Il taxi avanzava lentamente ed il taxista malediva il
traffico poi, quando siamo stati completamente fermi ha cominciato ad
imprecare; ho guardato fuori dal finestrino ed ho visto una Studebaker del
1953 fuori serie color crema. Gridando al conducente di frenare, gli ho
detto che volevo vedere quella bellezza. Il taxista ha alzato le mani
dicendo che non voleva perderci e mi ha lasciato scendere insistendo però
perché pagassi la corsa sino all'aeroporto. Ho preso la borsa, gli ho
gettato una moneta e mi sono precipitato fuori dal taxì. Il taxista
apparentemente sembrava soddisfatto della mia offerta ed io ho sbattuto la
porta.
Trascinandomi la borsa mi sono avvicinato e ho cominciato ad ispezionare
quel gioiello di macchina. Era incredibile; era come nuova di zecca, con i
sedili in cuoio rosso con poggiatesta neri. Qualcuno aveva messo molto
amore e molti soldi in quella piccola Studebaker.
Mi sono spostato davanti ad ammirare il bel cofano, poi mi sono spostato
sul lato del guidatore e sono scivolato sul sedile rosso. Il venditore si
è avvicinato rapidamente sbavando per la prospettiva di un affare. Ha
insistito perché la guidassi, ha gettato la mia borsa sui sedili
posteriori e siamo partiti. Siamo usciti dalla strada principale e ne
abbiamo preso una secondaria di campagna e quindi mi ha fatto segno di
girare al bivio seguente per provarla su strade sconnesse per controllare
le sospensioni. Eravamo su un viottolo ghiaioso e lui mi è scivolato più
vicino mettendo in rilievo le caratteristiche della macchina. Ora i nostri
corpi si toccavano e lui si è sporto per segnalare altre caratteristiche
della vettura.
Alla fine abbandonando la finzione di spiegarmi la macchina, ha lasciato
cadere la mano e l'ha lasciata brancolare sul mio inguine. Sentendo la
risposta immediata del mio cazzo alla sua piccola mano calda, ha tubato
dicendomi che avremmo potuto fare qualcosa che avrebbe reso più
appetibile l'affare. Sorridendogli gli ho detto che tutto era possibile se
il prezzo era quello giusto. Venendomi contro ha cominciato a dirmi che il
prezzo della macchina sarebbe stato veramente conveniente se avesse potuto
fottermi. Devo dire che il mio culo in quel viaggio creava veramente
soldi, prima il premio extra per la copertina del catalogo ed ora lo
sconto sul piccolo gioiello. Aperta la camicia e fatti scivolare giù i
pantaloni, stavo seduto quasi nudo, lasciando che mi guardasse bene. Rosso
in viso ed ansimante, ha accennato col capo dicendomi che voleva il mio
culo e di ritornare sulla strada e seguire le sue istruzioni, conosceva un
luogo dove avremmo potuto andare.
Abbiamo attraversato un quieto piccolo quartiere borghese, siamo arrivati
in una località un po' più vecchia e, dopo aver parcheggiato, mi ha
condotto ad una delle piccole case che avevano un cartello "In
vendita" affisso sul recinto. Aperta la porta, mi ha introdotto nella
piccola casa vuota dopo di che ha chiuso Mentre mi spogliavo non perdeva
una mia mossa ed anche lui è stato nudo in un baleno. Mi ha spinto sul
pavimento e mi ha fatto rotolare sulla schiena, dopo di che si è gettato
le mie gambe sopra le spalle. Ora era nel mio culo ed era eccitatissimo,
si scuoteva mentre cominciava a pompare finché non mi ha forzato a
spalancarmi spingendosi poi profondamente fino a schiaffeggiarmi il culo
con le palle. Ho passato il resto di quel pomeriggio con lui, fottendo
come conigli.
Il suo cazzo era piccolo ma sapeva come usarlo. Ogni volta che veniva
anch'io cominciavo a sborrare e lui si strofinava il mio sperma sul
torace, poi si metteva sopra il mio viso per farmelo leccare e pulirlo.
