopo di che Gunnar ha proposto di ritornare, aveva paura che stessi troppo tempo al freddo. Effettivamente cominciavo a sentire gli effetti del freddo sulle dita delle mani e dei piedi, erano già intirizziti ma io ero tanto eccitato da non essermene accorto prima. Mi sono detto subito d'accordo a ritornare velocemente ai caldi conforti della loro casa.
Non appena arrivati mi sono precipitato al focolare; Henrik mi ha suggerito di andare per un po’ nella sauna, mi avrebbe aiutato a rilassarmi e mi sarei scaldato molto più velocemente. Mi è sembrata un'idea meravigliosa e sono corso nella mia stanza a cambiarmi. Toltimi i vestiti e con un asciugamano intorno alla vita, mi sono affrettato verso la sauna, il desiderio di quell’aria calda e umida era irresistibile.
La stanza della sauna era più grande della mia; c'era una panca abbastanza grande da accogliere comodamente 10 o 12 persone. Mi ci sono gettato sopra, metà seduto e metà sdraiato, vicino al punto dove nasceva il calore ed il vapore. L'aria era così densa che faticavo a vedermi i piedi. Ero lì da meno di cinque minuti quando ho sentito cigolare la porta che si apriva.
"Ti dispiace se entro anch’io?" ha chiesto una voce nella nebbia.
Ho intravisto la testa di Gunnar nello specchio della porta. Gunnar aveva una barbetta a punta invece della barba completa che portava suo fratello. Quello era l'unico modo che io avessi per distinguerli. "Entra, c’è molto spazio e molto vapore."
È entrato e si è chiuso la porta alle spalle. Mentre decideva dove sedersi io ho avuto l’opportunità di osservare rapidamente il suo corpo muscoloso. Era la prima volta nella settimana che avevo trascorso là, che avevo la possibilità di vederlo non completamente vestito. Aveva indosso solo un asciugamano che lottava per nascondere le sue cosce nerborute, tanto che lui doveva tenerlo chiuso per paura che si aprisse mentre camminava. Il suo stretto stomaco increspato ed il grande torace erano uno spettacolo da vedere. Uno strato ordinato di peli spessi, color sabbia, gli rivestivano le tette possenti e scendeva verso lo stomaco. La stessa copertura gli adornava gambe ed avambracci.
Alla fine si è deciso a sedersi di fronte a me. Quando si è seduto si è accorto che era impossibile tenere l'asciugamano chiuso, così l’ha lasciato andare permettendogli di aprirsi su di un lato e di rivelare completamente una coscia possente ed un po’ del cespuglio di peli pubici dorati. Ho finto di non accorgermene, ma lui non e sembrato preoccuparsi del fatto che guardassi o meno.
"Ah, che bello questo" ha detto portandosi le braccia dietro la testa ed appoggiandosi indietro. Mentre lo faceva le sue gambe si sono aperte un po’ e ho potuto vedere un po’ di più il suo pube paglierino, ma il suo pacco rimaneva ancora celato alla mia vista.
Ha chiuso gli occhi e si è rilassato dandomi un'altra opportunità di guardarlo senza sere visto. Anche i peli delle ascelle erano ordinati, non sono mai stato un grande appassionato di ascelle, ma in questo caso avrei potuto spendere qualche minuto ad ammirarle. La sua pelle pallida ha cominciato a brillare per il sudore. Io immaginavo di leccare il sale del suo corpo sodo; ma ho dovuto abbandonare quei pensieri prima che provocassero troppi movimenti sotto il mio asciugamano.
"È abbastanza caldo per te?" ha chiesto.
"Sì" ho detto asciugandomi il sudore dalle sopracciglia, "È decisamente caldo".
Improvvisamente ha aperto gli occhi e si è alzato a sedere. "Posso confidarti un piccolo segreto?" ha bisbigliato.
"Sicuro" ho detto piegandomi in avanti per poterlo sentire.
"Questa aria calda e umida mi fa sempre sentire... allegro."
"Allegro? Cosa intendi?"
"Non so" ha detto. Come se avesse una propria volontà la sua mano sinistra si è alzata e ha cominciato ad accarezzare il suo torace solido. "Mi fa sentire, come dire, sexy" ha continuato.
