Voi penserete che un fotografo che gira il
mondo non dovrebbe andare in vacanza, ma io vedo il mondo attraverso
una lente e trovo poco tempo per vedere veramente i luoghi che
visito. Tengo un diario di alcuni dei miei luoghi favoriti così da
poterli visitare più tardi quando ho più tempo per esplorare. Uno
di questi luoghi è Siviglia.
Avevo sentito di una festa che si tiene in aprile, periodo della
miglior luce dell’anno. Si trattava di tauromachia e, anche se io
non sono un grande intenditore di sport, sono un grande intenditore
di festeggiamenti. E questa festa mi era stato detto che non avrei
dovuto perderla. Inoltre Enzo ed io avevamo bisogno di stare da
soli, eravamo insieme da poche settimane e la cosa era ancora
vagamente definito, sentivo che il viaggio sarebbe stato
un'opportunità per chiarire le cose.
Abbiamo passato il primo giorno camminando per le strade, osservando
le feste ed ascoltando il magico flamenco. È stato allora che
l’ho visto: un giovane musicista vestito del suo tradizionale
abito di Flamenco nero e col cappello, che cantava e suonava la
chitarra.
Era un sivigliano scuro, abbronzato, il classico aspetto
mediterraneo. Non era altissimo ed aveva una figura magra, più
piccolo degli uomini che io trovo di solito attraenti. Aveva anche
capelli neri e lunghi, scuri raccolti in una coda di cavallo. Non mi
sono mai piaciuti gli uomini con capelli lunghi perché mi pare che
tendano ad annebbiare i lineamenti. Ma col suo scuro, sulfureo
aspetto, e le caratteristiche forti, maschili, io ero disposto a
fare un'eccezione. Sentendosi fissato, lui ha guardato verso di me
ancorando il suo sguardo ebano al mio. Per un breve momento è
sembrato stesse cantando solamente per me. Poi ha sorriso. Il mio
cuore si è fermato e ho sospirato.
"Qualcosa non va?" Ha chiesto Enzo facendomi uscire dalla
mia trance.
"N... nulla" Ho balbettato. "Io sono esaltato."
"Sì, è eccezionale, non è vero? Grazie per avermi
portato." Mi ha dato un tenero bacio sulle labbra.
"Andiamo, penso che le corride stiano per cominciare."
Mi sono trascinato guardando alle mie spalle il mio cantante sexy
un'ultima volta. Per il resto del giorno ho concentrato tutta la mia
attenzione su Enzo e mai ho ripensato al giovane spagnolo. Ci siamo
divertiti molto, anche durante la corrida e quando siamo tornati
alla nostra camera d’ albergo, abbiamo fatto l’amore.
La mattina seguente sono stato svegliato dal mio sonno post sesso
dai suoni del flamenco che saliva dal cortile. Chiunque fosse stato
aveva una bella voce da tenore ed era un chitarrista esperto. Ha
cantato una canzone d’amore non contraccambiato. Anche se era
bella, avrei preferito sentirla ad un'ora più cristiana. L'orologio
diceva che erano le 8, troppo presto per quando si è in vacanza,
specialmente dopo il lungo giorno e la lunga notte che avevo avuto.
Ho guardato Enzo che continuava a dormire, avrebbe potuto dormire in
qualsiasi situazione, specialmente dopo una lunga notte d’amore.
La nostra stanza era al primo piano di un piccolo albergo familiare,
aveva il conforto e l'ospitalità di una casa e, apparentemente, era
molto più rilassante. Ho capito che l'unico modo per poter
ritornare a dormire era parlare con l'individuo e chiedergli di
smetterla, quindi sono scivolato fuori dal letto, mi sono infilato
l’accappatoio e mi sono affacciato al balcone.
