Il mio nome è Gianpaolo e sono un fotoreporter di 35 anni in una
grande società editrice specializzata in pubblicazioni di viaggio ed
esplorazione. Il mio lavoro mi porta in tutto il mondo, una settimana
è possibile che stia girando per la campagna francese e la seguente
potrei essere a cavallo di un cammello nel deserto Tunisino. Sono
pagato (e bene direi) per fare il giramondo; nello vero? In quindici
anni di foto giornalismo ho avuto avventure innumerevoli, ho visto
cose straordinarie e ho incontrato persone affascinanti. Parlo
scorrevolmente cinque lingue e ne conosco sommariamente molte altre.
Però in questo lavoro c’è un aspetto poco bello, non ho alcun
luogo da poter chiamare casa. Ho un appartamento a Milano, senza
mobili eccetto un letto ed alcune scatole. Inoltre non ho alcun motivo
per tornare a casa. Una volta avevo un amico, Aurelio, ma si è
stancato di questa relazione intervallata da lunghi viaggi. Chi
potrebbe biasimarlo?
Da allora non ho tentato altre relazioni serie. Non fraintendetemi, ho
avuto incontri di una notte ed alcuni anche "a più lungo
termine". Non sono orgoglioso dei miei modi dissoluti, ma non
guardo in faccia a nessuno quando voglio soddisfare il mio sano
appetito sessuale. Sono debole davanti ai begli uomini e li attiro.
Con una bella modella brasiliana per madre ed un attore sex simbol per
padre, ho dei buoni geni. Mi dicono che ho un aspetto
"esotico". Dalle mie parti non è facile vedere un tipo come
me, salvo forse nelle pubblicità di Calvin Klein, capelli ondulati e
neri, occhi nocciola, pelle caramello. Mi è stato detto anche che
sono modesto al punto di disapprovarmi. Io non penso di essere brutto,
ma non do molta importanza al mio aspetto.
La maggior parte del tempo io viaggio con Jake. È di gran lunga il
miglior scrittore che abbiamo, così ha senso che lavori col miglior
fotografo. Jake è un ragazzo abbastanza bello e ha avuto anche la sua
giusta parte di scappatelle sessuali. Purtroppo è etero ma è curioso
di cose sempre diverse, anche del comportamento gay. Penso sia questo
che lo rende il buon scrittore che è.
Spesso ci scambiamo storie su chi abbiamo fottuto la notte precedente;
durante uno di quei colloqui mi ha mostrato un diario che tiene coi
nomi delle donne con le quali è stato, una breve descrizione di
ognuna unitamente ad una valutazione delle loro prodezze sessuale. Era
una cosa grossolana, lo so, ma le sue descrizioni erano sempre
divertenti ed il suo sistema di valutazione di solito comicamente
soggettivo. Noi eravamo seduti all’aperto in un café di Londra un
giorno e lui si stava appuntando i dettagli sulla vittima della notte
precedente, Kylie.
"Quale valutazione?" Ho chiesto.
"Sto dandole un 9 per tecnica, ma lei solo un 4 per originalità."
"Quindi era eccellente ma monotona, giusto?"
"Sì! Ti sembra giusto?"
"No, non completamente" ho risposi con un riso soffocato.
"Non pensi di essere un po’ ingiusto? È dura trovare qualche
cosa di originale quando hai fatto di tutto con tutti."
"Non tutto" Ha detto canzonatoriamente, ammiccando verso di
me. "Inoltre, che coraggio hai! Ti ho visto portarti via un
ragazzo diverso ogni notte questa settimana!"
"Sì, ma almeno io non scrivo i loro nomi in un quaderno."
"Forse dovresti... almeno i migliori. Così potresti ricordarti
di loro tornando nella loro città."
Dapprima ho riso per l'assurdità del suo suggerimento, ma dopo una
notte cupa al bar, mi sono trovato a fare precisamente quello. Ho
scritto solamente i nomi dei ragazzi che per primi mi sono presentati
alla memoria. Ho pensato che gli altri erano troppo mediocre per
ricordarli. Quando ho finito l'elenco mi sono accorto di una cosa
strana: c'erano precisamente 26 nomi ed ognuno cominciava con una
lettera diversa dell'alfabeto.
"È una cosa originale!" Ha detto Jake quando gli ho
mostrato l'elenco. " una bella idea per un libro, sai?"
"Sì" ho risposi afferrando l'elenco dalle sue mani.
"No, seriamente. Dovresti scrivere un libro su questi ragazzi. Io
ti aiuterò se vuoi. Sarà bello! Posso già vedere il prossimo
best-seller 'L’alfabeto degli amori.' Suona bene, non ti pare?"
Ho pensato stesse scherzando, come fa di frequente, ma quella volta
era tremendamente serio e scoppiava d’entusiasmo. Il suo entusiasmo
ha dovuto essere contagioso perché tempo di finire la tazza di caffè
e stavamo risolvendo i dettagli per il primo capitolo. Abbiamo
lavorato sino a tardi quella sera, dimenticandoci persino di
soddisfare le nostre libidini per il momento. E così cominciò la
stesura di "L’alfabeto degli amori".
Aurelio Basilio
Carlo Dario
Enzo Fernando
Gunnar