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L'alfabeto degli amori

Dario

Gallerie Porno Gratis: GayEro in Riviera per un servizio su una Settimana della moto, essendo un grande appassionato di motocicletta, era un lavoro perfetto. Stavo con degli amici a ridere e bere dei drink quando un cameriere mi diede un altro drink ed un pezzo di carta.
"Vengono dal ragazzo in camicia blu" mi ha detto indicandomi l’altro lato del bancone. Ho letto il biglietto: "Ti sto osservando da quando hai varcato la porta, guardo come quei pantaloni di pelle si adattano al tuo corpo; e penso a come sarebbe bello guardarti senza che tu li abbia addosso. E poi penso come sarebbe bello sfotterti, mi sto chiedendo se ti piacerebbe salire in camera mia e provare."
Mi sembrava un’idea romantica e ho alzato gli occhi per vedere chi era il mio Romeo. Se la sua incantevole ma audace proposta non fosse stata sufficiente a farmi venire l’acquolina, i suoi occhi grigi certamente lo erano. Gridavano "Sono un ragazzo cattivo", e noi tutti amiamo i cattivi ragazzi, non è vero? Ho buttato giù il sesto drink e poi mi sono spinto tra la folla.
Da vicino era anche più sexy, un James Dean, dallo sguardo devastante unito ad un atteggiamento presuntuoso, mi ha fatto innamorare, o almeno desiderare.
"Hai ricevuto il mio invito, vedo."
"Sì... era un po' come una tromba, non pensi?"
Ha alzato le spalle. "Ha funzionato, non è vero?"
"Forse... sto ancora decidendo."
"Non giocare troppo duro, dolcezza, io ti sto prendendo", ha detto girando lo sgabello per venirmi di fronte. "Tu sei qui per una ragione ed io so qual’è." Ho sentii la sua mano appoggiarsi sul mio pacco coperto di pelle.
Ho lottato per non emettere un lamento, non volevo mostrare al ragazzo il potere che aveva su di me, ma il ghigno sulla sua faccia diceva che lo sapeva di già.
"Come ti chiami, bellezza?" ha chiesto.
"Gianpaolo" ho detto togliendogli la mano dal mio inguine. "E ora puoi smettere di chiamarmi dolcezza e bellezza."
"Eccitante e drogato... va meglio. Bene, Gianpaolo, mi chiamo Dario. Lo griderai molte volte stasera se giocherai bene le tue carte"
Se la sua presunzione non mi avesse eccitato, mi sarei infuriato. Ha vuotato il resto della sua birra e ha gettato una moneta sul bancone.
"Vieni, usciamo di qui" ha ordinato. Io ho accennato col capo e l’ho seguito fuori del bar. Si è diretto verso una Ninja ZX-9R argento parcheggiata proprio davanti alla porta. Io sono salito sulla ZX-12R verde vicino a lui.
"Buona cavalcata" ha commentato, e poi ha riso alla battuta.
"Dove stiamo andando?" Ho chiesto avviando la moto.
"All’Hilton" ha risposto e ha avviato la sua. "Seguimi là."
"Conosco il posto... ti vedrò quando arriverai." Mi sono messo il casco e sono partito in un turbinio di fumo ed uno stridere di pneumatici.
L’ho aspettato nell'atrio, è arrivato dopo neanche un minuto ma ho fatto in modo che sembrasse molto di più.
"Tratti bene la tua moto" ha detto una volta che siamo stati soli nell'ascensore.
"Io tratto bene tutta la mia attrezzatura" ho risposto dando un colpetto al mio inguine.
"Vedremo."
Le porte dell’ascensore si sono aperte e siamo arrivati rapidamente alla sua stanza... numero 406. Mi ha fatto entrare e prima che la porta potesse chiudersi dietro a noi, ha gettato il casco sul pavimento e mi ha afferrato. Gli giravo la schiena cosicché non potevo vederlo ma potevo sentirlo. Mi andava bene permettergli lo show perché stava facendo finora un lavoro abbastanza buono. Ho lasciato cadere il casco accanto al suo; mi teneva stretto a lui e sentivo il suo uccello furioso che spingeva contro il mio culo, anche attraverso un strato di tela e pelle. Poi mi sono trovato schiacciato contro il muro con lui che mi pressava il culo. Una delle sue mani mi stava sbattendo dolorosamente sul pacco mentre l’altra era scivolata nella mia camicia e mi pizzicava un capezzolo.