Il musicista era seduto sulla fontana al centro del cortile. La sua
testa era inarcata mentre strappava fuori abilmente la melodia
intricata dalla sua chitarra. Deve avermi sentito o ha sentito la
mia presenza perché ha smesso di suonare e ha guardato nella mia
direzione. Ho rischiato di cadere dal balcone quando l’ho visto:
era il musicista che avevo visto alla fiesta.
"Mi dispiace" ha detto. "La mia musica l’ha
svegliata?"
"No, ero già sveglio" ho mentito. "È piuttosto
presto, tuttavia."
"Mi piace suonare presto la mattina prima che la città si
svegli. Se avessi saputo che avevamo ospiti, sarei andato in qualche
altro posto."
"Tutto bene... è stato un piacevole inizio di giornata."
"Grazie", ha detto.
"Quindi lei lavora qui?"
"Quando non suono. La mia famiglia possiede questo albergo; io
li aiuto ogni qualvolta posso."
"Quello deve tenerla abbastanza occupato." Ha accennato
col capo e ha cominciato ad allontanarsi. "L’ho vista suonare
alla fiera ieri" ho detto velocemente.
Lui mi ha guardato e mi ha squadrato per un momento. "Ah sì,
La ricordo, era con il tizio coi capelli rossi, non è vero?"
"Sì, ero io."
"Sembrava stesse godendo il mio spettacolo."
"È vero... moltissimo. Avrei voluto fermarmi a sentirla ancora
ma le corride stavano per cominciare."
"Durante il suo soggiorno posso fare un spettacolo privato per
lei ed il suo amico."
"Oh, apprezzo l'offerta ma lei non deve disturbarsi."
"Sarebbe un onore per me. Mi piace suonare per un pubblico,
come dire, più piccolo."
"Stasera a cena? Ad Enzo piacerebbe."
Ci ha pensato brevemente. "Va bene" ha detto. "Per
ora siete i nostri unici ospiti fino a domani, dirò a mia sorella
di preparare una cena romantica e speciale per voi due."
"Wow! Ad Enzo piacerà. Grazie molte!"
"Il piacere sarà nostro, ora devo andare... il dovere mi
chiama".
"A stasera" ho detto agitando la mano. Lui ha agitato la
mano allegramente ed è uscito dal cortile.
Sono rientrato, ho gettato l’accappatoio e sono salito sul letto
vicino ad Enzo. La mia bellezza dormicchiava ancora ed io l’ho
coccolato un po’.
"Con chi parlavi?" ha chiesto intontito.
L’ho baciato sulla spalla. "Ti spiegherò più tardi."
Ci siamo risvegliati verso le 11 e abbiamo fatto una passeggiata
attraverso la città. Ero già stato a Siviglia un paio di volte, ma
per Enzo era il primo viaggio, così ci siamo fermati ad ogni
negozio davanti al quale passavamo. Erano circa le 5 quando siamo
ritornati all'albergo. Abbiamo fatto la doccia e ci siamo vestiti
per la cena. Gli ho detto di vestirsi bene perché avevo una
sorpresa per lui. Ma io stesso non ho scoperto completamente la
sorpresa finché non siamo arrivati in cortile.
Di notte il cortile prendeva un'aria romantica, dozzine di candele,
messe in ogni angolo e pertugio concepibile (alcune anche nella
fontana), gettavano un bagliore arancio su tutto lo spiazzo. Ho
visto il musicista che stava in un angolo appartato.
Aveva un aspetto particolarmente eccitante nel suo abito da
spettacolo e c’è stato un immediato tramestio nei miei pantaloni.
Ho pensato fosse stato un errore accettare, ma ormai era tardi. Ho
preso Enzo per mano e l’ho condotto alla nostra nicchia privata.
"Benvenuti Enzo e Gianpaolo" ci ha salutati il musicista.
"Mi chiamo Fernando. Sarà mio piacere offrire la musica per la
vostra cena romantica stasera." Si è seduto su uno sgabello,
le sue dita hanno solleticato le corde della chitarra alcune volte e
poi ha cominciato a cantare.
