Gennaio in Lombardia è ancora pieno inverno, per
questa ragione le lezioni di educazione fisica non si svolgono
all'aperto , così durante il mese di gennaio facevamo nuoto.
Il liceo di cui frequentavo l'ultimo anno aveva una piscina abbastanza
grande dove chi non era capace di nuotare, poteva imparare a stare a
galla, e gli altri a migliorare. Mi piacevano quelle lezioni
specialmente perché tutti i ragazzi dalla mia classe dovevano fare la
doccia dopo essere stati in piscina, così avevo la possibilità di
vederli tutti nudi, uno sport che da un po' di tempo aveva cominciato
ad attrarmi. Durante le altre attività di educazione fisica non
sempre era necessario e qualcuno di loro non si esponeva così
pubblicamente. La nostra lezione di nuoto non permetteva alcuna
timidezza, tutti dovevamo fare la doccia dopo la lezione.
Un pomeriggio, dopo la lezione, ci siamo ficcati sotto le docce
spogliandoci del costume ed abbiamo iniziato a lavarci le parti
private nell'atmosfera molto pubblica delle docce.
Era una grande stanza con una porta che dava direttamente sulla
piscina, essendo una classe di 25 ragazzi, ognuno di noi poteva avere
una doccia tutta per se, questo per dare un'idea della vastità
dell'ambiente. Quel giorno particolare facevo correre amorevolmente le
mani sopra il mio corpo di diciottenne. Ero abbronzato perché durante
le vacanze di Natale ero stato alle Maldive con i miei, era un po'
meno intensa di quanto non fosse stata alcune settimane prima, ma
ancora ben visibile. Avevo un bel corpo di media taglia, alto un metro
e settanta, capelli castani ed occhi blu.
Anche il mio cazzo era di taglia media, quindici centimetri quando era
eretto con uno spesso cespuglio di peli pubici castani alla base,
questi ultimi stavano ricrescendo dopo che Stefano, il padre del
bambino a cui facevo ogni tanto da baby sitter, me li aveva tagliati;
avevo dei piccoli peli corti sulle palle, ed anche questi stavano
ricrescendo.
Mentre lentamente mi lavavo ho lanciato uno sguardo furtivo sui
ragazzi nudi che mi circondavano, il mio sguardo tornava più
frequentemente sui miei preferiti, per esempio Giorgio. Mi eccitavo
guardando dapprima il loro viso e poi lasciavo che i miei occhi
viaggiassero sui loro corpi finché non trovavo quel luogo speciale
che raramente rivelavano al mondo esterno; naturalmente se avessero
incrociato il mio sguardo, l'avrei volto altrove immediatamente. C'era
da aspettarsi che ci guardassimo l'un l'altro ma uno sguardo intenso
come il mio non sarebbe stato ben accolto. La cosa che mi piaceva di
più era osservare come i ragazzi si toccavano ed anche se ero sicuro
che si trattava di gesti innocenti, la cosa mi eccitava.
Giorgio era uno degli dei della doccia, era alto un metro e
settantacinque, capelli biondi corti, quasi bianchi. Aveva la pelle
chiara ed i peli biondi sulle braccia e sulle gambe erano normalmente
ritti. Era ben fatto con gambe molto muscolose e torace ben definito
senza peli come il mio ma con peli sotto le ascelle. All'inguine c'era
uno spesso cespuglio di peli biondo scuro proprio alla base del pene
che era della mia stessa taglia, ma sembrava più robusto del mio
vedendolo appeso alle sue cosce. Potevo vedere che anche sulle sue
palle c'erano peli biondi, chiaramente era un biondo naturale.
Lentamente i ragazzi hanno cominciato ad uscire dalla doccia, ma io mi
sono preso più tempo possibile, volevo guardare il più possibile. Ho
continuato fingendo di bagnarmi, strofinando ripetutamente il sapone
sopra il torace e le braccia mentre ho guardavo la soda parata di culi
bianchi che lasciava la stanza. Quindi il mio sguardo è tornato agli
altri sotto la doccia e continuavo a guardarli mentre strofinavano il
sapone sui loro corpi.
Quando i ragazzi sono usciti la stanza è diventata silenziosa, lo
spruzzo delle docce si è spento ed il chiacchierio della gente si è
trasferito nello spogliatoio. Solo due docce continuavano a
funzionare, ho guardato verso Giorgio e ho visto che era ancora nel
locale con me. Eravamo soli; il mio sguardo è corso al suo inguine e
mi è sembrato che gli fosse diventato un po' più lungo e più
grosso, ma non ero sicuro del fatto che fosse effettivamente così o
se fosse la mia immaginazione. Era in piedi col viso rivolto verso il
rivolo d'acqua, ad occhi chiusi lasciava che l'acqua spruzzasse sul
suo viso.