Quando lo facevo, si eccitava di nuovo e ritornava a chiavarmi. Era uno
figlio di cagna eccitato ed eccitava anche me. Quando finalmente il suo
desiderio è stato soddisfatto, si è sdraiato esausto sulla schiena. Era
stato uno stallone eccezionale e mi sono abbassato a pulirlo. Come tocco
finale di apprezzamento del suo cazzo, gli ho sollevato le gambe e gli ho
leccato il culo. Per essere un uomo così piccolo era un grande chiavatore...
e gliel'ho detto.
Sulla via del ritorno aveva un sorriso molto soddisfatto sul viso ed è
stato di parola, effettivamente mi ha fatto un bello sconto sulla
macchina. Ho caricato la mia borsa e mi sono sfilato la camicia, ero un
individuo felice. Il mio piccolo venditore alla fine è venuto con una
macchina fotografica e mi ha domandato se poteva fare una fotografia ad un
cliente soddisfatto, poi arrossendo, mi ha detto che ero meraviglioso e mi
ha chiesto se potevo spogliarmi così da poter ricordare a lungo che gran
pezzo di culo ero. Ero già semi nudo, ho fatto scivolare via i jeans e li
ho calciati via, dopo di che mi sono sdraiato nudo sulla macchina mentre
lui mi fotografava. Pompando entusiasticamente la mia mano, mi ha detto
che non mi avrebbe dimenticato mai e, tiratomi a lui, mi ha baciato e mi
ha accarezzato ancora una volta.
Tirati su i jeans, mi sono seduto, ho avviato il motore e sono partito per
New York lasciando dietro di me un'altra anima soddisfatta. Un giorno o
l'altro qualcuno mi avrebbe amato per quello che ero e non solo come un
pezzo di carne da usare. Sapevo che i giorni come modello erano limitati e
la cosa che desideravo di più dalla vita era che qualcuno mi amasse per
quello che ero, non per quello che sembravo. Sarebbe stata dura tornare
allo smog dopo i giorni della California. Ho guidato fino a mezzanotte ed
il freddo dell'aria della notte e la fatica mi hanno costretto a
cominciare a cercare un motel. Finalmente ne ho trovato uno piuttosto
sporco che era ancora aperto ed aveva un posto libero. Sono entrato e mi
sono registrato.
L'impiegato ha guardato fuori per vedere se avevo qualcun'altro in
macchina ed alla fine, abbandonando le sue pretese inquisitorie, si è
avvicinato alla finestra per poter vedere meglio l'automobile; poi ha
cominciato a far domande. Ha detto che aveva lavorato alla fabbrica
Studebaker anni fa ed era uno di quelli licenziati quando era fallita.
Diceva che si trattava ancora di un'automobile dannatamente buona. Ha
preso la chiave dal gancio e me l'ha lanciata, mi aveva accolto
cordialmente come un ospite ed un compagno di Studebaker, quindi è uscito
con me a vedere la macchina. Ha domandato quando sarei partito al che ho
risposto che me ne sarei andato alle prime luci dell'alba ed avrei
lasciato la chiave sulla scrivania, quindi l'ho salutato e sono andato a
parcheggiare davanti al mio bungalow.
Quella notte ho dormito come un bambino, felice di essere solo e libero.
La luce del sole entrava dalla finestra quando mi sono svegliato e ho
sentito un debole bussare alla porta. Saltato dal letto ed aperta la
porta, ho visto il mio piccola amico con un carrello coperto. Per la prima
volta nella mia vita mi sono sentito imbarazzato a stare nudo di fronte ad
un uomo. Mi ha consegnato il carrello dicendo che desiderava che facessi
buon viaggio e poi si è girato per andarsene. Chiusa la porta ho
cominciato a pensare che la mia macchina nuova doveva essere incantata,
per una volta qualcuno era più interessato alle mie azioni che non a
quello che avevo nei pantaloni. Dopo essermi vestito, sono uscito e sono
salito in macchina.
Ho suonato il clacson e ho salutato il mio piccolo amico mentre passavo
davanti all'ufficio, dopo di che ho fatto ruggire il motore ansioso di
riprendere il viaggio. La giornata era brillante e più passava il tempo,
più aumentava la temperatura e più erano i vestiti che mi toglievo,
finché non sono rimasto quasi nudo. Vedermi su una strada pubblica col
vento che mi colpiva il torace e mi scompigliava i capelli doveva sembrare
una cosa strana. I camionisti si sporgevano dai loro mezzi, salutavano con
la mano e fischiavano, io sorridevo e rendevo il saluto. Le signore
abbassavano il finestrino e si allungavano verso di me mentre passavo.