Le sue dita hanno pizzicato dolcemente il suo grande capezzolo, molto eretto. Ho osservato anche l’altra mano che strofinava delicatamente il suo inguine coperto. Non sembrava curarsi del fatto che io lo vedessi, in quel momento di auto compiacimento, ma la vista di quello stallone norvegese eccitato era sufficiente a farmi partire. Dovevo pensare alle cose più strane per tenere il mio cazzo sotto controllo.
"È una cosa interessante", ho detto con una piccola vibrazione nella voce.
È tornato ad appoggiarsi al muro chiudendo gli occhi e tenendo le mani sulla tetta e sull’inguine. Potevo vedere il contorno del suo cazzo attraverso la stoffa e mi sembrava impressionante. Ha fatto scivolare la mano sotto l'asciugamano e ha continuato a spremere ed accarezzare il pacco. Io non sapevo cosa fare. Era moto eccitante da vedere, ma allo stesso tempo scioccante. Ho cambiato posizione per tentare di nascondere la mia erezione, ma c'era poco che potessi fare per nasconderla completamente.
Gunnar era troppo occupato per curarsi di quello che io facevo; ha fatto scivolare l'asciugamano dal grembo per avere più agio per il suo lavoro e, finalmente, ho potuto vederlo completamente nudo. Il cazzo e le palle erano uguali al resto del suo corpo: enormi. Il cazzo non era ancora completamente eretto ed era già lungo quasi venti centimetri e grosso come una banana non pelata. Le palle pendenti erano della taglia di palle di golf e coperte di peli biondi. Si sono alzate leggermente mentre la verga cresceva al suo completo splendore di ventisette centimetri. Mi sono leccato le labbra e ho immaginato di sentire il suo sapore virile sulla mia lingua.
Ha continuato a pompare lentamente la sua asta di carne, la grande testa rossa spuntava dal prepuzio ad ogni colpo verso il basso. Si è lamentato piano, si è leccato il palmo della mano ed è ritornato al suo lavoro con maggior fervore. Nonostante lo desiderassi immensamente, mi sono trattenuto dal toccarlo o toccarmi. Anche se non toglieva mai gli occhi dal suo lavoro per guardarmi, doveva essere consapevole che lo stavo guardando. Però non sapevo se non si preoccupava di me o se la mia presenza lo eccitava. Finché non era possibile determinare i suoi pensieri dovevo accontentarmi di guardando lo show.
Ora si stava accarezzando seriamente il bastone; le anche rollavano avanti ed indietro al ritmo delle carezze. Ha spostato la mano dal capezzolo e l’ha abbassata sotto le palle. Ha accarezzato e spremuto rudemente il sacco delle noci e, come se stesse spremendo succo da limoni, il suo cazzo ha cominciato a perdere una quantità copiosa di liquido pre seminale. Il rumore del cazzo menato nei suoi succhi deve averlo eccitato ulteriormente, perché ha alzato le anche dalla panca e ha preso il ritmo della sua carne scossa. Poi a raddoppiato la velocità, non è passato molto prima che vedessi tutti i muscoli del suo corpo tendersi seguiti da una serie di grugniti sordi. Il suo corpo si è scoss0 e fili spessi di sperma sono fuoriusciti dalla cima del suo cazzo massiccio. Sono schizzati dappertutto sul torace e sullo stomaco, aggrovigliandosi nei suoi bei peli dorati. Spremuta l'ultima goccia dal cazzo, Gunnar si è rilassato e si è seduto di nuovo sulla panca. Ha preso l’asciugamano e si è asciugato il torso mentre io lo guardavo dannatamente rigido.
Appena finito di asciugare l’ultima sborra dallo stomaco, si è alzato e ha detto, "Farò una doccia prima di cena. Henrik sta cucinando il fårikål stasera... agnello e cavolo cappuccio. È la sua specialità."
"Benissimo" ho detto. "Io sarò fuori in pochi minuti."
Ha accennato col capo e se n’e andato col grosso uccello ormai molle dondolante. Una volta solo ho liberato la verga rigida e rapidamente ne ho estratto un sano carico di sperma. Per tutto il tempo ho immaginato Gunnar che spingeva la sua grossa verga nel mio buco ansioso.