"Questo è il ragazzo a cui stavo parlando questa mattina"
ho spiegato ad Enzo. "L'ho sentito suonare nel cortile questa
mattina, sono uscito per vedere cosa stava succedendo, ed abbiamo
chiacchierato un po'. Una cosa tira l'altra, e lui mi ha proposto di
intrattenerci durante cena."
"E' incredibile, non so che altro dire" mi ha detto
intrecciando le sue dita con le mie "se non che t'amo."
"Anch'io ti amo" ho confessato e l'ho baciato.
Mi sentivo un po' impacciato con Fernando presente, ma lui è stato
molto professionale fingendo di non vedere. Una giovane, sua sorella
ho pensato, ci ha portato il nostro pasto. Lo chef aveva preparato
un piatto di agnello speciale apposta per noi; è stato servito con
la loro migliore bottiglia di manzanilla. Mentre mangiavamo e
bevevamo, Fernando continuava a suonare le sue canzoni d'amore:
amore perso, amore ritrovato ed anche amore proibito.
Tra cibo, musica ed alcol, io mi stavo eccitando, ma anche Enzo lo
era, la sua mano era all'interno della mia coscia sotto la tavola ed
accarezzava la protuberanza che aumentava tra le mie gambe. Ci siamo
baciati appassionatamente cercandoci l'un l'altro sotto la tavola,
indifferenti al fatto che non eravamo soli ma, Fernando era là,
anche se sembrava non vedere.
Mentre noi continuavamo il suonare di Fernando è calato d'intensità
e poi è cessato.
"Cosa c'è che non va?" Ho chiesto allontanando le labbra
da Enzo.
"Sto pensando che a voi due piacerebbe essere da soli ora"
ha detto e si è alzato.
Gli ho fatto segno di restare. "Suona un'altra canzone per
favore."
Lui mi ha lanciato un'occhiata strana, anche Enzo l'ha fatto, ma io
non ho desistito nella richiesta. Dopo un lungosilenzio goffo, si è
seduto di nuovo e ha cominciato a suonare un'altra canzone. Io mi
sono chinato a baciare Enzo, ma lui era riluttante a ricominciare,
consapevole del nostro pubblico. Ma una piccola carezza della mano
sotto il tavolo l'ha riportato all'umore giusto.
Il suono è aumentato e noi abbiamo aumentato l'intensità, mi sono
girato per fagli vedere quanto forte ci prendevamo e per vedere
quanto poteva tollerare. Non molto, è sembrato, perché in meno di
un minuto la musica è cessata. Ho guardato aspettandomi di non
vedere altro che la polvere lasciata dalla sua fuga frettolosa;
invece Fernando era ancora là vicino a noi, tenendo con una mano la
chitarra e schiacciandosi l'inguine con l'altra.
"Perché non gli dai una mano?" Ho detto a bassa voce ad
Enzo.
Mi ha risposto confusamente e ho visto del panico sulla sua faccia.
Gli ho fatto un cenno rassicurante. La sua mano è salita lentamente
lungo la gamba di Fernando finché la sua mano non ha spostato
quella del musicista. Il mio amore stava accarezzando l'attrezzo di
Fernando come solo lui sapeva fare e dai gemiti di Fernando potevo
dire che gli piaceva la sensazione come di solito piaceva a me.
Mi sono seduto e ho cominciato a giocare con me stesso mentre
guardavo il mio ragazzo carezzare quel pacco estraneo. Vedevo il
desiderio negli occhi di Enzo, era lo sguardo che aveva solo per me.
Invece di sentirmi geloso, stranamente mi eccitava.
"Prendilo e giocaci" gli ho ordinato.
"E se qualcuno entra e vede?"
"La cena è finita" ha risposto Fernando. "Nessuno ci
disturberà."
"E' l'ora del dolce" ho detto.