Anche gli uomini sembravano essere incantati e molti mi facevano segno di
fermarmi, poi quando vedevano che non ero interessato, acceleravano e mi
mostravano il medio.
Era una grande sensazione essere libero dall'obbligo di fare commercio del
mio corpo per avere favori, da quella puttana a buon mercato che ero
diventato. Avevo appena attraversato una cittadina quando ho deciso di
aumentare la velocità, prima di sera volevo essere in una città che
conoscevo e che aveva un buon motel. La strada era libera e la luce era
buona, così ho accelerato ai limiti della potenza della mia macchia.
Improvvisamente la strada è diventata ghiaiosa e ho rallentato cercando
disperatamente di riprendere il controllo, ma ho cominciato a sbandare, ed
è l'ultima cosa che ricordo.
Mi sono svegliato dolorante e ho cominciato a domandarmi dove ero. Ero
sdraiato mi sono accorto che uno era ingessato. Ho portato una mano al
viso e ho sentito delle bende. C'era un'infermiera che mi ha accarezzato
il torace e ha detto "Bravo ragazzo, almeno ti sei svegliato; il
dottore vuole parlare con te." Ho cercato di alzarmi e ho sentito una
mano forte che mi tratteneva ed una voce che diceva "Non ancora
figliolo, sei ancora troppo debole, stai sdraiato e riposa."
Girandomi ho visto la figura massiccia di un uomo che mi guardava e
sorrideva. Mi ha detto di essere uno dei dottori che mi avevano rimesso
insieme dopo l'incidente. Avevo difficoltà a capire e ho domandato
"Quale incidente? Chi è lei? Chi sono io?"
"Speravamo potessi dircelo tu, figliolo. La tua macchina è uscita di
strada precipitando in un fosso. Un camionista che passava ed un altro
paio di automobilisti sono riusciti a girare la tua macchina e tirarti
fuori prima che esplodesse." Poi ha continuato "La tua macchina
e tutto il contenuto sono andati distrutti dal fuoco. Non è stato salvato
nulla, la macchina, il bagaglio, tutto ciò che poteva servire per
identificarti è andato perso. L'unica buona notizie per te è che la tua
memoria dovrebbe ritornare fra qualche tempo, per ora ti chiameremo John."
Toccandomi il viso ho domandato perché sentivo tanto male ed il dottore
mi ha spiegato che avevo fratture del cranio e vi erano ferite profonde
sul viso e sul cuoio capelluto; avevano dovuto radermi i capelli per
pulire le ferite e cucirmele. Poi mi ha accarezzato la mano, mi ha detto
che tutto sarebbe guarito e che, dopo che il gonfiore fosse diminuito,
nessuno si sarebbe accorto che ero stato vittima di un incidente. Quindi
ha continuato "Pensiamo di tenerti ricoverato fino a quando non ti
avremo tolto i punti."
Quando il dottore ha rimosso le bende e ha cominciato a pulirmi i punti,
ho preso un specchio e ho guardato scioccato l'immagine di un uomo calvo
con un viso gonfio e terribili punti dappertutto. Sembrava di vedere un
film dell'orrore, avevo una sensazione di depressione mentre guardavo quel
brutto viso, pensavo a quale aspetto avessi avuto prima dell'incidente e
se sarei mai tornato ad assomigliare ad un uomo normale. Sono passate
alcune settimane e, mentre il tempo passava, i punti sono stati tolti e
cominciavano a crescere un po' di capelli. Il mio dottore aveva preso
l'abitudine di venirmi a vedere molte volte al giorno, qualche volta
arrivava sul carrello anche la sua cena, così potevamo mangiare insieme,
anche se io potevo farlo solo attraverso una cannuccia.
Questo dottore era il solo contatto umano veramente amichevole che ho
avuto per settimane, mi rassicurava. sempre con un caldo tono amichevole,
pensavo che età potesse avere, quaranta, forse cinquanta anni al massimo,
e se fosse sposato. Pensavo fosse la persona più meravigliosa che avessi
mai incontrato.