Abbiamo mangiato e parlato (il fårikål era una cosa fuori del mondo) poi ci siamo seduti di fronte al focolare ed abbiamo continuato a discorrere. Mi aspettavo che Gunnar si comportasse in maniera differente dopo la scena nella sauna, che fosse più timido o magari più sfrontato. Ma lui era assolutamente normale, come se non fosse accaduto nulla. Ho tentato di fare lo stesso ma, ogni volta che lo guardavo, il mio cazzo si contorceva e mi coprivo di sudore. Dopo circa un'ora di tutto questo, non resistevo più e mi sono scusato dicendo che volevo andare a letto.
Mentre dormivo ho sentito la porta cigolare, ho aperto gli occhi, era ancora buio e Gunnar stava sopra di me.
"Che ora è? " ho sbadigliato.
"Sono le 4 di mattina."
"Perché mi hai svegliato così presto? Pensavo che non saremmo andati a Tanahorn prima di mezzogiorno".
"Lo so" ha detto tirando indietro le coperte. "Ho qualche cosa da mostrarti. Vieni, vestiti."
Di malavoglia mi sono vestito e ho seguito Gunnar nella fredda notte di primavera. Non voleva dirmi cosa voleva mostrarmi; non c'era modo di convincerlo. Il cielo era splendente con strisce verde e rosso.
"Un'aurora" ho detto in soggezione. "Merda! Non ho la macchina fotografica."
Gunnar ha sorriso e mi ha dato la borsa della macchina fotografica. "Mi sono preso la libertà di portartela."
"Sei un grande!" ho detto.
Ho preso la macchina fotografica e ho cominciato a scattare; ne ho fatte a ripetizione per essere sicuro del risultato. Alcuni minuti più tardi lo spettacolo ha cominciato ad affievolirsi ed io ho fatto un'ultima fotografia.
"Valeva veramente la pena che tu mi svegliassi" ho detto mettendo via la macchina fotografica. "Ma cosa facevi alzato così presto?"
"Non potevo dormire, così ho deciso di immergermi nella piscina primaverile, poi quando ho visto l'aurora ho pensato che probabilmente ti sarebbe piaciuto vederla."
"Una piscina primaverile?"
"Ce n’è una ad un chilometro da qui, pensavo te l’avessimo detto." Ho scosso la testa; quella era la mia prima volta che sentivo parlare di una piscina primaverile. "Vuoi vederla?" ha chiesto.
"Sicuro, intanto che sono alzato potrei fare una rapida immersione."
Ho seguito Gunnar lungo un sentiero stretto che conduceva alla valle dietro la casetta. Lungo la strada mi ha spiegato che lui e Henrik alcuni mesi prima erano incappati in una pozza. Non sono cose molto comuni in Norvegia e questo rendeva la loro scoperta una cosa più speciale e la sua ubicazione appartata la rendeva esclusiva per i due fratelli. Siamo usciti dal sentiero ed abbiamo raggiunto una piccola radura dove c’era la piscina. L'acqua blu e chiara creava vapori nell’aria fredda.
"Eccola, non è molto, ma l'acqua è limpida e sempre calda. Non posso resistere, debbo saltare dentro."
E così dicendo ha cominciato a svestirsi, ma si è fermato quando ha visto che non lo imitavo.
Non vieni con me?" ha chiesto e sembrava un po’ abbattuto e confuso.
Ho dimenticato il costume da bagno" mi sono lamentato "Non pensavo di andare a nuotare mentre ero qui."
Lui ha alzato le spalle. "Io non ho costume, mi stavo solo spogliando, nuoterei nudo... è quello che Henrik ed io facciamo sempre."
"Io... io non penso che sia una buona idea" ho detto. Cercavo disperatamente di tirarmi indietro da una situazione potenzialmente imbarazzante. Non avrei potuto mostrarmi nudo davanti a Gunnar senza che mi si provocasse un’erezione immediata.
"Non essere timido" mi ha esortato riprendendo a spogliarsi. "Chiuderò anche gli occhi se la cosa ti farà sentire meglio."
"Non è quello" ho replicato sentendo già gli effetti del suo corpo nudo sul mio membro ansioso.