Sulla faccia di Enzo è apparso un piccolo ghigno diabolico che mi
ha fatto contorceil cazzo. Ha slacciato i bottoni dei pantaloni di
Fernando e ha sguinzagliato la verga del musicista dai suoi confini
stretti. Il mio piccolo rosso si è leccato le labbra e ha
accarezzato il grosso cazzo, succoso di Fernando, mentre gli occhi
ammiravano le noci gagliarde che penzolavano sotto e probabilmente
si stava chiedendo quanto sperma avrebbe potuto ricavarne. Ad Enzo
piaceva succhiare il cazzo ed era piuttosto bravo a farlo. Era in
grado di ingoiare facilmente tutto il uccello; quello di Fernando,
anche se grosso, non sarebbe stato un problema, infatti ha
spalancato la bocca e ha ingoiò la grossa macchina da chiavata.
"Mio Dio!" ha mormorato Fernando. La testa gli si è
abbandonata indietro e ha lasciato che la chitarra scivolasse a
terra con un fortesuono metallico, ma lui era troppo assorbito dal
pompino di Enzo per preoccuparsene.
Io mi ero stancato di stare nelle retrovie ed avevo deciso di
partecipare alle attività. Enzo aveva artigliato il culo di
Fernando tentando di attirare sempre di più quel cazzo spagnolo
nella sua bocca. Sono scivolato fuori dalla mia sedia, mi sono
inginocchito dietro a Fernando e ho seppellito la faccia nel suo
culo. Il suo corpo è rabbrividito quando ho attaccato il suo buco
peloso con la mia lingua. Fernando mi ha afferrato i capelli e ha
spinto la mia faccia nel suo culo mentre Enzo glielo apriva per
migliorare l'accesso. Ho continuato sino a che non ha gridato, ho
raggiunto Enzo attraverso le gambe aperte di Fernando e sono salito
sul suo corpo finché non ho trovato la cintura. L'ho aperta alla
cieca e gli ho slacciato i pantaloni, ho raggiunto i boxer e gli ho
estratto il cazzo. Lui ha singhiozzato di sollievo quando l'ho
stretto con forza nella mia mano. Era già sdrucciolevole di liquido
pre seminale ed aspettava solo un buco stretto dove entrare; ed io
avevo un solo buco in mente.
Con la mano libera ho solleticato l'increspatura di Fernando per
sentire se era bagnata; lui non è sembrato fare caso alla presenza
delle mie dita, così io ne ho fatta scivolare dentro una. Non era
la prima volta che prendeva qualche cosa nel culo, oh no, il modo in
cui ingoiò il dito e si contorse mi diceva che aveva già avuto
quell'esperienza. Ho inserito un altro dito, li ho allargati un po'
e ho sputato nel buco alcune volte. Ho sparso lo sputo con le dita
finché non è stato inzuppato a sufficienza.
Ho infilato la testa tra le anche strette dello spagnolo. "Sei
pronto?"
Enzo ha lasciato che il cazzo di Fernando gli uscisse dalla bocca,
il mio rosso mi ha guardato negli occhi, ancora una volta è
balenato quel ghigno cattivo e ha risposto "Scommettici."
Abbiamo volto gli sguardi a Fernando che stava osservando la verga
enorme di Enzo. "No" si è lamentato "è troppo
grosso."
Ha chiuso gli occhi e si è lamentato quando ho fatto scivolare un
terzo dito nel suo culo. "Io penso che tu possa affrontarlo.
Sii gentile con lui, baby."
"Lo sai che lo sono" ha detto Enzo sogghignando ancora di
più.