Non potevo credere che potesse sopportare il mio brutto viso gonfio. Meno
male che avevo ancora tutti i denti. Poi ha cominciato a venirmi a
visitare di sera ed a lavarmi con la spugna; ha detto agli infermieri che
loro erano affaticati e voleva dar loro una mano. Ho ottenuto
l'impressione che gli piacesse togliermi la camicia da notte e lavarmi.
Quando scendeva alle mie parti private, sembrava sostare molto più a
lungo di quanto fosse veramente necessario, ma mi piaceva il suo tocco
gentile. Quando si attardava intorno al cazzo ed alle palle accarezzandoli
dolcemente, inevitabilmente cominciava a gonfiarsi per l'eccitazione che
mi dava il suo tocco. Ho visto nei suo occhi uno scintillio che diceva che
la cosa lo eccitava e quando si è accorto del mio sguardo si è girato
diventando rosso come una barbabietola.
Quando i punti sul viso mi davano fastidio, ci metteva sopra del ghiaccio
per darmi un po' di sollievo e mi diceva che sarei guarito presto e nel
giro di pochi mesi le cicatrici non si sarebbero più viste. Gli sono
stato grato quando mi ha tolto i punti. Di giorno in giorno la nostra
intimità aumentava e gli ho domandato se potevo chiamarlo con un nome che
non fosse dottore. Ha allungato una mano e ha preso la mia, ci siamo
guardati negli occhi ed abbiamo capito che quello che sentivamo l'uno per
l'altro era qualcosa di più della cortesia. Si è chinato su di me e mi
ha accarezzato delicatamente il viso gonfio poi, baciandomi piano mi ha
bisbigliato "Chiamami Buck, ma solo quando non ci sono infermieri in
giro."
Mi ha scompigliato quella poca stoppa che erano i miei capelli e quando si
è appoggiato al letto ho sentito il suo cazzo duro spingere contro la mia
mano. Abbiamo compreso quanto cominciavamo a sentire l'uno per l'altro.
Dopo la mia quarta settimana all'ospedale ero ancora poco stabile sui
piedi, ma ho voluto alzarmi e cominciare a camminare. Buck aveva detto che
ora che camminavo avrei potuto cominciare la convalescenza lontano
dall'ospedale; arrossendo mi ha suggerito di andare a stare a casa sua così
avrebbe potuto tenere sotto controllo il mio recupero e mi ha detto che
sarei stato benvenuto come ospite di un vecchio 'scapolo convinto'.
Sarei andato a stare dovunque pur di stare distante da quell'ospedale
asettico, ma stare con lui era veramente eccitante e sono stato felice di
accettare.
Prima di andarmene avrei dovuto pagare la parcella dell'ospedale ma non
sapevo come mi chiamavo, se avevo un lavoro, se avevo dei soldi... come
avrei potuto pagarli? Buck mi ha tolto dall'imbarazzo e mi ha pagato
l'ospedale, dicendomi che si trattava di un prestito. Alla mia dismissione
lui era presente in jeans, scarpe da tennis e T-shirt. Durante il breve
tragitto per raggiungere casa sua ho cercato di ringraziarlo per la sua
gentilezza e lui si è girato verso di me rosso in viso dicendo che lo
faceva per amore non per gentilezza. Abbiamo parcheggiato davanti ad un
piccolo cottage e mi ha detto che eravamo a casa. Ha aperto la porta, mi
ha fatto entrare e mi ha accompagnato per la casa come una sposa
mostrandomi orgogliosamente i suoi libri e tesori raccolti durante gli
anni, proprio come un ragazzino. Finalmente siamo arrivati alla stanza che
ha chiamato la sua foresteria e che mi ha detto sarebbe stata la mia
stanza.