Gunnar si è immerso nell’acqua con un sospiro di soddisfazione che voleva invitarmi a raggiungerlo. Ho deciso per il si ma ho anche accettato la sua offerta di concedermi un po’ di privacy. Come promesso ha chiuso gli occhi e se li è coperti fino a quando non mi sono spogliato. Mi sono liberato rapidamente dei vestiti e mi sono immerso. Anch’io ho emesso un sospiro di sollievo quando la calda acqua salata mi ha avvolto.
Gunnar ha aperto gli occhi e ha sorriso. "Piacevole, non è vero?"
"Sì, è un’impressione fantastica."
La pozza era un ovale di circa 5 per 10 metri con il fondo leggermente inclinato, nella parte poco profonda l'acqua arrivava alla vita, al limite profonda dovevo stare in punta di piedi per tenere il mento sopra il pelo dell’acqua. C'era abbastanza spazio per permettere a tutti e due più di galleggiare liberamente. Nuotavo felice come un bambino senza prestare attenzione a dove stavo andando finché non mi sono appoggiato alla massa solida di muscolo che era Gunnar.
"Scusa" ho detto.
Mentre mi voltavo ho sentito qualche cosa di duro contro la coscia. Ho guardato nell’acqua chiara per scoprire di cosa si trattava e ho visto la sagoma oscillante dell'erezione enorme di Gunnar che puntava verso di me, l’ho guardato e lui mi ha fissato coi suoi occhi blu e penetranti. Non c'era alcun segnale di scusa o imbarazzo nella sua faccia.
"Ti ricordi del piccolo segreto che ti ho confidato" mi ha chiesto avvicinandosi ulteriormente.
"Sì."
"Bene, ho mentito." Ora era a pochi centimetri da me ed il suo cazzo mi colpiva nelle palle. Mi ha afferrato delicatamente per un braccio per impedirmi di scappare (cosa che comunque non stavo facendo).
"Vedi, non era il vapore che mi eccitava... eri tu."
"Quindi il piccolo show nella sauna era per me?"
"Sì, stavo tentando di sedurti, ma tu non hai abboccato."
"E questa immersione... hai progettato questa gita di mattina presto per tentare di adescarmi di nuovo?"
"No, è stata casuale..." ha detto guardando in giù al suo membro palpitante, "... quando stavamo parlando; quando non hai risposto nella sauna, ho pensato che tu non fossi interessato e ho decise di lasciare perdere. Ti ho portato qui col la più pura delle intenzioni, ma le intenzioni del mio amico sembrano essere un po' impertinenti. Cosa posso dire, lui sa quello che gli piace e non può fare a meno di mostrare il suo apprezzamento."
"Di al tuo amico che ne sono lusingato."
Gunnar ha preso il mio polso e ha guidato la mia mano al suo pene eretto. "Diglielo tu" ha detto.
Gli ho dato una forte strizzata al cazzo che come risposta ha pulsato. Lui mi fissò con amore e poi mi ha baciato leggermente sulle labbra. Non posso dire quanto ciò fosse sexy. Gunnar e suo fratello erano rudi uomini di montagna, non erano mai maleducati o grossolani, erano solo veri uomini, forti, assertivo, ed senza fronzoli. Scoprire il loro lato affettuoso era una cosa inaspettata, che mi sconcertava ed inebriava oltremodo.
Gunnar mi ha bagnato il collo di baci adoranti mentre io l'accarezzavo. L’ho tirato più vicino a me e l’ho avvolto con le mie braccia. Lui mi ha avvolto nel suo abbraccio muscoloso e lentamente lo spazio tra i nostri corpi ermeticamente pigiati è sparito. I suoi pettorali nerboruti si contorcevano ogni volta che li baciavo ma tutto il suo corpo ha tremato quando gli ho leccato i piccoli capezzoli rosa. Mi ha stretto con maggior forza ed il suo cazzo si è inserito ancora di più nel mio stomaco. Ho leccato e mordicchiato le protuberanze, assaporando la mistura unica del suo sapore virile ed il gusto salato dell'acqua.