Si è alzato e si è posizionato dietro a Fernando che si è pigato
obbedientemente su una sedia aspettando che iniziasse a fotterlo. Ho
dato due rapide succhiate al cazzo di Enzo poi l'ho puntato
sull'apertura di Fernando. Con un unico movimento Enzo ha fatto
scivolare l'uccello nel culo di Fernando. Ho pensato che sarei
venuto al vedere il piccolo foro marrone teso dalla verga bianca del
mio stallone. Dai gemiti dello spagnolo ho immaginato che quello
fosse il più grande cazzo che lui avesse mai preso in culo. Il mio
ragazzo era abbastanza esperto da sapere di dovere dargli il tempo
di adattarsi alla prima invasione prima di cominciare ad arargli il
buco.
Ad Enzo piaceva la chiavata gagliarda, specialmente durante il primo
round, e spingeva contro Fernando; le loro cosce si schiaffeggiavano
l'una con l'altra in applausi fragorosi che sono sicuro fossero
udibili per alcuni isolati. Io ascoltavo i piccoli gemiti di
Fernando mentre il mio amico lo fotteva senza fiato, erano
chiaramente gemiti di piacere.
Ho guardato per qualche minuto prima di accorgermi che anche il mio
cazzo desiderava un po' di attenzione, era ovvio che a Fernando
piaceva essere chiavato ruvidamente, ma mi chiedevo se avrebbe
apprezzato la bella arte del fottere la gola. C'era solo uno modo
per scoprirlo.
Mi sono messo a gambe divaricate sulla sedia che Fernando usava per
appoggiarsi, ogni volta che Enzo sbatteva l'uccello nel culo,
spingeva la faccia di Fernando contro il mio inguine. Finalmente lui
ha cominciato a leccare e succhiare le mie noci attraverso i miei
pantaloni, scurendo il cotone grigio con la sua bava.
"Vuoi anche questo?" Ho chiesto.
Lui ha fatto segno di sì continuando a masticare la protuberanza
nei miei pantaloni. Ho dovuto lottare per spogliarmi, mi sono fatto
scendere i pantaloni ed i boxer alle ginocchia. Appena il mio cazzo
è saltato fuori, Fernando gli ha avvolto intorno le labbra e ha
cominciato a succhiare vigorosamente la testa; poi si è tuffato giù
sulle mie palle facendoci rotolare sopra la lingua ad ognuna prima
di succhiarsele in bocca. Nel frattempo il cazzo era contro il suo
naso e la fronte in attesa di attenzione. Quando ha finito di
lavarmi lo scroto, quello che realmente volevo era che mi lucidasse
l'asta.
L'ho afferrato per la coda di cavallo e l'ho tirato via dalle miei
noci. La sua bocca era già aperta ed in attesa, così ho spinto
l'uccello diritto giù nella sua gola. Lui si è soffocato un po',
ma non ha fatto resistenza.
Ho sentito la sua lingua e la sua gola che lavoravano l'intera
lunghezza della mia verga, segnalandomi di procedere. Ho estratto il
cazzo finché solo la punta è rimasta incuneata tra le sue labbra e
poi sono tornato a spingere tutta la cosa nella sua gola. Enzo ha
smesso di fottere per un momento per poter guardare. Una volta
trovato il ritmo giusto, ha ripreso l'assalto furioso al culo.
Spingevamo all'unisono riempendo ambedue gli orifici.
Dopo alcuni minuti di chiavata simultanea, ho sentito Enzo
ringhiare, come faceva sempre quando era pronto a sborrare. Ha
spinto dentro il cazzo sino all'elsa e ha cominciato a roteare le
anche in un cerchio stretto. Ho visto la sua faccia arrossire e
contorcersi, e l'ho ascoltato ringhiare attraverso i denti stretti
mentre scaricava almeno un litro di sperma profondamente
nell'intestino di Fernando. Mentre si abbassava io mi sono chinato
sul corpo di Fernando e l'ho baciato.
"E' stato grande" ho commentato.
"Sì, questo ragazzo ha un culo eccezionale... dovresti
provarlo."
Fernando stava ancora sbavando sulla mia verga, mi sono liberato
dalla sua presa e gli ho chiesto "Vuoi che ti fotta?"