Così abbiamo cominciato la nostra strana relazione. Si alzava presto la
mattina e mi preparava la colazione, poi mi preparava il pranzo e lo
metteva nel frigorifero. Mentre facevamo colazione mi domandava cosa
volevo per cena; io alzavo le spalle dicendo che qualsiasi cosa sarebbe
stata meravigliosa dopo il cibo dell'ospedale, poi il mio subconscio gli
ha detto di prendere una pizza come quelle che fanno a Milano. Mi ha
guardato serio e mi ha domandato se ero di Milano. La mia memoria
brevemente è ritornata al subconscio rapidamente quanto lo era stato
pensare alla pizza. Stringendomi nelle spalle e tornando alla mia mente
fumosa ho detto che non mi ricordavo. Col passare delle settimane divenivo
più sciolto e cominciavo a muovermi meglio ed anche il gonfiore del viso
cominciava a diminuire, il viso che vedevo nello specchio mi piaceva di più.
I capelli erano diventati un nero berretto ricciuto e mi coprivano le
cicatrici ed anche le sopracciglia cominciavano a diventare più spesse.
L'aspetto non era ancora eccezionale ma migliorava tutti i giorni.
Quando sentivo Buck aprire la porta la sera, il mio cuore saltava, ero
sempre ansioso ed eccitato al pensiero di vederlo. Una delle cose che
amavo era stare seduto in cucina ed osservarlo mentre preparava la nostra
cena. Quando ho cominciato a sentirmi meglio, una sera ho deciso di
sorprenderlo e ho cucinato io la cena, quando fosse arrivato sarebbe stata
calda e pronta da servire. Ho apparecchiato la tavola e ci ho messo sopra
candele e fiori per fare qualcosa di speciale per lui. Gli sono andato
incontro sulla porta e l'ho accompagnato in sala da pranzo, l'ho fatto
sedere e l'ho servito. Avevo preparato un pasto semplice con pollo al
formaggio seguito da caffè corretto e budino come dessert. Sembrava
entusiasta e mentre caricavamo la lavastoviglie mi ha abbracciato e mi ha
detto che voleva che rimanessi per prendermi cura di lui.
Arrossendo l'ho stretto, gli ho detto che mi piaceva stare con lui e
impulsivamente gli ha dato un bacio. Ogni giorno cominciavo a ricordare un
po' di più della mia vita, ho cominciato a riuscire a fare più cose;
dapprima cucinavo, poi ho cominciato a fare le pulizie in casa cercando di
tenere una casa perfetta per noi. Ho compreso di essermi innamorato anche
se Buck, dottore di successo, per il resto era molto trasandato; non
sembrava curarsi del suo aspetto e di quello della casa che era
un'accozzaglia di oggetti, non una casa. Ogni giorno spostavo uno o due
mobili, cercando di rendere più piacevoli le stanze.
Quando Buck tornava si guardava intorno, compiaciuto dei piccoli ritocchi
che avevo fatto e diceva che gli piacevano i cambiamenti. Poi un giorno si
è lasciato andare e mi ha dato un grande abbraccio dicendomi mi che mi
affaticavo per lui e lui l'apprezzava. È arrossito, mi ha detto di
prendere le cose con più calma e che stavo guarendo bene. Da tempo
sentivo un forte desiderio sessuale crescente e ho notato che ogni volta
che ci abbracciavamo ci stringevamo sempre un po' più a lungo ed un po'
più strettamente; ero sicuro che lui sentisse la stessa cosa per me.
Finalmente disperato ho deciso che era ora di avvicinarlo e dichiarargli i
miei sentimenti. Avevo deciso di dirgli che ero gay e che ero innamorato.
Quella notte sono stato sdraiato nel mio letto fino a cieca mezzanotte
mancandomi il coraggio di fare la prima mossa. Poi mi sono spogliato, sono
scivolato nudo nella sua stanza e l'ho baciato leggermente sulla fronte.
Si è svegliato immediatamente e, compreso ciò che stava accadendo, mi ha
tirato su di lui, mi ha stretto e ha passato le mani sopra il mio corpo
nudo mentre copriva la mia bocca con la sua e ci siamo fusi insieme con la
sua lingua che spingeva profondamente nella mia bocca. Ho sentito il suo
corpo tremante rispondere al mio arrestandosi solo per dirmi che mi amava.
Lo tenevo stretto mentre le nostre bocche si toccavano e la sua lingua
scivolava profondamente nella mia. Con le nostre lingue che ballavano
insieme, abbiamo cominciato ad esplorare uno il corpo dell'altro.