Ha afferrato il mio culo e gli ha dato una stretta gentile, poi, sempre tenendomi per le chiappe, mi ha sollevato ed ora ci stavamo guardando negli occhi. Avrebbe potuto tenermi facilmente così per tutta la notte, ma io ho avvolto le gambe intorno alla sua vita per alleggerire il carico. Ora era la mia volta di utilizzare la stretta dei nostri corpi per massaggiare il mio cazzo dolorante. L’ho baciato appassionatamente mentre spingevo il mio cazzo nel suo stomaco villoso.
Ho sentito che le dita di Gunnar circondavano strettamente il mio buco del culo. L’ho baciato con più forza per fargli capire che andava bene così. Lui ha compreso ed in breve il mio buco era invaso dal suo grosso dito. Mi sono lamentato e ho spinto le anche per spingere più in profondità il suo dito. Gunnar ha fatto scivolare quel dito ed uno dall’altra mano profondamente nella mia condotta affamata. Poi lui li ha tirati ad allargarmi ed a farmi invadere dall’acqua calda.
Gli ho baciato l’orecchio e gli ho detto a bassa voce, "Fottimi."
Il suo cazzo si è contorto al suggerimento e mi ha schiaffeggiato sul culo; ha tolto le dita dal mio culo e mi ha messo giù su una sporgenza vicino all'orlo della pozza. Coi corpi ancora sommersi dalla vita in giù, Gunnar mi ha alzato leggermente le gambe e me le ha aperte, poi si è posizionato di fronte al mio culo volto in su ed è scivolato lentamente dentro di me.
Non è stato difficile ma era la lunghezza che mi faceva grugnire, non pensavo di poterne prendere un altro centimetro; non avevo mai preso niente del genere prima di allora. Quando ho guardato in giù, aveva ancora due o tre centimetri da inserire. Ho dimenato le anche per cercare di far entrare l’ultimo pezzo. Gunnar spingeva ed alla fine ha rotto la parte del mio culo mai usata. Ero pieno in un modo che non ero mai stato prima e sarebbe passato molto tempo prima di esserlo ancora.
Gunnar si limitava a toccarmi ed accarezzarmi mentre il suo cazzo era seppellito, immobile nel mio culo. Lo è stato Non era finché non ha sentito i miei muscoli rilassarsi intorno alla sua cappella, dopo di che ha cominciato a spingere lentamente dentro e fuori di me.
"Sei così sexy" ha detto mentre mi colpiva la prostata.
La sua sfottuta è diventata più veloce, io sentivo la libidine che aumentava dentro di lui. Prima stava facendo l'amore con me ma ora direi che voleva chiavarmi.
"Dai, fottimi stallone. Sì, così. Spingi il tuo grosso cazzo nel mio culo. È bello, non è vero?"
Tutto quello di cui aveva avuto bisogno era un piccolo incoraggiamento per cominciare a trafiggermi. Non era una chiavata violenta, non per i miei standard almeno, ma era di un genere che non mi sarei aspettato da un uomo della sua taglia.
Non ero mai stato sfottuto sottacqua prima di allora e mi spiaceva di non averlo fatto prima. L'inserimento iniziale aveva portato molta acqua nei miei intestini ed ora lui la faceva ribollire con le sue forti spinte. Era una sensazione unica.
Il ritmo di Gunnar è diventato sempre più veloce, mi sembrava stesse per venire. Ero pronto a sentire il suo sperma caldo nel mio ano che prudeva, così ho cominciato a mungerlo col mio culo spalancandolo e spremendo con forza.
"Unh... oh sì... che bello. Vengo. Sì... sborro."
Ho sentito il suo orgasmo seguito dall’entrata del primo schizzo della sua sborra calda. Gunnar ha grugnito e gemuto mentre scaricava il suo seme dentro di me.
"Cosa succede qui?" Ha gridato Henrik. Era vicino alla pozza e guardava scioccato il suo gemello che chiamava un altro uomo.
"Non è quello che pensi, Henrik. Ti posso spiegare" ha sbottato Gunnar.
Io non so cosa avreste fatto voi, ma io non ne potevo più di sentire come avrebbe spiegato perché il suo grande cazzo norvegese era spinto nel mio culo, probabilmente quello che avrebbe detto lo avrebbe scioccato ancora di più... ma non stiamo parlando di questo.

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