"Oh sì, fottimi come il tuo amico."
Io ero disposto ad accontentarlo, Enzo si è messo da parte e mi ha
permesso di prendere il timone. Aveva aperto completamente il buco
di Fernando, io gli ho separato solo le chiappe e sono scivolato nel
culo pieno di sperma.
"Cazzo! Quanto ne hai fatto cadere?"
"Non ho potuto farne a meno" ha rispostotimidamente Enzo.
Mentre io cominciavo ad entrare in quel magazzino di sborra, lui si
è allontanato da me, si è seduto per terra e ha ripreso a lavorare
sul cazzo di Fernando. Hodetto a Fernando di alzarsi per permettermi
di vederlo succhiare mentre io lo chiavavo.
Ormai era per me familiare la prospettiva di essere succhiato da
Enzo, ma questa volta non era il mio cazzo che stava succhiando, o
le mie dita che gli tenevano la testa, o la mia voce che
l'incoraggiava. Pungolato dalla vista e dal rumore della succhiata
di Enzo, e la sensazione del suo sperma che circondava il mio cazzo
e mi gocciolava sulle palle, ho avvolto le mie braccio intorno a
Fernando e l'ho chiavato con spinte corte e potenti. Ho ritrovato
quel formicolio familiare nelle mie palle e nello stomaco, mi stavo
avvicinando al limite. Volendo che prima venisse Fernando, io
cambiato in colpi lunghi e lenti. Enzo ha capito quello che stavo
tentando di fare e ha intensificato il succhiare.
Per buona misura io ho cominciato a giocare con le sue palle; le ho
sentite contrarsi e ho capito che stava per venire. Anche Enzo deve
averlo sentito perché ha smesso di succhiare e ha cominciato a
masturbare quel grosso cazzo spagnolo. Dopo alcuni abili colpi il
corpo di Fernando ha cominciato ad agitarsi e fili di sperma
appiccicoso sono state eruttate dal suo cazzo schizzando la bella
faccia di Enzo. L'avrete visto in qualche film porno, ma non è come
vederlo dal vero.
Qusto combinato con la sensazione del buco del culo tremante di
Fernando che mi massaggiava il cazzo è statosufficiente a provocare
il mio orgasmo. Ho aggiunto la mia sborra a quella che Enzo avevagià
lasciato cadere. Ho riempito Fernando fino alla sua capacità e poi
fiumi di sperma sono sgorgati fuori dal suo culo. Enzo stava
aspettando con la bocca spalancata per berlo tutto.
Io l'ho estratto dal culo e sono piomabato su una sedia, esaurito ma
soddisfatto. Enzo si stava leccando la sborra dalla faccia e dalle
labbra più che poteva. Ho vissto il suo grosso cazzo pronto per il
secondo round, se l'è masturbato per portarlo alla massima
dimensione e ha rivolto a Fernando un altro ghigno astuto. Fernando
non ne ha voluto sapere e si è tirato su i pantaloni, ha afferrato
la sua attrezzatura e se n'è andato.
"E adesso cosa ne faccio di questa erezione?" Ha uggiolato
Enzo. Io ho alzato le gambe e l'ho invitato a depositare il suo
secondo carico nel mio culo.
Il mattino dopo il suono di una chitarra spagnola ancora una volta
ha invase la santità della nostra siesta pos sessuale. Questa volta
era fuori della nostra porta. Io mi sono trascinato fuori dal letto,
mi sono gettato addosso un paio di boxer e sono andato ad aprire la
porta: oltre la soglia stava Fernando. Non aveva nientaltro che la
sua chitarra, un sorriso, ed un'erezione che puntava verso di me.
"Chi è?" Ha borbottao Enzo dalla camera da letto.
"Servizio in camera" ho risposto facendo entrare Fernando
e chiudendo la porta dietro di lui.