Gli ho detto quanto l'amavo e quanto lo volevo, il mio cazzo duro
lentamente si sistemava tra le sue gambe mentre il mio corpo gli
rispondeva più velocemente della mia mente. La passione per lui mi faceva
disperare, chiedevo insistentemente il completamento del nostro amore.
Toltogli il pigiama, le mie labbra hanno cominciato a scoprire i suoi
capezzoli, ho cominciato a leccarli e succhiarli, poi leccando sono sceso
sul torace peloso, stuzzicando e pizzicando il suo corpo con la lingua ed
i denti. Le mie mani erano dappertutto su di lui carezzando e strisciando.
Ho cominciato a strofinare le anche contro il suo cazzo, invitando
lentamente il suo corpo ad investigare quello che offrivo.
"Dio sei buono!" ha riso "ho capito che eri un amante
eccezionale fin dalla prima volta che le mie mani hanno toccato il tuo
corpo incosciente, quella prima notte all'ospedale e tu mi hai
risposto." Mentre parlava io continuavo a baciare e succhiare
scendendo sul suo corpo finché finalmente sono arrivato alla meta. Ho
fatto scivolare la bocca intorno al cazzo gonfio, ho succhiato il dolce
liquido pre spermatico dalla testa ed eccitato dal sapore maschio del suo
corpo, ho cominciato a soffiarci sopra come fosse la mia sola gioia nella
vita. Giocherellavo e facevo il solletico al suo cazzo con la lingua ma
non potevo resistere più a lungo ed alla fine mi sono immerso lasciando
che la sua verga affondasse profondamente nella mia gola. Diventavo
selvaggio a quel contatto dentro di me, volevo possedere tutto di lui,
l'ho circondato con le mie braccia e ho inserito le dita nel suo culo.
Nella sua frenesia appassionata è sembrato che Buck avesse anticipato le
mie dita, mentre scivolavano nel suo buco ha cominciato a spingere col
culo tremante; sembrava invitasse il mio cazzo ad entrare ed io non potevo
dire di no ai suoi desideri. Quella notte siamo diventati una cosa sola.
Si agitava in frenesia urlando il suo amore per me mentre io pompavo e lo
riempivo del mio amore. Lamentandoci per il piacere siamo rimasti sdraiati
con la mia verga profondamente dentro di lui. Dopo un po' è scivolato via
da me, è montato sul mio torace e ha spinto l'uccello profondamente nella
mia gola. Lentamente dapprima, poi con frenesia eccitata, ha cominciato a
pompare, forzando sempre più profondamente nella mia gola ed alla fine ha
sborrato profondamente dentro di me.
Ansimante e con le lacrime agli occhi, si è girato in un bel sessantanove
e ho sentito la sua bocca calda avvolgermi le palle. Lui ha aspirato il
mio cazzo, io la sua carne di nuovo dura e pronta per l'azione ed abbiamo
cominciato a spompinarci l'un l'altro con passione frenetica. Per tutta la
durata della notte abbiamo continuato a succhiarci e fotterci senza averne
mai abbastanza l'uno dell'altro. Non avevo mai desiderato così
disperatamente un uomo in vita mia come volevo Buck, quell'uomo quella
notte era divenuto la mia vita. Da allora le nostre settimane sono
sembrate passare rapidamente ed il nostro amore cresceva ogni giorno, ogni
momento libero lo passavamo uno nelle braccia dell'altro.
Buck ha cominciato a portare a casa cataloghi presi nella sala d'attesa
dell'ospedale e sceglieva quello che voleva che indossassi, voleva che io
avessi tutto. Ho cominciato ad ordinare solo i vestiti che sapevo gli
sarebbero piaciuti e quando il mio guardaroba è stato rifornito, ho
sentito rinascere in me un certo stile. Mi vestivo solo per piacere al mio
amore e poi anche i capelli sono ricresciuti, finalmente ero coperto da
una bella corona di capelli neri ricci. Il viso ha continuato ad
avvicinarsi alla sua forma naturale ed il gonfiore diminuiva ogni giorno.
Quotidianamente Buck guardava meravigliato il mio viso, dicendomi quanto
stavo diventando bello e quanto mi ha amava.