Ho continuato a fissargli il cazzo e sentivo dell'eccitazione nel mio
inguine. Quando l'ho guardato ha dato un piccolo sobbalzo ed è
diventato un po' più lungo.
Immediatamente il mio cazzo ha risposto, crescendo alla sua lunghezza
completa.
Ero nella doccia con Giorgio con un'erezione, Giorgio ha scelto
proprio quel momento per aprire gli occhi e guardarmi.
"Sei un po' eccitato, huh?" ha domandato.
Sono arrossito e ho girato gli occhi lontano lui. "Uh, sì,"
ho borbottato.
Giorgio ha ridacchiato. "Ehi, bellimbusto, va tutto bene,
girati."
Ho girato la testa e ho visto che Giorgio aveva afferrato il suo
organo e faceva correre un dito sopra la testa del cazzo che si
allungava lentamente. "Lasciami vedere" mi ha esortato.
Mi sono girato, le farfalle nel mio stomaco hanno cominciato a
svolazzare mentre il mio cuore ha preso a correre. Cosa stava
succedendo?
"È bello" ha detto Giorgio. "Ti piace guardare gli
uccelli dei ragazzi sotto la doccia, non è vero?"
"No" ho protestato veementemente.
"Io lo faccio. Perché pensi rimanga sempre per ultimo? Posso
vedere i cazzi di tutti i ragazzi nudi. È grande. Dovresti farlo
anche tu."
"Io non..."
"Vieni qui. Perché dobbiamo parlarci da una parte all'altra
della stanza?"
Ho spento il mio rubinetto di malavoglia e mi sono avvicinato. Lui si
è spostato un po' e mi ha lasciato una porzione di getto. Si è
insaponato le mani e le messe proprio sulle mie spalle; lentamente le
ha fatte correre sul mio torace, passando mi ha pizzicato e fatto
rotolare tra le dita un capezzolo.
"Voglio che tu mi fotta" ha detto. "Lo sai fare?"
"Sicuro," ho risposto con noncuranza cercando di nascondere
la mia eccitazione crescente ma che era evidente tra le mie gambe.
"Hai mai fottuto un uomo?" ha domandato.
"Sì."
"Bene, allora sai quello che devi fare. Non essere delicato, mi
piace rapido e duro" mi ha detto.
"OK"
"Dobbiamo anche essere veloci, la fine della lezione è imminente
e non vorrei che ci scoprissero."
Si è girato e si è curvato dandomi il sapone; l'ho preso e gli ho
insaponato l'ano che era leggermente coperto di corti peli biondi. Vi
ho conficcato dentro rapidamente l'indice e ho scoperto che entrava
facilmente; aveva un buon controlla su quei muscoli importanti.
Ho spalmato il sapone sopra la mia erezione e poi ho messo le mani
sulla vita di Giorgio. Ho appoggiato il cazzo all'ano e poi ho spinto
in avanti rapidamente, spingendo dentro tutta la mia lunghezza. A metà
strada ho dovuto riaggiustarlo leggermente prima di riuscire ad
inserirlo completamente.
"OK, fottimi, sbrigati"
Ho eseguito i suoi ordini, prendendo subito un ritmo rapido, non avevo
tempo di trarre vero piacere, ma apparentemente a Giorgio piaceva
molto. Si accarezzava la verga mentre io pompavo dentro di lui.
L'alta velocità delle spinte mi ha portato rapidamente all'orgasmo;
sono venuto sprizzando i miei succhi nel suo piccolo buco del culo
caldo. Rapidamente poi ho rimosso il mio organo e mi sono allontanato
da lui che continuava a masturbarsi.
Si è girato col membro congestionato in mano e ha continuato
pomparlo. L'ho guardato, i suoi occhi erano ridotti a semplici fessure
ed il suo viso sembrava atteggiato ad un'espressione che sembrava di
dolore intenso, ma sapevo che era piacere.
Mordendosi il labbro, ha emesso un alto e rapido gemito dopo di che
rilasciato il suo carico di sperma. Lo sparava a grandi grumi bianchi,
un paio dei quale mi hanno colpito.
"Ahhh, che bello, Alex," ha detto, respirando forte, il suo
cazzo lentamente diventava molle mentre lui rimaneva sotto la doccia.
"Anche a me è piaciuto" ho risposto, lavando via il suo
sperma dal mio corpo.
"Forse potremo farlo di nuovo qualche volta, anche a casa mia o a
casa tua" ha suggerito Giorgio.
"Sicuro" ho risposto.
Improvvisamente la campana ha suonato segnalando la fine della
lezione.
Siamo andati nello spogliatoio e ci siamo vestiti appena in tempo per
la lezione successiva.
Ho deciso che si trattava di un'esperienza da ripetere.