"Mm Dario" ho mormorato.
Lui ha risposto baciando e mordicchiandomi il collo. Ero di fuoco! Dario si è staccato un po’ per riuscire ad aprirmi i pantaloni. Io mi sono limitato ad aiutarlo dimenandomi un po’ per farli scivolar via più facilmente. Me li ha fatti scivolare alle ginocchia è ha cominciato ad aprirsi i jeans. Ho guardato per vedere cosa stava facendo; ha liberato il suo attrezzo maschile dalla sua prigione di tela e gli ha dato alcuni colpi per portarlo ai suoi completi gloriosi venti centimetri. Volevo cadere sulle ginocchia, ingoiare quel grosso affare, succhiare le sue grandi palle pelose. Ma avrei dovuto aspettare per quella fantasia.
Non si è dato la briga di far scendere i jeans dalle anche, l’ho visto sputare alcune volte sulla mano e bagnare il cazzo, dopo averlo reso scivoloso, mi ha preso di nuovo per le anche e mi ha detto di chinarmi in avanti. Io schiacciato la mia faccia ed il torace contro il muro e ho allargato le gambe il più possibile; l’ho sentito sputare di nuovo e ho sentito le sue dita bagnate sondare l'apertura del mio buco del culo. Poi ho sentii qualche cosa di più grande spingere sull'ingresso. Tenendomi per le spalle, ha spinto in avanti le anche spingendomi nel culo il suo cazzo gonfio. Io lanciato un guaito ma lui ha continuato a spingere facendomi scivolare dentro lìintera lunghezza della sua verga.
Io non avevo mai sentito prima di allora un dolore come quello mentre centimetro dopo centimetro il grosso cazzo invadeva il mio retto, ma contemporaneamente non mi ero mai sentito così sexy. L'ansia brutale di Dario mi stava eccitando. Ha estratto il cazzo dal mio culo tenero e l'ha violato di nuovo più profondamente di prima. Io ho piagnucolato in un misto di dolore e piacere. Le mie ginocchia sembrava dovessero cedere ad ogni momento, ma lui mi tratteneva per le anche ed io mi stavo abituando al suo uccello. Gradatamente il dolore ha lasciato il passo al piacere ed io cominciavo ad assecondare le sue spinte.
"Sì, ti piace non è vero?" Ha dato al mio culo generoso un bel ceffone che è echeggiato nella stanza. "Rispondi!"
"Oh sì cazzo!" Ho uggiolato. "Fottimi Dario! Sbatti il tuo cazzo nel mio buco!"
Mi ha schiaffeggiato altre volte il culo e me lo sfondava con forza, voglio dire che spingeva così profondamente e con forza che ho pensato che le sue palle mi avrebbero ferito il culo. Non mi ero ancora toccato il cazzo e già potevo sentire i tormenti familiari di un orgasmo incombente.
"Unh... unh..." I miei gemiti diventavano più forti ad ogni tuffo del suo uccello. Ho chiuso gli occhi e ho aspettato l'ultima liberazione. È stata enorme! Lo sperma veniva pompato fuori dal mio cazzo come un fiume.
"Oh cazzo... aw!" ha ululato Dario "Ci sono!"
Dario ha continuato a pompare furiosamente mentre vuotava le sue palle nei miei intestini, la sborra era calda ed appiccicosa, una parte colava fuori e mi correva giù per le gambe. Dario è crollato contro di me trafelato e sudato.
"È stato incredibile" ha detto con un sospiro, io ho concordato. Mi stavano venendo i crampi alle gambe, così mi sono alzato. Il cazzo di Dario è scivolato fuori dal mio culo ed il resto della sua sborra è gocciolata fuori dal buco ben usato.
"Ti dispiace se faccio una doccia?"
"Solamente se posso farla con te."
"È tua la camera" ho detto con un'alzata di spalle e cominciando a togliermi il resto dei vestiti.
Lui si è spogliato rapidamente e mi ha seguito in bagno. L’ho guardato mentre entrava nella doccia dietro a me, aveva un bel corpo anche se non spettacoloso, ma io avrei avuto niente da obiettare a coccolarmelo ogni notte. Direi che non si allenava, era magro ma un po’ molle quando ho fatto correre le mani insaponate fra i peli del torace e dello stomaco. Si è voltato per permettermi di insaponargli la sua schiena prima che avessi l'opportunità di finire col davanti.