Ero grato al cielo di diventare sempre più attraente, ma ora volevo
essere perfetto e solo per piacere al mio amore. È accaduto
improvvisamente, guardavo un catalogo con un bel ragazzo in copertina. Ho
continuato a guardare quella luccicante tenuta blu e lentamente la memoria
di quel servizio ha cominciato a ritornare. Buck aveva detto che la
memoria mi sarebbe ritornata ed improvvisamente era successo, cominciavo a
ricordare tutto. La vita come modello, il mio comportamento ed ero
vergognoso dell'uomo che ero stato. Quando Buck è ritornato quella sera
gli ho detto quello di cui mi ero ricordato e chi ero. Piangendo ho detto
quello che ero e che avrei dovuto ritornare a riprendere quella vita ed il
mio dovere.
Siamo stati uno nelle braccia dell'altro per tutta la notte giurandoci il
nostro amore. La mattina ho fatto i bagagli e mentre ci abbracciavamo mi
ha detto che mi avrebbe aspettato. Mi ha accompagnato all'aeroporto, siamo
rimasti là come innamorati in attesa della chiamata del mio volo, ad un
certo punto mi ha preso la mano, vi ha fatto scivolare sull'anulare un
anello matrimoniale e quindi se n'è messo un altro al suo dito, ha detto
che da quel momento appartenevamo l'uno all'altro per sempre. Durante
tutto il viaggio verso Milano ho continuato a pensare come avrei potuto
vivere quel genere di esistenza di nuovo, avevo dato il mio cuore a un
uomo che mi amava per quello che ero e tutto quello che volevo ora era
appartenere a lui.
Dopo essere sbarcato a Milano sono andato velocemente fino a casa e, dopo
aver aperto la porta e depositato i bagagli, la prima cosa che ho fatto è
stata verificare la posta e le riviste pervenute in quei mesi, dopo di che
ho vagato per le stanze ripiene delle cose eleganti della mia vita
precedente. Ora non mi dicevano nulla, io cercavo solo il mio vero amore.
Ho preso il telefono ma ho scoperto che era stato disconnesso, sono sceso
dal portiere e ho chiamato la società telefonica per far ristabilire la
connessione; quindi mi sono messo in contato con l'agenzia. Ho speso la
maggior parte della settimana fra riviste, posta e rivedere i miei affari
finanziari. Avevo perso molti contratti ed appuntamenti ed era difficile
spiega a tutti quello che mi era successo.
Era dura ritornare a quella vita estenuante; quando la gente sapeva
dell'incidente, era molto generosa nel riattivare tutti gli appuntamenti
persi e mi dava tempo per organizzarmi. Ora comunque rifiutavo tutte le
advance sessuali dicendo che preservavo il mio corpo per il mio amore. Era
la cosa più importante della mia vita ora e vivevo per le nostre lunghe
conversazioni telefoniche e le sue meravigliose lettere. Ho passato quei
freddi mesi invernali seduto davanti al fuoco guardando la mia fede e
rileggendo le sue lettere, poi chiudevo gli occhi e ricordavo lui e quando
facevamo l'amore.
Mio solo desiderio ora era essere nelle braccia del mio amore. Finalmente
in primavera i miei impegni sono diminuiti ed il contratto con l'agenzia
era ancora attivo, però ho detto che volevo smettere di fare il modello,
ma sarei stato disponibile solo per servizi fotografici speciali e lavori
free lance per i miei clienti regolari. Entro la settimana avevo messo in
vendita l'appartamento e disposto per spostare i miei "averi" a
casa del mio amore. Sapendo che era un dottore meraviglioso, ma una donna
di casa terribile, ero impaziente di costruire la nostra casa con i miei
oggetti; avevo aspettato tutta la vita di trovare qualcuno da amare.
Il volo è stato lungo, quando il taxi si è fermato davanti a casa sua
Buck è uscito e ci siamo abbracciati e baciati. Dopo aver pagato il
taxista, ho scaricato le valige mormorando sul fatto che sarebbe arrivato
un furgone con le mie cose. In men che non si dica eravamo
nell'appartamento e lottavamo per denudarci e fare l'amore; ero con l'uomo
con cui avrei passato la mia vita , ero con l'uomo che mi amava per quello
che ero e non per quello che sembravo.