Gli ho dato un bel ceffone sul culo con la mano insaponata. Lui ha dimostrato la sua approvazione così l’ho sculacciato di nuovo. L’ho schiaffeggiato altre volte finché le sue natiche non sono diventate belle rosee, il suo culo era pronto. Mi aveva dimostrato che gli piaceva darlo rudemente, ma io mi sono chiesto se potesse prenderlo così. Il mio cazzo stava già esaltandosi per l'opportunità di scoprirlo.
Mi sono insaponato l’attrezzo palpitante, lui aveva alzato la gamba appoggiando il sostenne la sua gamba su col suo piede sul possessore di sapone e, prima che lui potesse protestare, semplicemente ho spinto il cazzo nel suo buco. Tutti i venti centimetri duri sono stati seppelliti comodamente nel suo culo; lui ha appoggiato i pugni al muro bagnati e ho sentito il tremore del suo corpo. L’ho circondato con le braccia per accarezzargli il cazzo, era già duro come acciaio.
L’ho masturbato e ho dimenato la mia verga nel suo buco tentando di allentarlo un po' quando l’ho sentito sibilare a bassa voce "Fottimi."
"Sei sicuro?" Ho chiesto.
Ha girato la testa e, con una cattiva espressione incisa sulla faccia, ha ripetuto la sua richiesta. "Fottimi!"
Ho tolto lentamente il cazzo; i suoi muscoli del culo stringeva ogni centimetro che si ritirava; poi sono scivolato di nuovo dentro. Ho mosso lentamente il mio tubo, volevo che sentisse ogni colpo e lo scorrere dentro di lui. L’ho sentito piagnucolare e lamentarsi, ma io non stavo dandogli quello che lui voleva.
"Se non mi fotti con quel coso, toglilo" ha ringhiato.
Se quello è il suo modo con cui voleva giocare... ho alzato il suo altro piede sull'orlo della vasca, ho trovato una buona presa sulle sue anche e poi ho spinto il cazzo con tutta la mia forza.
"Sì... così!" ha ringhiato resistendo al mio martellio furioso.
I rumori della nostra chiavata riempivano oscenamente il bagno, il battere della mia pelvi contro il suo culo, il battere delle sue palle contro le mie ed il nostro grugnire e lamentarci combinato. Lui si dibatteva selvaggiamente; io ho afferrato una manciata dei suoi capelli ricci e neri per imbrigliarlo facendolo infuriare ancora di più.
Inevitabili come la morte e le tasse, i nostri orgasmi si avvicinavano; lui è stato il primo a venire, l’ho sentito nelle mie mani seguito dallo stringere ritmico e familiare del suo retto mentre scaricava il suo sperma. Io continuavo a cavalcarlo con la maggior forza che il mio corpo esausto permetteva e l’ho estratto solo per spruzzare un grande carico cremoso sopra il suo buco del culo aperto.
Siamo rimasti come gelati per un minuto, riprendendo fiato e lasciando che l'acqua frizionasse i nostri muscoli stanchi. Abbiamo finito la doccia in silenzio dopo di che ci siamo asciugati. Prima che potessi finire, Dario mi aveva curvato sul lavandino seppellendo di nuovo il suo uccello nel mio culo. Il ritmo era un po’ più lento ma non meno intenso. Gli ho reso il favore sfottendolo a faccia in giù sul pavimento del bagno. Ci siamo sfottuti altre due volte nelle varie ubicazioni e posizioni finché noi siamo stati più in grado di muoverci.
Ci siamo svegliati la mattina successiva stanchi e rotti. Ci siamo fatti la doccia, separatamente, e ci siamo vestiti. Ho aspettato Dario poi ci siamo avviati alle nostre moto.
"Sei un gran stallone" ha detto.
"Grazie, anche tu non sei poi male."
Si è chinato verso di me e mi ha dato un gran bacio sulle labbra. Si è messo il casco, è montato sulla sua moto e l’ha avviata.
"Ci vediamo l’anno prossimo!" ha detto partendo.
Cautamente sono montato sulla mia moto e l'ho avviata. "Sarà una cavalcata lunga e dolorosa per tornare a casa" mi sono detto partendo... poi ho sorriso.

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